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Dal Venezuela, il poeta Julián Isaías Rodríguez Díaz

18/06/2014, 12:59
Il poeta Isaia Rodriguez

Il poeta Julián Isaías Rodríguez Díaz, dal 2011 Ambasciatore del Venezuela in Italia, ha recentemente aperto a Palazzo Ducale il Festival Internazionale della poesia di Genova.
Qui di seguito pubblichiamo due sue poesie tradotte dallo scrittore e critico Antonio Mendoza.

Le liriche fanno parte di una raccolta antologica di prossima pubblicazione per le Edizioni Nemapress nella Collana Amerinda diretta da Neria De Giovanni 

DECIME A LORENZA

Oggi fa festa Lorenza
oggi il tambor fa tremor
carne, budelle e amor
son in essa energia densa
Possiede sta donna immensa
il sapor della mia gente
pare il galeròn d'oriente
legato con corda dura
e ha dolore di guarura
la pelle tesa e bollente

Lorenza di pepe sa
gli si sente al camminare
e quando inizia a ballare
ah, chi non la invidierà!
Dio sa dove inventerà
questa donna tanta vita,
la voce sempre condita
due occhi come di fuoco
e dentro di razza il loco
agita, convoca e cita.

Al calipso ignuda assiste
è di tutti sempre il centro
-al negro che porta dentro
né l'indio lo mette triste-
con quanta forza resiste
a mollar la propria gioia
meticcia sempre con foia
mulatta di vecchio incanto
fatta di fuoco e di canto
fulìa sabrosa la ingoia.

Lorenza degli antenati
Lorenza dell'encomienda
del tamburo e la leggenda
sangui misti incatenati
i piedi ben allenati
che fanno la danza intensa.
Razza schiava, luna densa
sudor di fuoco arduo e fitto
pure il tempo hai sconfitto:
tu sarai sempre Lorenza.

LA MORTE DI ORFEO

Sapevo far l'Orfeo. Dunque il mio canto
non era in grado di ridar la vita,
ma volevo baciare la ferita
che mi logora tanto e che amo tanto.

Sapevo era arrogante, e da quel pianto
di fiumana che piange inferocita
ma che assagiar volevo, sbizzarrita
di dolori, di pena e di rimpianto.

La lama del suo amor lo tagliò tutto
tranne la poesia, che è quasi un frutto
che vera fa ancor più la verità.

Non è pugnale il verso... è la parola.
Né profeta, né oroscopo, né scuola,
i miei versi son pietra e libertà.


Volo Istambul/Roma, 12 maggio 2012.-
 

(trad. di Antonio Mendoza)

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