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LA POESIA DI FRANCESCO AGRESTI DIVENTA ARTE VISIVA
24/06/2026, 17:34
Un prestigioso riconoscimento letterario accende i riflettori sulla città di Eboli.
Il poeta ebolitano Francesco Agresti è stato infatti insignito del titolo di “Poeta ebbro di colori” per l’anno 2026. A decretare la vittoria è stata una giuria di altissimo profilo presieduta da Corrado Calabrò.
Il Premio, fondato nel 2020 dalla direttrice Anna Manna nell'ambito del celebre Festival dei Due Mondi di Spoleto, nasce con l'intento originale e suggestivo di far dialogare a viso aperto il mondo della poesia con l'arte visiva e creativa dei pittori.
Il riconoscimento a Francesco Agresti segna l'inizio di un affascinante percorso artistico che durerà un intero anno.
A partire dal primo luglio, le cinque poesie selezionate dell'autore – tutte profondamente legate e dedicate alla sua terra natia, Eboli – saranno ufficialmente consegnate a cinque pittori selezionati.
Gli artisti avranno a disposizione dodici mesi per interiorizzare i versi e tradurli in opere d'arte visiva.
Successivamente, una nuova giuria presieduta da Eugenia Serafini valuterà i lavori per decretare l'opera e la poesia vincitrici assolute di questa edizione 2026.
Le cinque opere.
Le liriche scelte per il progetto compongono un mosaico intimo, nostalgico e profondamente radicato nel territorio ebolitano:
Pensieri silenti: Una riflessione malinconica che si snoda tra i muri dei ricordi e i vicoli assonnati, dove il silenzio scuote l'anima e si fa poesia.
Ninna nanna ebolitana: Un canto d'amore notturno e complice, sospeso tra i patimenti segreti del passato e la freschezza estiva che scende dal monte.
Tu permani: Il selciato, le finestre chiuse e il cigolio degli infissi fanno da sfondo al volto di una presenza che resta eterna nel cuore di un «eterno vagabondo».
Canto d'amore per la mia terra: Un omaggio potente alla storia di Eboli, descritta tra l'ombra del castello, il campanile svettante e la sua capacità di resistere alle guerre, alle piaghe e agli inganni del tempo.
Sui monti di Eboli: Un cammino tra ulivi obliati, quercioli e il mormorio dell'acqua che scende a valle, per ritrovare quel «mondo andato» e quel borgo silenzioso sotto il castello che appare come un eremo beato.
Con questo prestigioso riconoscimento, i versi di Francesco Agresti non solo celebrano l'identità e la bellezza di Eboli, ma si apprestano a diventare linfa vitale per i colori e le tele della pittura contemporanea. Vedi meno









