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TRE LIRICHE INEDITE DI GUIDO OLDANI, UNO DEI POETI PIU' RICONOSCIBILI A LIVELLO INTERNAZIONALE

30/01/2015, 15:33

Abbiamo il piacere di pubblicare nella nostra Rubrica alcune poesie inedite di un grande poeta, Guido Oldani, attualmente una delle voci poetiche internazionali più riconoscibili.

Ha pubblicato sulle principali riviste letterarie del secondo Novecento ed è autore delle raccolte Stilnostro (CENS 1985), introdotta da Giovanni Raboni, Sapone (2001), edita dalla rivista internazionale “Kamen”, La betoniera (Lieto Colle 2005).

E’ stato curatore dell’”Annuario di Poesia” (Crocetti) ed è presente in alcune antologie, tra cui Il pensiero dominante (Garzanti 2001), Tutto l’amore che c’è (Einaudi 2003) e Almanacco dello specchio( Mondadori 2008).

Con Mursia ha inaugurato la Collana Argani, che dirige, pubblicando Il cielo di lardo (2008).Sempre con Mursia ha pubblicato Il realismo Terminale (2010), teorizzazione della sua poetica.

Anche in queste poesie per i lettori di Portaleletterario.net, Guido Oldani dimostra di essere un attento osservatore della realtà quotidiana, una vecchia suola di scarpe, la bicicletta, il muro di mattoni, che diventano simboli concreti della realtà umana, dell’esistenza anche interiore del protagonista e più spesso dell’io poetico.
Guido Oldani con la sua lirica e con la teorizzazione del suo “Il realismo terminale”, si inserisce appieno in quella già definita “linea lombarda” che da Vittorio Sereni a Giovanni Raboni in poi, vede nella concretezza dell’immagine poetica un valore anche metaforico in opposizione spesso, ad una linea toscana, più ermetica e intellettualistica.  .

 


SOLO


sembra una suola che si stia scollando,
il sorriso del vecchio senza denti
o è un pianto con gli stessi sentimenti.
e non ricorda più se è maschio o donna
e la sua pelle gialla è pane secco
e per non esser solo nel dolore
si guarda nello specchio mentre muore.


I MATTONI

ad ovest dove sta finendo il sole,
c’è rosso come un muro di mattoni
e l’orizzonte è tutto capannoni.
la neve scende a fiocchi sulla nebbia,
lei cala tra il brillare della brina
che rende elegantissimi gli ortaggi:
la luna manda solo due o tre raggi.


HO VISTO


ho visto gesù cristo, pedalava
col viso ossuto andava senza fretta,
è magro come la sua bicicletta.
ha un sacchetto di plastica al manubrio
con dentro ciabattine e una borsetta
per la sua bimba chissà dove vive;
mi chiede da fumare oppure un euro
ma è mio ospite oggi sulla terra,
ha gli occhi molto belli dei drogati
e prima che nel buio sia lontano,
gli bacio due o tre volte la sua mano.

Neria De Giovanni

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