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LA "SARDEGNA" E IL MAESTRALE DI LUCIANO MAIONE

20/12/2019, 18:37

Pubblichiamo con piacere la poesia "Sardegna" di Luciano Maione, conosciuto alla Fiera Più libri più liberi di Roma, allo stand Nemapress. Un nuovo scrittore ed amico anche del portaleletteario.net.

Luciano Maione nasce a Roma il 23 febbraio 1963. Attualmente riveste il ruolo di Funzionario all’Università
degli Studi di Roma “Tor Vergata”, in qualità di responsabile tecnico alla Macroarea di Lettere e Filosofia e
addetto amministrativo al settore acquisti presso il Dipartimento di Storia, Patrimonio culturale, Formazione
e Società.

Sin da ragazzo coltiva la passione per la letteratura che rincontra inevitabilmente sul proprio posto
di lavoro. Nel 2011 pubblica il racconto “Una serata di pioggia” nella miscellanea Linguaggi & Personaggi.
Racconti tra segno e parole, a cura di Luisa di Bagno e Francesca Tuscano, UniversItalia. La miscellanea
raccoglie il frutto felice di alcuni scrittori e pittori che si sono cimentati su una singolare rivisitazione di
personaggi letterari famosi. Nel 2017 pubblica un altro racconto e alcune sue poesie su "Con l’augurio di molte
farfalle", a cura di Fabio Pierangeli, Paolo Loffredo Editore. La raccolta di questi scritti nasce dall’esperienza di
un anno di incontri avvenuti all’interno di un laboratorio di scrittura di Lettere e Filosofia, diretto dal Prof.
Pierangeli docente di Letteratura italiana. Nel 2018 pubblica sulla rivista internazionale di cultura italiana in
Brasile Il Mosaico, n. 177, Anno XIII, un articolo di critica letteraria riguardante Lorenzo Amurri e il suo
secondo libro dal titolo "Perché non lo portate a Lourdes?", Fandango libri, 2014.

Auguri a lui ed a tutti gli scrittori che ci seguono.

 SARDEGNA

 

Raffiche di Maestrale
selvagge s’alzano dal mare
a picchiar forte sui banchi di sabbia
e i bianchi scogli di Gallura
Cuori ferrei di marinai di terra.
Emigranti che con le loro mani,
forti e tracagnotte,
sospingono lontano
la nostalgia di un’isola
che divora
chi l’ha vissuta
Fiumi di birra e risa
sommergono il ricordo
di un mito che non tramonta
e tra parole
di una lingua antica
lo rendono ancor più acceso
Quando, calato il sole,
dal mar lontano,
riecheggia
il canto delle sirene.

 

 

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