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GRAZIA DELEDDA E AMELIE POSSE ...AD ALGHERO

13/08/2017, 12:22
Grazia Deledda

Dall’11 agosto fino al 17 settembre nel centro museale Lo Quarter di Alghero sarà visitabile una importante e singolare mostra “Passaggi illustri in Alghero tra il XIC e il XX Secolo” che si deve allo studio approfondito e appassionato del giovane storico e scrittore Massimiliano Fois. Allestimenti a cura di Carla A. Fois. Ambientazioni a cura di Belle Epoque, Antiquariato. In collaborazione con la Fondazione M.E.T.A.

Nella presentazione della mostra si legge: “La città di Alghero nei secoli fu meta di personaggi che con gli anni segnarono in modo indelebile la cultura e la storia del nostro tempo.
Tra i tanti che vi passarono c'è chi arrivò per diletto, chi per lavoro, chi per esilio, chi per missioni di guerra, chi per promesse infrante e chi, semplicemente, ci capitò per caso. Tra questi Honorè De Balzac, Giuseppe Garibaldi, Gabriele D'Annunzio, Cesare Pascarella, Edoardo Scarfoglio, Emilio Salgari, Federico Johnson, Amelie Posse Bràdzovà, gli U.F.O. del '17, Rina De Liguoro, Filippo Tommaso Marinetti, Uberto Bonetti, Thayaht, Primo Carnera, Antoine De Saint-Exupéry, Giuseppe Ungaretti, Samuel Beckett.
In esposizione, oltre al racconto dei vari passaggi, si potranno apprezzare documenti inediti, oggetti d'epoca e installazioni.

E proprio in uno dei pannelli espositivio, accanto alle fotografie di Amelie Posse Bràdzovà,

 

 

 

 

 

 

 

 

 

leggo che la scrittrice svedese da Roma venne ad Alghero alla scoppio della prima guerra mondiale.

Il suo soggiorno sardo lo aveva già ricostruito Federica Ginesu in un suo bell’articolo su “La donna sarda”: “Come tutte le ragazze straniere che studiano arte, Amelie ha il sogno di visitare la culla della pittura e cultura. Parte e arriva a Roma dove abita nel quartiere bohémien dietro Piazza di Spagna.
Durante il soggiorno capitolino, un amico le presenta il famoso pittore ceco Oki Bràzda. Nasce una bella amicizia che poi si trasforma in qualcosa di più. Si sposano in Campidoglio nel 1915. L'ebbrezza e l'euforia delle nozze non durano che l'istante dell'emozione di un matrimonio officiato in fretta e furia.
L'Italia è appena entrata in guerra con gli Alleati: Francia, Regno Unito, Impero Russo, mentre dall'altra parte delle trincee sono schierati Austria-Ungheria, Germania e Impero Ottomano.
Gli austriaci che si trovano sul suolo italico diventano indesirati, nemici da confinare in luoghi isolati. Oki, boemo, è considerato suddito austro ungarico e viene colpito dal provvedimento di internamento. Per lui e Amelie inizia un esilio forzato che li porta, insieme all'amico Chytil, in Sardegna.
Per Amelie, che ha il cuore neutrale, la guerra è una follia collettiva di cui la società dovrebbe vergognarsi. Cerca grazie alle sue amicizie influenti di rimandare la partenza, ma è costretta a raggiungere Oki e Chytil che avevano già lasciato Roma per Alghero. Prima di partire, Amelie riceve lettere di presentazione e preziosi ragguagli sulla Sardegna dall'amica Grazia Deledda che aveva conosciuto nei salotti intellettuali romani”.

Nei pannelli della mostra di Alghero curati da Massimiliano Fois si cita anche la motivazione che la nostra Deledda addusse per consigliare alla Posse il soggiorno algherese. Infatti, secondo Grazia, Alghero era una città “diversa” dal resto dell’isola, senz’altro più accogliente, meno diffidente dei centri barbaricini ben noti alla scrittrice nuorese.

Forse anche Grazia Deledda era stata da Alghero?

Del suo soggiorno sardo Amalie scrisse nel libro di memorie  L'incomparabile prigionia, che la rese la scrittrice svedese più amata e tradotta del primo novecento.

Mi incuriosisce il rapporto Amalie Posse- Grazia Deledda. Farò ricerche a Roma sulla loro amicizia che continua a confermare come la Deledda fosse al centro di relazioni molto importanti e non isolata come per troppo tempo ci hanno costretto a credere anche i docenti delle università sarde.

 

NERIA DE GIOVANNI
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