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“A TRAZIONE FEMMINILE” L’ALMANACCO GALLURESE 2026 APRE CON GRAZIA DELEDDA
11/07/2026, 17:42
Certo questo 2026 ha molte ricorrenze importanti al femminile, per le donne e gli uomini, per tutti.
Ad iniziare dal centenario dal premio Nobel a Grazia Deledda, prima e unica italiana finora ad averlo ricevuto per la letteratura.
Poi gli ottant’anni del voto alle donne dal fatidico 1946. Poi ancora un anno dalla consacrazione presso l’UNESCO delle nostre Domus de janas, le fate millenarie che popolano centinaia di siti archeologici della Sardegna.
E pi, e poi tanto veramente tanto altro nel nuovo numero de l’Almanacco Gallurese che dal 1992 Giovanni Gelsomino, giornalista e scrittore, porta avanti e “costruisce” con dedizione e competenza.
Sono grata al direttore Gelsomino per aver aperto il numero proprio con un mio articolo su Grazia Deledda e la sua “fame” di scuola, “Grazia Deledda non più solo quarta elementare”, dove ancora una volta mi lamento della sua esclusione non soltanto dai programmi scolastici e dai manuali più in uso nelle nostre scuole, ma sopratutto dai luoghi canonici della trasmissione del sapere, primo fra tutti, per visibilità nazionale, le tracce della prima prova di italiano dell’esame di maturità.
Veranete ho soltanto l’imbarazzo delle scelta per segnalare alcuni tra i più interessantia rticoli di tuttoq uesto interessantissimo numero dell’Almanacco.
Iniziamo: Maria Margherita Piras ricorda il diritto di voto alle donne ricostruendo la storia delle costituenti fino alle parole profetiche di Tina Anselmi.
La Santa Teresa del 1946 è ricostruita dal giornalista Piero Bardanzellu; mentre Salvatore Ferrandu, giornalista, ricostruisce la medicina popolare e i riti sacri a Thiesi.
A Vera Farris e Antonio Demartis si deve una interessante ricostruzione della leggenda delle tre fate ballerine di Mores. Andrea Muzzeddu approfondisce canto e tradizione di Aggius.
Il cuore dell’Almanacco, come riportato in copertina, è l’inserto monotematico su “A trazione femminile” , evidenziato anche dalle pagine color rosa.
Questo Speciale Donne di Sardegna si apre proprio con un lungo saggio della scrittrice Graziella Massi autrice di un libro proprio con il medesimo titolo ed intento, Donne di Sardegna (Nemapress edizioni.
Cristina Muntoni che nel corpo della rivista firma un importante intervento sulle Janas di cui è una autorevole studiosa, nell’Inserto si occupa di Paola Satta, la prima donna laureata in medicina in Sardegna e dell’imprenditrice del settecento Francesca Sanna Sulis.
Spazio alla grande studiosa di tradizioni popolari ed editrice Dolores Turchi raccontata da Michele Pintore; un esempio da imitare è la prima sindaca dell’Italia repubblicana, Ninetta Bartoli sindaca di Borutta, presentata dall’attuale sindaco Silvano Arru accanto a Luisa Meloni Delogu prima sindaca di Pozzomaggiore raccontata da Gianni Piu.
Da Tempio Pausania Lina Rosa Antona scrive della vicenda di Rosa Multineddu Sanna, da casalinga a manager.
E poi, e poi, e poi...
Spero di aver per lo meno incuriosito i nostri lettori perché questo Almanacco gallurese 2026 di 289 pagine è bellissimo da sfogliare e da avere nella nostra casa per una lettura entusiasmante.









