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“GRAZIA” DI PAOLA COLUMBA: LA LENTA MONOTONIA DA CUI SBOCCIO’ DELEDDA

24/12/2025, 20:24

Finalmente sono riuscita a vedere il film Grazia di Paola Columba al Cinema Miramare di Alghero. Dico finalmente perché quando il film era in programmazione nelle sale a Roma io ero in Sardegna, e viceversa…
Conosco personalmente la regista e so da lei quanto ci tenesse a concludere questo lungometraggio.
La sua scelta è stata quella di concentrarsi su “Cosima” il romanzo  autobiografico postumo dove Grazia si racconta in terza persona utilizzando uno dei suoi nomi, Cosima appunto, dalla fanciullezza fino al suo viaggio a Cagliari  nel 1899 dove incontrerà il futuro marito, Palmiro Madesani, e con lui nel marzo 1900 si trasferirà nell’agognata Roma.
Non si deve cercare l’aderenza perfetta del film al romanzo.
Per esempio la scena finale del ricevimento in casa di Maria Manca è tratta dal romanzo “Il paese del vento”, ambientato a Cervia.
L’incontro con Palmiro in “Cosima” avviene in maniera più misteriosa: lo vede sulla banchina della stazione arrivando a Cagliari ed i loro occhi, per destino, si incrociano cercandosi.
Tutto il film scorre con i sottotitoli sul linguaggio in sardo nuorese, mentre l’io narrante fuori campo racconta in italiano.
E’ un lungo flash back in cui Grazia, seduta sul treno verso il capoluogo sardo,  ripercorre con la memoria le tappe fondamentali della sua vita di ragazza che caparbiamente vuole diventare scrittrice.
Nonostante le critiche del paese.
Nonostante la resistenza della madre.
Il film si snoda scena dopo scena in maniera molto lenta, direi monotona, a ben rappresentare la “noia”, che spesso Grazia Deledda nelle sue lettere chiama a testimone delle sue lunghe giornate, spesso in solitudine e incomprensione.
Ottima la scelta della giovane Barbara Pitzianti, al suo esordio cinematografico nel ruolo principale di Grazia: recitazione, silenzi, sorrisi, postura oltre che la ...statura, tutto perfettamente ricorda la nostra Deledda!

Accanto a lei recitano Giuseppe Boy nel ruolo del padre di Grazia, Donatella Finocchiaro in quello della madre e Galatea Ranzi nei panni della giornalista Maria Manca, in un cast che unisce volti sardi e nomi affermati del cinema italiano.
Prodotto da Baby Films con il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Sardegna, della Provincia di Nuoro, della Fondazione di Sardegna, della Sardegna Film Commission e di Filming Cagliari.

Film da vedere e rivedere.

Foto di Matteo Sechi e TH Studio 

NERIA DE GIOVANNI

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