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"TUTTA L'ANIMA SUA ERA NEGLI OCCHI AZZURRI"

Sebastiano Satta a cento anni dalla morte: come lo ricorda Grazia Deledda

02/12/2014, 21:56
Grazia Deledda

Venerdì 5 dicembre si apre a Nuoro il convegno nazionale per i cento anni dalla morte di Sebastiano Satta, il più grande poeta sardo in lingua italiana, riconosciuto da tutti come il cantore della cultura, dei valori, dell'anima della Sardegna.

L'amministrazione comunale di Nuoro ha già iniziato gli eventi che ricordano la sua opera.

Avvocato penalista, ai suoi funerali sfilarono fianco a fianco carabinieri e banditi scesi dal monte Ortobene dove si nascondevano in latitanza.

Per un tacito rispetto di Bustianu, i carabinieri ne ignorarono la presenza.   

Ecco come Grazia Deledda ricorda il grande poeta:

"Un giorno vidi un bel giovanotto conversare con mio padre. Mi colpì vivamente lo sguardo dei chiari occhi azzurri. Non ne avevo visto ancora di così soavi e restai lì a guardarlo stupita…Sentii una grande soggezione di quel forte e bel giovanotto, quando mi dissero che era Bustianu. Così lo chiamavano. Era stato in continente. Scrieva nei giornali e non temeva di polemizzare col deputato e coi signori del paese. Ciò bastava perché io lo guardassi come un Dio. Mi meravigliò che egli arrossisse come una fanciulla…Era già notissimo da noi e mi pareva così strana in lui, dominatore, la sensibilità e il timore”.

"Fummo verso il 1910, se mal non ricordo, sull’Ortobene, insieme, Bustianu era già malfermo di salute. La mano destra non gli ubbidiva più. Aveva la parola lenta per un ingrossamento della lingua. Tutta l’anima sua era negli occhi azzurri, che lentamente girava sulla bellezza grandiosa, ma desolata, del panorama. La natura selvaggia dell’Ortobene lo appassionava come ai tempi in cui, saldi i garretti, andava a caccia di cinghiali. Ma a noi che lo circondavamo, col cuore stretto dal presentimento del prossimo tramonto, diceva parole tristi commentando le ultime gesta dei Corraine (Banditi). E si scaldava rimpiangendo che a gente di quella tempra e capace di così grandi passioni il fato non avesse ancora permesso di volgere tutta e sempre al bene l’opera"
 

Neria De Giovanni
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