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LUCI ED OMBRE SUL PREMIO NOBEL ED UN DISCORSO MAI TENUTO

10/12/2019, 16:20
Grazia Deledda

Il 10 dicembre a Stoccolma si consegnano i Premi Nobel quindi anche quello per la letteratura.
Ma quest’anno si assegnano contemporaneamente il premio Nobel del 2019 e quello dell’anno scorso in quanto non deciso a causa di una serie di accuse di molestie sessuali che avevano coinvolto personaggi vicini alla Commissione .

 

Ma a sorpresa qualche giorno fa si sono dimessi  due membri esterni della Commissione nominati appunto dopo lo scandalo del 2018, sono lo scrittore Kristoffer Leandoer e la critica letteraria Gun-Britt Sundstrom.
Lo scrittore Kristoffer  Leandoer ha criticato l’Accademia per la scelta dello scrittore Peter Handke per il premio del 2019. In passato Handke aveva espresso posizioni controverse a favore dei serbi nella guerra nella ex Jugoslavia e aveva tenuto un discorso al funerale di Slobodan Milošević, ex presidente della Serbia e della Jugoslavia, morto in attesa di essere giudicato dal Tribunale penale internazionale per genocidio, crimini di guerra e crimini contro l’umanità.
La critica letteraria Gun-Britt Sundstrom  ha dichiarato al quotidiano Dagens Nyheter che secondo lei la letteratura non sta al di sopra della politica, come la scelta del Nobel ad Handke sembra suggerire.

 

Anche alla luce di queste nuove vicende c’è da chiedersi come mai ancora il Premio Nobel riesca ad essere così prestigioso.
Soprattutto per quanto riguarda quello alla Letteratura, se e quanto premi appunto il valore letterario intrinseco dell’opera o invece non sia collegato a ragioni economiche e sociali di convenienza e opportunità politiche.

 

Molti social media giustamente il 10 dicembre ricordano il Nobel a Grazia Deledda. Io aggiungerei anche la morte di Luigi Pirandello che in una sorta di macabra coincidenza è avvenuta proprio il 10 dicembre del 1936, due anni dopo l’agognato Premio per il quale arrivò prima la nostra Grazia.
Ma per favore qualcuno deve pur rimarcare l’errore che tutti fanno in questa occasione a proposito del Nobel deleddiano.
Si cita un lungo discorso che Grazia avrebbe fatto durante la premiazione.
Alla Deledda fu detto esplicitamente che non doveva parlare troppo, doveva ringraziare il re e tornare a sedersi.
La nostra scrittrice era giustamente emozionata: inciampò anche sul basso gradino che la divideva dalla platea, ma non disse tutto il discorso che le si attribuisce limitandosi ad augurare al sovrano “a chent’annos” come fanno i re pastori…
Tutto quello che viene citato come discorso è invece il suo intervento rilasciato dopo, quando fu anche la prima voce registrata alla radio nazionale,  l’EIAR, “la bisnonna” di RADIO RAI…

 

Neria De Giovanni

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