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L’ETNIA ARBERESHE DI UN MILITARE FERITO SULL'ISONZO, BIBLIOFILO E COLONNELLO: AGOSTINO GAUDINIERI

10/11/2014, 18:46
Pierfranco Bruni

Il ruolo istituzionale e politico, oltre che formativo, giocato nella Grande Guerra sono stati quei militari che hanno avuto una forte formazione culturale ed hanno avuto la capacità di trasmetterla ai propri commilitoni sia attraverso esempi che grazie ad una dialettica che è servita a far comprendere il senso dell’identità nazionale.

Ci sono stati militari che hanno rivestito non solo gradi importanti nelle loro funzioni, ma anche visioni in cui il legame tra etica e morale è stata significativa. Tra questi va ricordato, nel centenario dell’entrata in Guerra dell’Italia,  una personalità che nato con i gradi di tenente, sottotenente anzi, ed è arrivato a indossare i gradi di colonnello durante la fase che ha portato alla Seconda guerra mondiale.

Si tratta di Agostino Gaudinieri , le cui origini sono etniche in quanto è nato in una comunità Arbereshe, Spezzano Albanese, in provincia di Cosenza. È stato ferito più volte, anche sull’Isonzo, e più volte decorato con diverse croci al merito. Era nato il 28 luglio del 1892.
Un Arbereshe che ha portato alto il vessillo della sua etnicità attraverso il suo amore per i libri, per lo studio dei classici e per la sua passione a custodire testi, documenti e materiale con amore e forte cura.

Un bibliofilo nella Grande Guerra, e di origini Arbereshe.

Mi pare che sia un fatto da segnalare con molta forza soprattutto se si pensa che tra i suoi libri, ben custoditi, alla cui costola vi è impresso l’iniziale del suo nome e cognome, ovvero A.G., ci sono testi molto rari.
Oltre a libri sull’arte militare e sulla storia di Roma, sulla storia d’Europa e sulla storia d’Italia sono conservati testi su Parini, Petrarca con prefazione di Leopardi. La figura e l’opera di Agostino Gaudinieri va riconsiderata sia come studioso che è riuscito a legare il rapporto tra cultura classica e quella militare grazie alla sua fedeltà al mondo delle sue radici.

La sua etnicità è ben presente anche perché la sua “arte” militare proviene da studi profondi sul rapporto tra la storia Occidente e quella Orientale. Il mondo Italo – albanese è stato sempre nel suo cammino. Un militare, dunque, la cui identità è Arbereshe, un bibliofilo attento e un classicista che ha saputo legare Parini, Petrarca e Leopardi nella sua formazione culturale scavata in quella realtà che è stata il Regno di Napoli, un Regno di Napoli che ha sempre saputo guardare, culturalmente e militarmente, al Mediterraneo.

Pierfranco Bruni
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