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Assaggio n. 12 : NESSUNO CI RIDURRA' AL SILENZIO, A CURA DI MAURIZIO DE GIOVANNI, VILLARICCA, CENTO AUTORI, 2015

11/05/2015, 13:38
Sergio Ruschena by Spazio Visivo - Roma

“Il cantiere è come un buon papà” dicevano le maestre. Il mio papà, invece, quando ritornava dal lavoro  luccicava come un re. Una polvere luminosa gli ricopriva la tuta, il viso e i capelli.
(M. Carlotto)

Aspetto, perché lo so che quello che è giusto è che sia la polvere a unirci. Perché mentre la guardavo, incorniciata dal sole del tramonto, era così bella che anche la nuvola bianca che veniva dalla tuta sembrava farle da velo da sposa. E magari mentre la guardavo quella stessa polvere che entrava in lei è entrata anche in me, un respiro nel respiro.
(M. de Giovanni)

Credo che non dimenticherò mai le ultime parole di Alba sulla soglia di casa: “ La mia è stata una bella storia, nonostante la morte, nonostante tutto quello che gli altri ci hanno fatto. Non ci hanno tolto la dignità, né la voglia di vivere, né la fede. Siamo solo indignati, non rabbiosi. La rabbia uccide i sentimenti.”
(A.Ferracuti)

Michele ha quattordici anni e un nuovo scopo nella vita: giustizia.
E ora più che mai brucia d’amore e di rabbia.

(L. Ghinelli)

I bambini non dovrebbero mai vedere un padre piangere, si creano piccole ferite, si fanno domande impaurite sul domani che li attende, qualcuno cova rabbia come la cenere sotto la brace.
(F. Pagliai)

Di notte siamo tutti più deboli. I rimpianti, i ricordi, i rimorsi, la paura per il futuro, con il buio triplicano d’intensità. La luce li scaccia via, o sembra attenuarne la forza. Ma nella solitudine dell’oscurità non c’è nulla in grado di fermarli. Ti si schiantano addosso come una macchina fuori controllo, e tu lì, piantato in mezzo alla strada, impossibilitato a muovere un muscolo.
(P. Pulixi)

Raccontare il vero con fantasia perché la Storia si impara meglio attraverso le storie.
Non solo ponderose documentazioni d’archivio, resoconti giudiziari e fredde tabelle statistiche, ma anche, e soprattutto, racconti di testimoni reali o di quelli che reali potevano essere.
Questo il fil rouge di questo libro.
La sofferenza, le ingiustizie scorrono con impeto silenzioso nella vita di tutti i giorni: dare loro voce è compito ed obbligo della società civile, e ogni mezzo utile al raggiungimento dello scopo è benvenuto.
Sulla tragedia dell’amianto tanto si è scritto e tanto si è parlato, ma ancora molto c’è da fare nel campo della sensibilizzazione dell’opinione pubblica.
La Fondazione ONLUS Attilia Pofferi  e il Centro Documentazione sull’Amianto e sulle Malattie Amianto Correlate Marco Vettori hanno voluto dare il loro contributo pubblicando questa raccolta di undici racconti inediti firmati da autori come Berselli, Carlotto, Ferracuti, Ghinelli, Magi, Pagliai, Prunetti, Pulixi, Rinaldi, Rossi e lo stesso de Giovanni, curatore del’opera, e destinando i proventi delle vendite alla ricerca sul tema.
Si racconta di famiglie distrutte dal dolore e dalle difficoltà economiche. E soffocate da un’infinita catena di lutti.
Leggendo, lo strazio di quelle morti diventerà il nostro strazio, e alimenterà quella rabbia, che è lucidità civile di chi, superstite, raccoglie il testimone di chi non è più tra noi. 

 

 

Annamaria Torroncelli
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