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Assaggio n.9, LETIZIA VICIDOMINI, "LA POLTRONA DI SETA ROSSA" , NAPOLI, HOMO SCRIVENS, 2014.

22/12/2014, 10:04
Sergio Ruschena by Spazio Visivo - Roma

Cento anni vissuti intensamente,intessuti di dolore, amore, passione, tenerezza, odio e rancore in misura variabile. Anni d’oro, di piombo,di glassa,di veleno, anni di amaro in bocca e di miele sulle labbra. In ogni caso anni indimenticabili.

Ernestina mantenne la promessa e non raccontò a nessuno quanto le era accaduto, soffrendo nel modo peggiore in cui si potesse soffrire: sola, in silenzio custodendo un segreto ignobile e sporco, mortificata nel corpo e nell’anima.
Perfezionò l’arte di rendersi parte della tappezzeria e di lasciarsi vivere senza prendere iniziativa, senza lamentarsi o gioire di nulla… e, per anni, fu anestetizzata nei confronti dell’amore, che cominciò ad affiorare in superficie solo quando diventò la nonna di Angel.

Fu una prima notte di nozze tenera, ma senza passione, l’inizio di un matrimonio cominciato senza l’amore che poi sarebbe nato e cresciuto all’interno di quell’unione che mai, neppure per un istante, fu costruita sulla sfiducia di Armando per Ninì.
         …

La bottega sopra la quale c’era la stanzetta occupata da Armando quando rimaneva alla fornace era un posto molto particolare e forse per questo lui l’aveva scelta. Innanzitutto l’odore. Era un miscuglio inebriante di caffè, cannella,zucchero cotto e tante altre spezie che non avrebbero saputo decifrare, ma che formavano come un nastro multicolore che ti entrava nelle narici e, da lì, arrivava all’anima. Un profumo che sapeva di bimbo, di scuola e di cucina, un profumo che sapeva di casa…
      …
Non credevo che avrei vissuto tanto a lungo…Certo, mi manca l’elasticità di una volta e mi manca Armando, con il quale avrei voluto condividere certi momenti. A volte mi capita di vederlo passare in corridoio,di sentirne l’ombra alle mie spalle, la risata pacata che risuona in un’altra stanza. Sono istanti meravigliosi perché imbrogliano la coscienza della realtà e sembra tutto vero,ma durano troppo poco… C’è stato dolore nella mia vita, ma questa lunga vecchiaia mi sta regalando un nuovo giro su questa giostra. E mi diverto da morire, giuro.


Una saga familiare che si snoda per più di un secolo tra Napoli e Sorrento tra fragranze di spezie e profumi piatti prelibati, bottiglie decorate di limoncello e cioccolate ripiene.  Una poltrona, palcoscenico della vita, rossa di passione come la seta che la ricopre. Ernestina, l’indomita matriarca dal sorriso tardivo, domina incontrastata la scena insieme ad una miriade di personaggi che perdiamo e ritroviamo in un divertente gioco di scatole cinesi. Perché, come dice Ernestina, se c’è una cosa che le piace è lasciarsi trasportare dai ricordi e nuotare in quel mare di volti, cuori,vite che hanno costellato la sua.

Una storia di amori: passionali e salvifici, tiepidi, ma forti, inconfessabili e prepotenti.

Annamaria Torroncelli
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