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Assaggio n.8 - DINO FALCONIO, "DEL PROIBITO AMOR. STORIA NAPOLETANA DEL XV SECOLO"

09/12/2014, 09:40
Sergio Ruschena by Spazio Visivo - Roma

Fra i parenti spagnoli rimase sempre il marchio di “bastardo”, che Ferrante tirò dietro al suo nome anche quando assunse la corona di Napoli.
Eleonora era una bambina carina, dolce, occhi vispi, paffutella, ma molto sola,tranne che per la vicinanza del fratello che aveva un grosso nasone e ancora si manteneva esile. Trascorrevano lunghe ore insieme, giocando e a loro modo confidandosi le loro angosce; Ferrante aveva un’innata abilità nel suonare la “guitarra espagnola”, lo strumento musicale a quattro corde che venivano pizzicate con le dita della mano, cosicchè Eleonora lo accompagnava con la sua voce suadente in canzoni e ballate dell’epoca…

La strinse in un abbraccio fortissimo, quasi violento, e lei si sentì oppressa nel petto, addirittura senza respiro. E poi si dimenò su di lei.I fiori freschi che lei aveva colto dal prato per ornare e profumare la sua camera si riversarono  a terra quando, nel tentativo di liberarsi,spinse il braccio del fratello contro il vaso di terracotta dove li aveva riposti, ormai frantumato in tanti cocci gocciolanti d’acqua formando una piccola pozza. E come quei fiori, ormai caduti a terra, nessuno avrebbe più aiutato Eleonora a rialzarsi, il suo cuore era ridotto in mille pezzi come i cocci del vaso rotto,nel suo petto sentiva un lago stagnante come quell’acqua colata e adunata per terra.

Ma tutte le notti di plenilunio,Eleonora e Ferdinando non rinunciarono ad amarsi mentre i raggi della luce lunare ferivano i loro occhi puntati sulla volta stellata. Sotto quel gioco di ombre e di luci della notte lei non si stancava di ammirarlo…
Lenor …diventava sempre più l’agognato oggetto del desiderio  di lui…
E Ferrante si ubriacava di quella bellezza e sfrenatamente prendeva a baciare la sua pelle rosa come i fiori di pesco, liscia come il velluto e profumata come le zagare.


Un affascinante racconto storico che seduce pur nella sua scabrosità, la storia di Ferrante d’Aragona e di sua sorella Eleonora, protagonisti di un amore incestuoso consumato in una  Napoli del XV secolo , dilaniata da feroci  contrasti politici.
Di Ferrante, il bastardo, sovrano tanto crudele con i suoi oppositori quanto illuminato nei suoi editti, i napoletani e i turisti conoscono la Porta Capuana, da lui fatta costruire intorno al 1484, i bibliofili lo straordinario Breviario miniato che da lui prende il nome e che lo ritrae, in una miniatura, in atto di pregare.

Questa la sua immagine pubblica, quella intima ce la racconta l’Autore, un brillante notaio napoletano con la passione della scrittura, in una storia dalla delicatezza di fiaba contrappuntata dalle illustrazioni di Elvira Giannattasio, eleganti ed eroticamente intense.
Un amore proibito, ma indomito e tenace. Un amore di luna piena, dal profumo inebriante di orgasmi e dolcezze, durato tutta una vita.

 

 

 

 

 

Dino Falconio, Del proibito amor. Storia napoletana del XV secolo, Grimaldi & C. Editori,  2014.

Annamaria Torroncelli
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