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MAFALDA, UNA SPLENDIDA CINQUANTENNE

20/10/2014, 18:21
2014

BASTA! Ecco la mia mascotte. L’immagine che mi ha sempre accompagnato nelle tante  manifestazioni in piazza e  nei cortei a  difesa dei diritti delle donne. Quante copie  della vignetta ho distribuito alle  amiche, neanche lo ricordo,  quanto impegno ma anche quanta allegria, sì perché le donne (non tutte purtroppo) sanno essere ironiche e sanno anche ridere di se stesse.  

Quanti slogan urlati con rabbia, ma quel BASTA urlato da Mafalda ha una forza insuperabile, è una immagine disperata ma non sottomessa è un grido scomposto provocato da dolore e da rabbia ma nello stesso tempo è anche un invito a non abbassare la guardia. Ecco cosa è sempre stata per me Mafalda, una compagna di viaggio! Ma adesso, come si dice.”.quanta acqua è passata sotto i ponti”,  si perché Mafalda compie 50 anni ed io…. Un po’ di più!  Certo di  strada se ne  deve ancora fare e tanta   e persino Mafalda  oggi, se potesse, con la grinta di sempre  al suo “ Basta”,  farebbe seguire “Se non ora quando”

Ho un bellissimo volume  del 1980  che  Bompiani ha dedicato a Mafalda. Lo  sfoglio spesso e volentieri,  e, purtroppo,  tutto mi sembra ancora così attuale!
Mafalda nasce 50 anni fa dalla penna geniale di Joaquin Lavado soprannominato “ Quino”. E’ stata chiamata contestataria ma è molto di più e come disse un grande  pedagogista italiano, Marcello Bernardi, è  l’ideologa della rivoluzione totale. La sua critica, infatti,  non risparmia niente, né l’organizzazione sociale, né le alchimie politiche, né le leggi economiche, né la scuola, né le istituzioni in generale. Né l’Uomo. Niente.  E il dramma è che, ancora oggi,  ha ragione. Mafalda ci ha rassicurati. Le cose stanno proprio così. Male! E bisogna crederci perché Quino dentro Mafalda è riuscito a mettere quella lucidità di giudizio che è propria dei bambini. Freud disse che l’intelligenza di un bambino sano è sbalorditivamente  più acuta di quella di un adulto medio-normale .E Quino è riuscito a  dimostrarne la verità con una sola vignetta.
Mafalda appare in pubblico a settembre del 1964 sulle pagine di  Primera Plana, il più importante settimanale argentino d’informazione. Nel 1966 viene messa  in vendita la prima raccolta di strisce di Mafalda e in solo dieci giorni si esaurisce la prima edizione. Inizia il “boom  di Mafalda”.

Nel 1968, nei pieni anni della contestazione, viene tradotta per la prima volta in un’altra lingua: l’italiano. Il 1971/1972 sono gli anni della grande espansione in lingue e paesi diversi, in inglese,  ebraico, danese,  francese,  tedesco,  giapponese,  finlandese, svedese e   norvegese 

Per Mafalda si sono scomodati giornalisti, semiologi, intellettuali .  Persino  uno  psichiatra come Ronald Laing, ,  suscitando indignazione fra alcuni  benpensanti,   scrisse che tutti i bambini nascono intelligenti e che poi nell’arco di 15 anni diventano cretini come gli adulti, per colpa dei loro educatori!
Nel 1971  i giornalisti del settimanale “El humor grafico” Carlos Trillo e Alberto Broccoli  centrarono  perfettamente con poche righe il personaggio :  “Mafalda è una striscia eccellente, senz’altro la migliore di tutte quelle pubblicate in Argentina in moltissimi anni. Ma è anche un caso curioso. Per tanta gente, significa la più importante lettura  politico-sociale della settimana. Il  ceto medio  si sente confortato vedendo che qualcuno si preoccupa per il mondo, per la nazione, per l’uomo, per le malattie. E vede riflesse in Mafalda le proprie opinioni, le proprie angosce. Perché Mafalda è semplicemente questo: una grande angoscia, un grande desiderio che il mondo sia bello e la gente sia buona. Questo e niente altro. Magnificamente fatto, certo, dal talento di Quino, il migliore umorista argentino”. Anche in Italia si è scritto molto sul personaggio Mafalda .  Uno per tutti, Umberto Eco del quale  riporto alcuni stralci dell’introduzione scritta nel 1969  al volume “Mafalda la contestataria”  “..Mafalda è veramente un’eroina arrabbiata che rifiuta il mondo così com’è e in  ogni caso un eroe del nostro tempo, in  lei si riflettono le tendenze di  una gioventù irrequieta che qui assumono l’aspetto paradossale di un dissenso infantile, di un eczema psicologico da reazione ai mass media, di un orticaria morale da logica dei blocchi, di un’asma intellettuale da fungo atomico “.

A luglio del 1974, Quino disegna l’ultima striscia originale di Mafalda. Nel 1977 l’UNICEF chiede a Quino  di illustrare con Mafalda e i suoi amici  la “Dichiarazione dei Diritti del Bambino”. Così dopo tre anni in cui  non ha prodotto nuove strisce, l’autore crea per l’organismo mondiale 10 vignette e un poster.

Questa volta ho scritto troppo!  e prima che lo pensiate voi lo dico io   BASTA!

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Alessandra Bonanni
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