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“DIETRO UN GRANDE UOMO C'E' SEMPRE UNA GRANDE DONNA. SOTTOMESSA"

29/09/2014, 17:22

“Dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna. Sottomessa”
Questo è lo slogan che mi frullava nella testa dopo aver letto l’articolo dell’ANSA sull’incontro appena svoltosi tra diplomatici latinoamericani e giornalisti sul tema “Il ruolo politico delle donne in America Latina: progressi e sfide”.
La riunione è stata organizzata da Roberto Montoya, coordinatore di Mediatrends, un osservatorio indipendente nato dall’iniziativa di alcuni giornalisti per studiare e divulgare le tendenze più significative dell’informazione internazionale.
Dal Forum è risultato chiaramente che, malgrado il 40% degli abitanti dell’America Latina abbia un Capo di Stato donna, le donne latinoamericane dovranno ancora fare molta strada prima di vedere migliorate le loro condizioni di vita. Purtroppo gli enormi progressi fatti in campo politico, non sempre trovano riscontro nel mondo del lavoro dove permangono forti "disparità di genere" e dove le donne, pur avendo statisticamente una preparazione professionale e un livello di istruzione superiore, sono ancora le principali vittime del lavoro nero.
In America Latina resiste una forma di maschilismo per cui le donne sono spesso vittime di violenze e violazioni di diritti e non riescono a debellare questa “cultura” ancora oggi dominante.
Ma la schiera di donne latinoamericane, coraggiose e combattive è foltissima  e  non abbasseranno la guardia, ma seguiteranno a lanciare le loro “sfide”, passo dopo passo, avvalendosi del "progresso" delle proprie conquiste! 
Nella mia rubrica ve ne farò conoscere molte di queste donne meravigliose.  Ora vi voglio lasciare con  un brano scritto da  Maria Elena Moyano un’eroina peruviana uccisa durante un comizio a Lima dai guerriglieri di Sendero Luminoso.

“La rivoluzione è l’affermazione della
vita, della dignità individuale e
collettiva; è una nuova etica. La
rivoluzione non è morte né
imposizione né sottomissione né
fanatismo. La rivoluzione è vita
nuova, è convincere e lottare per
una società giusta, degna,
solidale al  fianco delle
organizzazioni create dal
nostro popolo, rispettando la loro
democrazia interna e portando in grembo
i nuovi germi di potere di un
nuovo Perù.
Continuerò a stare al fianco del mio popolo, delle
donne, dei giovani e dei bambini;
continuerò a lottare per la pace in nome della
giustizia sociale.”



P.S.: Stavo chiudendo la mia rubrica, quando ho appreso dalla radio della sentenza allucinante dei giudici della Corte di Cassazione di Venezia che ha previsto per uno stupratore la riduzione della pena; secondo i giudici, infatti, è possibile concedere delle attenuanti all’uomo accusato di aver violentato più volte la moglie “ma solo perché era ubriaco”!
Un pericoloso passo indietro in un Paese che non può neanche vantare di avere avuto un Capo di Stato donna!

Alessandra Bonanni
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