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IL RACCONTO- Con Buffalo Bill l’autunno dorato della Belle Epoque romana, di Manfredo Guerrera
25/02/2026, 17:23 | Costume e società
Anni irripetibili quelli della fine dell’800 e i primi del 900: Roma diventata capitale del Regno si trasforma grazie alla presenza di tanti letterati, pittori, artisti e… di Buffalo Bill. Irrompe nelle nostre storie –vere- William Cody, soprannominato Buffalo Bill, colonnello americano vincitore di un epico duello con Mano Gialla, capo indiano dei Cheyenne, che pose fine alla lotta tra bianchi e pellirosse. Gli americani irriconoscenti, come spesso accade, avevano rifiutato qualsiasi ricompenso al Colonello Cody, anzi alcuni “ saputoni e saggi” misero in dubbio il suo duello, pertanto Buffalo Bill fu costretto a mantenersi mettendo in piedi una specie di circo con domatori, tiratori e cavalli . Tale stravagante americano a Roma, non volle mancare ai festeggiamenti del cinquantenario di Roma capitale e si esibiva con i suoi spettacoli nella nuova Piazza d’Armi, attuale Piazza Mazzini , facilmente raggiungibile dal nuovo ponte Risorgimento appena costruito. La sua fama tuttavia gli procurò anche invidie, pertanto fu provocato dai butteri della palude pontina tra i quali emergeva Alberto Imperiali che lanciò il guanto di sfida. Buffalo Bill, benché non giovanissimo accettò, anche se i protagonisti del suo circo cercarono di dissuaderlo, primo fra tutti - bizzarra compagnia- Toro Seduto, sciamano della tribù dei Sioux, ma niente fece recedere il colonnello: la sfida divenne realtà e malgrado gli anni di differenza e la scarsa conoscenza da parte di Bill dei selvaggi cavalli pontini, cowboy e butteri si scontrarono, domando vicendevolmente puledri nostrani violenti e selvaggi. Chi vinse? Le cronache del tempo riportarono che la gara si concluse onorevolmente per entrambe le parti, ma alcune voci maligne riferirono che Buffalo Bill e i suoi furono sonoramente battuti dagli italici butteri, ma come si fa a dare la sconfitta a un mito?
Questo avvenimento distrasse brevemente i romani dalle avventure amorose dal giovane D’Annnunzio e dai concerti del maestro Vessella che dominava l’autunno dorato della bella epoque romana, di cui parleremo un’altra volta.
Ma che faceva il giovane D’Annunzio – o meglio Rapagnetta, questo il suo nome prima di diventare il Vate - a Roma? ancora lontani i tempi delle commedie di successo interpretate dalla grandissima Eleonora Duse e dei suoi vari tentativi di seduzione di donne bellissime come Tamara de Lempiska’, che lo rifiutò ! Allora era un giovane “così mite e così affabile , così modesto sotto il peso della gloria nascente” come lo descrive un altro protagonista delle giornate romane, Edoardo Scarfoglio, marito di Matilde Serao, giornalista e scrittore anche lui, che ricorda con piacere le passeggiate a due sulla via Appia nelle fresche mattine di febbraio. Il giovane poeta, non ancora Vate partecipava a molti eventi mondani frequenti come la caccia alla volpe, praticata dai nobili romani: l’appuntamento era al Ponte Nomentano, da cui uscivano le mute dei cani, come possiamo vedere in tante foto dell’epoca scattate dal famoso fotografo Primoli e come lo stesso D’Annunzio descrisse in una celebre lettera indirizzata al Master di allora, il marchese Luciano di Roccagiovine.
Se alcune piazze di Roma sono il cuore pulsante della città con i loro caffè eleganti, molta effervescenza si riscontra anche nei teatri dove si ritrovava un pubblico più sofisticato e dove si organizzavano, come a Parigi grandi balli. Ma nei teatri cominciano a farsi strada personaggi ineguagliabili
come Cesare Pascarella, erede di Gioacchino Belli, Ettore Petrolini
e la sua comicità inaesauribile e inaspettata, e Lina Cavalieri, trasteverina purosangue, la donna più bella del mondo, ma anche esperta cantante che canterà al Metropolitan di Newyork con Caruso.
Di questo e altro ancora …… nella prossima puntata….
Foto: Buffalo Bill a Caffè Greco di via Condotti e Ettore Petrolini









