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Casa delle Regioni a Villa Borghese: teatro e poesia per Maria Carta

L'Associazione del Gremio dei sardi di Roma ha ricordato la grande artista con un recital delle sue poesie

11/07/2014, 16:52 | Attualità
Antonio Maria Masia legge il suo intervento, accanto : Neria De Giovanni, Luca Martella, Giacomo Serreli, Pierfranco Bruni

Io penso che in tanti ancora la ricordano, Maria Carta, la voce che si fa melodia, sussurro e urla di una terra amata, bella e incontaminata. Questa volta è toccato all’Associazione Il Gremio dei Sardi, a Roma, l’onore e il piacere di ricordare una grande artista ( in occasione degli ottanta anni dalla sua nascita, Siligo 24 giugno 1934-Roma 22 settembre 1994), vanto di una terra bellissima, che mantiene ancora intatta una propria antica cultura millenaria. Il Presidente Antonio Maria Masia regista della serata ha ideato e condotto un Reading  poetico artistico, teatro e immagini, con la complicità e la partecipazione di Gemma Azuni (Consigliera al Comune di Roma), Pierfranco Bruni (scrittore, presidente Comitato Nazionale Minoranze Etnico-Linguistiche), Rodolfo Coccia (poeta-attore), Neria De Giovanni (scrittrice, presidente dell’Associazione internazionale dei Critici Letterari), Giuseppe Di Chiera (giornalista), Leonardo Marras (presidente della Fondazione Maria Carta), Luca Martella (attore), Antonio Maria Masia (Presidente del Gremio), Ilaria Onorato (attrice), Giacomo Serreli (giornalista,presidente del Comitato Scientifico Fondazione Maria Carta) . In una splendida serata di inizio estate su di una favolosa terrazza che dava su Villa Borghese, a Roma, l’arte e la bellezza solare della grande artista ancora una volta ha toccato la sensibilità e i cuori dei tanti presenti, che hanno voluto omaggiare ancora una volta una grande artista figlia di una terra circondata dal mare, una Nazione dentro una Nazione. Tanti i contributi teatrali, poetici, amicali ma anche letterari con il dono alla vasta platea di spettatori, di un libro autobiografico” Canto Rituale” edito da “La Biblioteca della Nuova Sardegna” – 2006 per La Fondazione Maria Carta, un libro in versi che ricostruisce l’identità di un popolo, la fisionomia di una cultura tramandata oralmente soprattutto, ma anche gestuale, musicale e tradizionale. Chi mi conosce sa quanto amo L’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters e nello sfogliare le pagine del libro ho ritrovato proprio quella stessa costruzione dell’identità di un paese attraverso il quotidiano  delle singole persone che lo animano ( che lo hanno animato), in un carosello di voci inconsapevoli ( molti anche analfabeti) che hanno fatto la STORIA (anche quella minore) della Sardegna. I versi sono un susseguirsi di nomi ( ma anche cognomi e soprannomi) raccontati e visti in terre e territori duri ma dolci, aspri ma amati, tra usanze, pastorizia, natura, etnografia, rito e religiosità pagane. I personaggi si concedono nelle pagine scritte alla sensibilità e alla memoria di una grande conduttrice, capace di catapultare la sconosciuta identità di un popolo al mondo intero. E per una donna votata già da bambina ad essere “messaggera in-canto” di un popolo fiero dell’appartenenza, non è poco, entrando così a far parte di quell’immaginario dei grandi personaggi illustri, che come ebbe a dire il grande scrittore Dessì “ I soli grandi uomini della Sardegna sono le Donne”.
 

Rodolfo Coccia
Foto (1)
Neria De Giovanni legge le poesie di Maria Carta

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