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Premio 1. The Galtellì Literary Prize nel nome di Grazia Deledda

Una Giuria internazionale presieduta da Neria De Giovanni ha scelto il racconto di Eliana Ramage, statunitense a Tel Aviv

27/10/2015, 12:09 | Attualità
Da sinistra Ciriaco Offeddu, il sindaco di Galtellì Giovanni Santo Porcu, la presidente di Giuria Neria De Giovanni, l'assessore regionale Luigi Arru e la premiata Eliana Ramage

Si è svolta nei giorni scorsi la cerimonia conclusiva della prima edizione del Premio Galtellì dedicato a Grazia Deledda.

Il Portale Letterario per gentile concessione pubblica il testo integrale del verbale della giuria e la motivazione della premiata.

Giunge oggi al termine la prima edizione del Premio Lettrario Internazionale Galtellì. La Galte di Canne al Vento ha voluto esordire con una formula del tutto nuova nel panorama letterario nazionale.

Grazia Deledda rimane una tra gli scrittori italiani (tra uomini e donne) più tradotti al mondo. Un premio nel suo nome non poteva che essere celebrato se non con un concorso letterario che superasse i confini regionali e che accettasse paritariamente contributi narrativi ovviamente in Italiano, in sardo, la lingua della regione di appartenenza, e in inglese, la lingua  da tutti riconosciuta come veicolo internazionale.


Certamente questa formula, del tutto innovativa, comportava dei rischi che oggi possiamo dire sono stati felicemente superati. Anzi, proprio la formula internazionale è rispecchiata anche in una giuria di alto livello appartenente a mondi letterari di diversi continenti, composta da Neria De Giovanni (presidente) e da Evan Fallenberg (dell'Università di Hong Kong), Mark Polizzotti (responsabile comunicazione ed editoria del Metropolitan Museum of Arts di New York) e Victoria Redel (della Columbia University).
Solo in questo modo, infatti, si poteva ottenere una comunicazione realmente internazionale a conclusione della quale, non senza orgoglio, possiamo segnalare la presenza al concorso di circa 200 elaborati provenienti da 22 paesi: 29 Stati Uniti, 9 dal Regno Unito, 7 dal Canada, 5 dall’India, 4 Israele, 3 Nigeria, 2 HongKong, 1 Australia, Camerun, Egitto, Francia, Germania, Ghana, Jamaica, Pakistan, Portogallo, Singapore, Zambia, Palestina.
La risposta di un Paese come l'Italia, che qualche anno fa un libro definiva "premiopoli" per le centinaia di premi letterari che vi si svolgono ogni anno, è stata più che soddisfacente. Hanno concorso scrittori provenienti da tutte le regioni: Veneto, Piemonte, Liguria, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata, Toscana, Lombardia, Calabria, Abruzzo, Trentino, Marche e Molise.
Non ultimo, interessante è stato il coinvolgimento degli autori sardi che avevano due opzioni: quella in lingua italiana e quella in lingua sarda, aperta, ovviamente, a tutte le varianti.


La giuria non può che plaudire alla buona qualità raggiunta dai racconti che hanno seguito, nella loro composizione, le linee guida richieste dal regolamento del bando. Molti hanno anche affrontato con coraggio e determinazione il mondo deleddiano esplicitato addirittura in un narrato dove Galtellì-Galte e le sue canne al vento si evidenziavano palesemente.
Pertanto la giuria ha scelto, come da regolamento, i seguenti finalisti: per la lingua sarda Maria Nieddu con "", per la lingua italiana Simone Porceddu con "Piena di Grazia", Giuseppe Tito Sechi con "Un newyorkese a Galtellì", Enzo Valiante con "Espiazione"; per la lingua inglese Eliana Ramage con "The welfare of baby D", Oliver Shamlou con "Chicken" e Sarah Van Arsdale con "Through the leaves of the zapote tree ".
Le tematiche che il concorso proponeva ai vari scrittori non sono però soltanto dell'ethos sardo ma proprio nel pieno rispetto della coscienza letteraria di Grazia Deledda, rappresentano delle linee di valori condivise con tutta l'umanità.
Ci piace ricordare a questo proposito che la stessa Grazia Deledda dopo aver ricevuto il premio Nobel dichiarò che:
"Il destino mi ha fatto nascere
nel cuore della solitaria Sardegna.
Ma anche se fossi nata
a Roma o a Stoccolma,
credo che non avrei cambiato natura
e sarei sempre stata quella che sono:
un'anima che si appassiona
ai problemi della vita
".


Quindi la nostra Grazia non solo intendeva portare le tradizioni e i costumi della sua Sardegna fuori dell'isola ma soprattutto, con la sua opera e con la sua stessa vita, voleva dimostrare come sia possibile, anzi, vitale una effettiva condivisione di valori universali ovviamente calati nelle diverse realtà etniche territoriali.
A questo si è ispirato il regolamento del concorso quando ha chiesto agli scrittori racconti collegati a tematiche anche deleddiane quali il sentimento religioso, le peculiarità delle classi sociali, la descrizione dell'ambiente antropologico-culturale ed ambientale, la difesa dell'identità.
È proprio la caparbia constatazione di essere una scrittrice sarda, italiana, mondiale nella consapevolezza di aver universalizzato e difeso la propria identità che la giuria del premio letterario internazionale ha scelto, dopo accurata e attenta discussione, il vincitore nel racconto di Eliana Ramage "The Walfare of Baby D." Con la seguente motivazione:
Nel giudicare gli scritti del Premio ci siamo basati su due criteri principali: la qualità letteraria dell’elaborato e il modo in cui riflettevano i temi riguardanti la scrittura di Grazia Deledda.
Comunque questo riferimento poteva essere sia letterario sia metaforico.
Abbiamo deciso di premiare Eliana Ramage per “The Welfare of Baby D.” perché pensiamo che abbia rappresentato l’essenza di Grazia Deledda, l’appartenenza alla famiglia, l’identità culturale, e la sfuggente natura della casa. Eliana ha reso suoi questi temi con grande abilità e maestria. Nell’abile esplorazione dell’identità di una giovane ragazza, fissata dalla Ramage nel suo background tra nativo americano e inglese, abbiamo trovato la riflessione universale del lavoro della Deledda.
Nonostante l’ambientazione e il tempo rappresentati in “The Walfare of Baby D.” siano molto diversi da quelli di Canne al vento, pensiamo che i due lavori si riflettano uno nell’altro in maniera molto evocativa
”.

La foto di apertura è di Luca Urgu, giornalista dell'Unione Sarda

Foto (2)
Neria De Giovanni con le rappresentanti del Club Gean Austen di Villacidro
Da sinistra Neria De Giovanni, l

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