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Premio Letterario Viareggio- Rèpaci 2015: 86 anni, e non dimostrarli...

Antonio Scurati, Franco Buffoni, Massimo Bucciantini, Jhumpa Lahiri : le motivazioni della Giuria

31/08/2015, 09:23 | Attualità

Viareggio è una città incantata. Fuori stagione regala a tratti l’illusione di un luogo senza tempo. Sul lungomare i grandi alberghi in stile liberty, le cupole color verde acqua, lo chalet Martini di sapore orientale, lo storico Bagno Balena; sulla spiaggia i capanni di legno e le tende che restano aperte finchè nell’aria vi è un ultimo ricordo dell’estate. Fuori stagione è ancora quella “perla del Tirreno” che un secolo fa aveva sedotto pittori letterati e aristocratici che qui inventarono la vacanza balneare (G.Sobrino-F.R. De Angelis,Storie del Premio Viareggio, Firenze, 2008)

In questa suggestiva cornice si è svolta sabato 29 agosto la serata finale dell’86ma edizione del Premio letterario “Viareggio Rèpaci” 2015. 
La giuria, presieduta da Simona Costa e composta da Maria Pia Ammirati, Marino Biondi, Luciano Canfora, Pierluigi Cappello, Ennio Cavalli, Marcello Ciccuto, Franco Contorbia, Anna De Simone, Francesca Dini, Paolo Fabbri, Piero Gelli, Emma Giammattei, Sergio Givone, Giovanna Ioli, Giuseppe Leonelli, Mario Graziano Parri, Gabriele Pedullà, Giorgio Pressburger, Federico Roncoroni, Annamaria Torroncelli e Gian Mario Villata, ha assegnato il Premio letterario “Viareggio Rèpaci” 2015 a:

Narrativa
Antonio Scurati, Il tempo migliore della nostra vita, Bompiani
con la seguente motivazione:
La struttura del romanzo di Antonio Scurati, scrittore di lungo corso e sperimentatore di linguaggi sempre diversi, corre binaria a descrivere vite di uomini illustri e non.
Da una parte l’intellettuale che si oppose al fascismo senza armi ma con la sola forza della ragione, Leone Ginsburg, dall’altra due uomini comuni, i nonni dello scrittore, Antonio e Peppino. Tre personaggi accomunati da un identico valore: l’antifascismo.
Un periodo storico cruciale e complesso con i protagonisti seguiti nelle dinamiche di contesti familiari e sociali diversi, geograficamente lontani eppure vicini, colti nello sbigottimento di dover subire la Storia, descritti nella lotta contro la barbarie e spesso nell’isolamento che vissero. Leone Ginsburg un eroe della Resistenza civile, l’uomo e lo studioso che si rifiutò di prestare giuramento al Duce, fra i pochi italiani ad opporsi in un clima di conformismo imperante. Tre personaggi e con loro tante vite di familiari e amici, due storie che appartengono alla nostra Storia comune, e per questo vere
. (Maria Pia Ammirati)

Poesia
Franco Buffoni, Jucci, Mondadori
con la seguente motivazione:
Canzoniere di un “fedele d’amore”, dove ricompare la figura della donna ispiratrice, che questa volta intreccia la sua voce a quella del cantore che con lei diviene poeta, come attesta una nota del libro. Ma un canzoniere dei giorni nostri, dubbi e incerti, dove si risale la corrente di una storia che inizia quando lui ha poco più di vent’anni e che prosegue per un decennio, quando lei viene portata via da un male inesorabile. Una storia rivissuta a ritroso, che aspira alla trasparenza della sua origine come la corrente del fiume la quale in ogni istante del suo scorrere conserva memoria della sorgente. Una storia che è anche travagliata ricerca di identità e che, con accenti di sgomento indignazione pietà, a tanti anni di distanza ritrova l’ala sicura della pura poesia che su se stessa si alza come l’aquila, dice un memorabile verso, «sul fianco soleggiato della nuvola». (Mario Graziano Parri)

Saggistica
Massimo Bucciantini, Campo dei Fiori, Einaudi
con la seguente motivazione:
Massimo Bucciantini, col libro Campo dei Fiori. Storia di un monumento maledetto Einaudi, ricostruisce l'intreccio di vicende storiche, politiche, private, culturali e artistiche che si strinse attorno al progetto di erigere un monumento a Giordano Bruno in quel Campo dei Fiori che, quasi nell'epicentro del cattolicesimo, aveva visto tre secoli prima bruciare il rogo del grande filosofo ed eretico. In queste pagine dense di documenti e di racconti e riscontri di notevole presa emotiva, B. fa vedere come quel progetto e la sua a lungo rinviata realizzazione non solo si svilupparono nel tempo facendo risaltare pregi e vizi delle due anime laica e clericale del paese, ma più in profondo vennero ad articolarsi in un simbolico confronto fra la libertà di pensiero e i poteri dogmatici e teocratici di fine secolo. Sullo sfondo di un'autentica battaglia politico-ideologica, gli animati capitoli del libro hanno il pregio di portare in campo tutti i protagonisti di quella vicenda, anche quelli sinora sconosciuti alle cronache: a partire dagli universitari napoletani e romani tra i quali scaturì l'idea, per passare al rivoluzionario francese Armand Lévy e all'insegnamento hegeliano di Bertrando Spaventa, il valore della ragione nella lotta politica esaltato da Francesco de Sanctis e i modelli ancora vicini dei martiri del Risorgimento; sino a Mazzini e Garibaldi, i giornali liberali e quelli cattolici, il ruolo della massoneria e di Francesco Crispi. Ne viene anche il ritratto spesso cupo di una nazione ancora indecisa, squilibrata perlopiù nella ricerca del consenso delle forze moderate ma anche del rinnovamento di una cultura bloccata da opposte arretratezze, seppur già pronta a fare il passo verso una religione progressiva di pensiero laico. Bucciantini. dà voce dunque alle decine e decine di personaggi presi nel giro di un evento che si vede qui trasformato in uno spettacolare susseguirsi di colpi di scena. Ed è grazie a questo racconto di un monumento eretto “per orgia satanica nel campo maledetto” così la stampa cattolica dell'epoca che siamo in grado di apprezzare come la nostra storia recente sia stata capace, appunto, di muovere la storia, con Giordano Bruno non più soltanto vittima di un'intolleranza ma simbolo del diritto dell'uomo a credere in ciò che pensa. (Marcello Ciccuto)

La Giuria ha, inoltre, insignito del Premio internazionale Viareggio-Versilia la scrittrice anglo-bengalese  Jhumpa Lahiri con la seguente motivazione:
Jhumpa Lahiri viene da più altrove linguistici: il bengalese dei suoi genitori, parlato in famiglia, ma da lei non letto né scritto, e l’inglese della sua nascita (Londra) e della sua formazione (gli Stati Uniti dove si è trasferita già a due anni).
Nel 1994, in un viaggio a Firenze con la sorella, per vedere quell’architettura del Rinascimento studiata a Boston, avviene il “colpo di fulmine”: l’innamoramento per l’affascinante sonorità della lingua italiana. Inizia di qui un azzardato, difficile percorso verso e dentro una lingua scelta e amata in piena autonomia: una lingua e una cultura d’adozione cheforma, insie
me alla lingua “matrigna”, l’inglese, e alla lingua delle origini, il bengalese, un lato del suo triangolo multietnico.

Se come scrittrice in lingua inglese Jhumpa Lahiri ha già ottenuto prestigiosi riconoscimenti tra i quali il Premio Pulitzer e il PEN/Hemingway Award, siamo felici di premiare qui oggi il suo esordio in lingua italiana con questo libro di forte lirismo, In altre parole, edito nel 2015 da Guanda: un atto d’amore, commosso e coinvolgente, non solo verso la nostra lingua ma ancor più verso la nostra tradizione letteraria in cui si è immersa con slancio appassionato, riemergendone con un suo nuovo stile, del tutto diverso dalle sue opere in inglese. (Simona Costa)


Il Premio letterario Viareggio- Rèpaci, fondato nel 1929 da Leonida Rèpaci, Alberto Colantuoni e Carlo Salsa, è insieme al Premio Bagutta (1926), il più antico premio letterario italiano.
A differenza del Bagutta, nato al chiuso di un ristorante milanese, il Viareggio è un premio letterario en plen air, vero atto d’amore per l’indipendenza della cultura letteraria da ogni costrizione  ideologica  e per  la città che aveva affascinato Leonida Rèpaci con il suo essere adagiata tra il mare e la montagna.
Il Premio, tranne l’interruzione inevitabile degli anni della seconda guerra mondiale, ha proseguito la sua attività fino ai giorni nostri.
Tra i premiati figurano le più insigni personalità del panorama letterario italiano. Solo per citarne alcuni: Bacchelli, Saba, Palazzeschi, Morante, Aleramo, Pratolini, Moravia, Pasolini, Calvino, Bassani, Tabucchi, Merini. Attualmente il premio è suddiviso in tre sezioni: Narrativa, Poesia, Saggistica. Per ciascuna sezione la Giuria designa un numero variabile di finalisti, tra i quali sceglie tre titoli, la cosiddetta Terna, vincitori del Premio Giuria e, infine, tra questi designa il vincitore del Premio Viareggio Repaci.
 



 
 

Annamaria Torroncelli
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