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Otto milioni di libri distrutti: fino a quando?, di Neria De Giovanni

06/08/2026, 11:50 | Attualità

Recentemente una frana disastrosa ha rischiato di cancellare la città di Niscemi in Sicilia ed  anche la Biblioteca “Angelo Marsiano”, custode di 4000 volumi, mappe e documenti sulla storia della città, è sul baratro, ad alto rischio crollo. Dopo gli accorati appelli di scrittrici e scrittori, i vigili del fuoco hanno avviato il delicato recupero della storica biblioteca di Niscemi dei primi 350 volumi.
Tutti preoccupati e addolorati. I libri giustamente ricordati come indispensabili per la vita di una comunità.
Peccato che non ho visto la stessa preoccupazione, elevata al cubo visti i numeri, per la terribile perdita che nei giorni scorsi la guerra in Ucraina ha comportato per la cultura e la memoria di quel martoriato Paese.
Da “Giornale della Libreria”: “Un attacco russo contro Kharkiv ha distrutto otto milioni di libri, una quantità pari a quasi un terzo delle copie pubblicate mediamente ogni anno in Ucraina. Il primo agosto due droni russi hanno colpito il centro logistico automatizzato di RNK-Ranok, uno dei principali gruppi editoriali del Paese, provocando un incendio che ha interessato una superficie di circa diecimila metri quadrati.
Secondo le prime stime diffuse dall’azienda e riportate dalla testata ucraina Chytomo, nel magazzino erano conservate otto milioni di copie corrispondenti a 28 mila titoli. Tra queste figuravano 600 mila libri scolastici che avrebbero dovuto essere consegnati alle scuole ucraine entro il primo settembre. I danni economici preliminari ammontano a circa un miliardo di grivnie, pari a circa 20 milioni di euro. Nessuna delle persone che lavoravano nella struttura è rimasta ferita. Dopo il primo impatto il personale si è rifugiato nei ripari e anche una persona inizialmente irraggiungibile è stata successivamente trovata incolume.

La distruzione mirata di un centro librario e di un polo editoriale, con migliaia e migliaia di libri al rogo, riporta alla memoria terribili scenari già vissuti in passato.
La cultura contenuta e diffusa grazie ai libri è un bene da preservare fino a quando ancora possiamo definirci umani.

NERIA DE GIOVANNI
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