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IL RACCONTO- Pirandello e la giovane filodrammatica, di Manfredo Guerrera
04/07/2026, 17:50 | Attualità
Riapre a Roma finalmente il glorioso Teatro Valle e vengono messi in scena Sei personaggio in cerca di autore di Pirandello, rappresentata per la prima volta proprio in questo teatro nel 1921, con grandi contrasti e scontri tra il pubblico.
Un flash mi ha riportato a un passato “antico”.
Come tutti gli anni la famiglia Guerrera si reca per le vacanze estive a Cesenatico, una bella città affacciata sull’Adriatico verde bleu.
I giovani ragazzi Guerrera, tra le varie attività, sono riusciti a organizzare con i loro amici una compagnia di attori e attrici dilettanti, che amano moltissimo il teatro. Ogni volta si discute anche animatamemente quale testo mettere in scena, quella volta prevalse l’idea di Francesco Guerrera, recitare una commedia di Pirandello, in quegli anni nuovo autore, ma già famoso; e tra queste sceglie con gran coraggio Sei personaggi in cerca d’autore. Il clima si fa febbrile: dopo prove e contro prove si decidono i personaggi è chiaro che Francesco vuole per sé la parte del padre e sua sorella Maria quella della Figliastra che inconsapevolmente il padre aveva tentato di amare, e poi via via si stabiliscono tutti gli altri interpreti. Se qualcuno non era convinto ,come il giovane fratello Carlo , il capo della compagnia, Francesco, durante le prove lo coinvolge e lo convince.
Grande attesa fra gli amici e conoscenti della bella estate, soprattutto Manfredo e Paolina, i genitori, sono colpiti dall’audacia di Francesco nello scegliere un’opera così difficile e moderna di Pirandello.
Arriviamo alla fatidica prima, la sala è piena, l’attesa è grande, ma c’è un particolare non previsto dal protagonista e regista: in poltrona siede Pirandello con Marta Abba, Francesco li vede attraverso il sipario e corre ad avvertire tutta la compagnia, ponendo il quesito se trovare una scusa per non recitare, ma i coraggiosi attori non vogliono rinunciare, pertanto si va in scena con il cuore in gola.
Francesco durante lo svolgersi della commedia tiene d’occhio Pirandello che sembra seguire con interesse la messinscena recitata da una filodrammatica di giovanissimi: alla fine invece dei fischi piovono applausi – tre, quattro volte sono richiamati dall’entusiasmo del pubblico, e agli applausi si unisce anche il grande drammaturgo, ormai riconosciuto dal pubblico. Francesco corre in sala per scusarsi con Pirandello per l’incoscienza e l’audacia di aver affrontato un tale capolavoro. Grande la meraviglia di Francesco ascoltando il commento del Maestro: “perché scusarsi? siete stati molto bravi e io come autore ho sentito pulsare i vostri cuori durante la recita, bravi veramente bravi”. E così dicendo sorrideva benevolo.









