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La Piccola Fiera del libro a Roma: una scommessa vinta, di Elisa Lucchesini
03/06/2026, 20:14 | Attualità
L’ultimo fine settimana di maggio, il 30 e il 31, è stata inaugurata la Piccola Fiera del libro che Neria De Giovanni, presidente dell’Associazione Salpare, organizzatrice e conduttrice insieme a Antonio Maria Masia presidente del Gremio dei sardi di Roma, ha definito il “numero zero” della manifestazione.
Numero zero pienamente riuscito.
Lo dice il folto pubblico che ha affollato la sala Italia dell’UnAR-Unione delle Associazioni Culturali del Lazio, ai Parioli, dove si è concentrato l’evento.
Lo dicono gli scrittori, 4 per serata, che hanno animato il pomeriggio fino a tarda serata.
L’apertura della prima serata è stata offerta a Grazia Deledda nel centenario del suo Premio Nobel con Neria De Giovanni accompagnata da Antonio Maria Masia, ed il suo diciottesimo libro su Deledda “Grazia Deledda, Roma è la mia meta”(Nemapress) che esplora un terreno ancora poco frequentato dalla critica, cioè la sua produzione letteraria dedicata alla Capitale.
L’attenzione del pubblico si è poi spostata sul libro di Maria Teresa Fiumanò e Angelica Maoddi “Terricomio, la follìa durante e dopo il manicomio” (Amazon), coinvolgente testimonianza di Angelica Maoddi, psicoterapeuta, ampliata dalla lettura di Maria Giovanna Ciccarone sulla vicenda di un uomo nato e cresciuto nel manicomio di Santa Maria della pietà a Roma.
“Il Mare invisibile” (Graus edizioni) di Maria Rizzi ha catapultato emotivamente il pubblico in una realtà sconvolgente pur attraverso la mediazione letteraria, quella del commercio degli organi strappati a bambini ed adulti immigrati, “invisibili” appunto.
Con “Sardegna in bianco e nero” di Michele Arcangelo Firinu (Fermenti editrice) si è conclusa la serata anche con le letture da vero professionista dello stesso autore che ha rievocato paesi sardi e abitudini familiari antiche in cui tutti si sono riconosciuti.
Il secondo appuntamento della Piccola Fiera del libro sé aperto con la seconda edizione di “Kadossene, la storia della Sardegna in 150 ottave” (Nemapress) di Antonio Maria Masia, accompagnato da Neria De Giovanni, con la novità dell’ascolto attraverso il QrCode della recitazione e del canto dell’attrice Clara Farina.
“Il sentimento delle cose che contano” (Schena editore) di Sabino Caronia ci ha condotto a ricordare anche scrittori sardi molto importanti come Giuseppe Dessì.
Con “Pastorale molisana e altri racconti” (Edizioni Pagine) di Giovanni Tesone il pubblico ha sentito storie di transumanza e società agro-pastorale che molto hanno in comune anche con la società contadina sarda.
Il gran finale è stato assegnato ad Antonio Casu con il suo “I racconti di Geremia nel paese del jazz” (Nemapress) prefato dal trombettista Paolo Fresu che proprio a Berchidda, il “paese del jazz”, da molti anni organizza il famoso festival musicale.
La conclusione di entrambe le serate è stata siglata dalla musica di Mario Corona il primo giorno al piano e il secondo alla fisarmonica.
La solita convivialità offerta con vino e prodotti tipici sardi, è una delle caratteristiche che aumentano la capacità di empatia e conoscenza reciproca tra il numerosissimo pubblico presente.
Conduzione brillante, ottima scelta dei testi e degli autori, luogo accogliente e conclusione raggiante di sorrisi, vino e cibo sardo. Che dire? Attendiamo senz’altro la seconda edizione…

Foto: I due organizzatori-coordinatori; Antonio Casu con Antonio Maria Masia e Neria De Giovanni; Il pubblico in sala Italia.









