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Grazie all'Associazione Occhio dell'Arte, esperienze ed emozioni alla LUISS per l'XI edizione del Premio "Storie di donne"

26/01/2026, 11:37 | Attualità

L’undicesima edizione di “Storie di Donne” si è conclusa, lasciando nelle protagoniste premiate e nel pubblico un turbinio di emozioni. L’appuntamento, svoltosi  mercoledì 21 gennaio 2026 presso l’Aula TD1 – Campus Luiss a Roma – viale Romania, 32 -, ha dimostrato che l’unione fa la forza. E che, soprattutto, l’accogliere con empatia il pubblico è un’arte.

L’appuntamento – ideato ed organizzato dall’Associazione culturale Occhio dell’Arte APS di Anzio (RM) e da ACSI – Associazione di Cultura Sport e Tempo Libero presieduta da Antonino Viti -, quest’anno in collaborazione strategica con l’Associazione Sportiva Luiss e la presidenza di Luigi Abete, è stato davvero un grande successo.

In un tempo che chiede nuove narrazioni e sguardi più inclusivi, questo premio nasce per dare voce alle storie di donne che hanno saputo trasformare talento, creatività e resilienza in valore condiviso. Racconti di percorsi unici, sovente silenziosi ma profondamente incisivi, veicolati attraverso i nomi femminili selezionati: esempi di determinazione, visione e capacità di reinventarsi. Un riconoscimento che non celebra solo i risultati, ma la forza dei cammini, l’audacia delle idee e la tenacia di chi, ogni giorno, apre nuove strade per sé e per gli altri.

“Storie di Donne”, sin dagli esordi, ha il merito di portare all’attenzione del pubblico e della comunicazione quelle donne, note o meno, che si sono distinte nel campo delle professioni e, con abilità, abnegazione e dedizione, hanno portato un contributo rilevante alla società contemporanea. Oltre a donne di spettacolo, imprenditrici, scrittrici, registe, attiviste, scienziate, intellettuali, anche mamme di straordinaria quotidianità, che si sono avvicendate nel tempo sul palco della rassegna ed hanno ritirato il riconoscimento loro conferito per indiscussi meriti. Per molti secoli, le donne sono state lontane dal mondo professionale, private della libertà di scelta e relegate esclusivamente in ambito domestico. Tuttavia oggi, con le loro abilità e le loro competenze, contribuiscono in maniera rilevante all’avanzamento dei saperi.  Il tema scelto per questo undicesimo anno è stato un fil rouge quanto mai urgente: “Comunicare la donna oggi“.

Perché non basta ‘fare’, bisogna saper raccontare. L’informazione, in ogni sua declinazione – dalla cronaca giornalistica alla poesia, dal linguaggio sportivo alla gestione d’impresa -, è lo strumento più potente che abbiamo per scardinare gli stereotipi.

Se non comunichiamo correttamente chi siamo, qualcun altro continuerà a farlo per noi, rischiando di restituire un’immagine parziale o distorta. Questo il focus dell’incontro.

Le donne selezionate non hanno solo raggiunto traguardi d’eccellenza, ma hanno saputo trasformare la loro resilienza in valore condiviso.

Assieme ad ACSI e alla AS Luiss Sport, l’Occhio dell’Arte ha voluto far in modo che il pubblico presente si interrogasse sui temi: quale sguardo stiamo offrendo al mondo? Come stiamo educando le nuove generazioni a percepire il contributo femminile?

“Storie di Donne” è un tributo non solo ai traguardi, ma alla forza dei cammini. È la celebrazione di chi, ogni giorno, apre una strada dove prima c’era un muro.

L’ XI edizione ha seguito un particolare taglio contemporaneo, soffermandosi sull’importanza dell’informazione in svariati ambiti.

Le premiate di “Storie di Donne” – XI Edizione sono state Vira Carbone (giornalista e conduttrice RaiUno), Anna Carlucci (regista), Arianna Dalla Zanna (imprenditrice), Annamaria Farricelli (poetessa e scrittrice, vittima di violenza domestica), Veronica Geraci (responsabile ufficio stampa Museo Nazionale del Cinema di Torino), Aline Improta (giornalista ed autrice italo-brasiliana), Alessandra Magliaro (capo redattrice aggiunta ANSA e curatrice portale ANSA Lifestyle), Christiana Ruggeri (giornalista Tg2), Lucrezia Ruggiero (Luiss Top Athlete Alumna, nonché campionessa di nuoto artistico).

Ad introdurre i saluti di casa il Direttore Sportivo Università Luiss Paolo Del Bene. A seguire, Antonino Viti, guida dell’ACSI, e la giornalista Lisa Bernardini in qualità di presidente Occhio dell’Arte APS.

Interventi estemporanei da parte della Dott.ssa Rossana Ciuffetti (Direttore della Scuola dello Sport “Sport e Salute”) e del cantautore Amedeo Minghi. Invitati fra il pubblico come ospiti speciali alla manifestazione, sono stati coinvolti da Lisa Bernardini sugli argomenti Donne e Sport, Donne – Poesia in Musica.

Commovente il collegamento a distanza in diretta video con il Prof. Alessandro Frigiola – protagonista del docufilm La via tra le mani di Anna Carlucci -, luminare mondiale della cardiochirurgia pediatrica che ha speso la sua vita per dare una speranza a tantissimi bambini. Il Prof. Frigiola è stato un pioniere della cardiochirurgia pediatrica in un’epoca in cui le cardiopatie congenite erano considerate non operabili. I suoi studi ed il suo infaticabile lavoro sono stati determinanti per passare da una mortalità del 70% (negli anni Settanta) al 4% di oggi. Grazie al suo carisma ed alla sua umiltà ha catalizzato attorno a sé un gruppo di persone che, nell’arco di trent’anni, lo hanno supportato aiutandolo a portare avanti un vastissimo progetto umanitario a favore di Paesi disagiati: quattro grandi ospedali costruiti, ristrutturazione e costruzione di terapie intensive, borse di studio ai giovani, oltre ventimila vite salvate.

L’iniziativa culturale, prima di procedere alle premiazioni in scaletta, ha regalato ai presenti brevi interviste con le assegnatarie, con il coordinamento di Lisa Bernardini, stimolando riflessioni condivise partendo dal tema di partenza: Comunicare la donna oggi, sguardi a confronto.

Oltre le magnifiche targhe donate dall’ACSI in questa edizione, a ciascuna premiata è andato un omaggio da parte della AS Luiss e, per conto dell’Occhio dell’Arte, stampe fotografiche d’Autore di Marina Rossi e Lisa Bernardini, facenti parte di un loro progetto congiunto intitolato “Tempus Fugit”. Marina Rossi, genovese, ha conosciuto la Presidente dell’Occhio dell’Arte molti anni fa, e nel tempo hanno spesso lavorato insieme come rappresentanti simboliche del ristretto cerchio di “Quelli di Franco Fontana”, il gruppo degli alunni del celebre Maestro internazionale del colore fotografico.

Commossa, Lisa Bernardini ha sottolineato ad inizio evento il significato profondo di inaugurare l’undicesima edizione di “Storie di Donne” al Campus Luiss, un luogo in cui il sapere si trasforma in classe dirigente e visione futura.

«Per secoli, la storia delle donne è stata una storia di silenzi imposti, di talenti confinati tra le mura domestiche, di competenze negate. Oggi, però, quella narrazione è cambiata. Siamo passate dall’essere ‘oggetto’ del racconto altrui a diventare ‘soggetti’ attivi, capaci di plasmare la realtà attraverso il lavoro, la scienza, l’arte e l’impegno civile», ha esordito.

Un pomeriggio che non è stato solo una semplice cerimonia, ma un laboratorio di riflessione collettiva, di ascolto dell’alterità, di apprendimento, dove si è celebrato il potere generativo della Parola. In un’epoca di rumore costante, la parola – scritta, parlata, agita – ha dimostrato ancora una volta di rimanere l’unico strumento in grado di trasformare la realtà, di dare nome all’invisibile e dignità al dolore.

Le donne della rosa 2025 provenivano da mondi apparentemente distanti: dalle redazioni del giornalismo alle sfide dell’imprenditoria, dai confini del cinema alle corsie della salute e prevenzione. Eppure, un tratto distintivo le ha unite: l’aver usato e continuare ad usare la propria voce come un atto di responsabilità.

Sono state ascoltate, fra le altre, vicende di chi ha trasformato la poesia e la scrittura in un rifugio e in un’arma; storie di chi ha avuto il coraggio di rompere il silenzio sulla violenza domestica, trasformando la ferita in feritoia. È stato esplorato il difficile equilibrio di chi rivendica il diritto di essere donna in carriera senza rinunciare a essere madre, e celebrato il riscatto di chi, partendo da un passato svantaggiato, ha riscritto il proprio destino una parola alla volta. Storie di vita e di valori.

Sguardi a confronto non è stato, pertanto, solo un titolo: è stato l’invito a guardare il mondo attraverso i loro occhi. Perché, quando una donna comunica davvero, non sta solo trasmettendo un’informazione: sta aprendo una strada per tutte le altre.

Si è riconosciuto, tra volti noti e meno noti, un parterre di grande spessore, proveniente dai campi più disparati. Fra gli altri, Paolo Celli (Chef delle star di Hollywood), Niky Marcelli (scrittore), Gaia Zucchi (attrice ed autrice del best seller La vicina di Zeffirelli), la pittrice Cinzia Bevilacqua, la pianista Daniela Reboldi, Eleonora Vallone (attrice, giornalista, nonché direttore artistico di Aqua Film Festival), la ex nuotatrice Luciana Marcelli Hercolani – Gaddi, un pezzo di storia olimpica italiana (a soli dodici anni partecipò ai Giochi di Roma 1960, nei 200 rana, e fu la più giovane atleta in gara all’Olimpiade di casa e una fra le più giovani nuotatrici di tutti i tempi a partecipare ai Giochi Olimpici).

E ancora gli attori Alex Partexano e Romano Talevi, l’agente cinematografica Emanuela Corsello al fianco dell’attrice Maria Luisa Anele – fra le protagoniste del film Prendiamoci una pausa di Christian Marazziti,  in questi giorni nelle sale cinematografiche -, il Cavaliere di Gran Croce Ilario Bortolan (Presidente della Associazione internazionale Regina Elena ODV), la regista, fotografa e docente di cinema Ginevra Barboni, la cantante Francesca Alotta, Neria De Giovanni (saggista, biografa, critica letteraria, nonché Presidente della Associazione Internazionale Critici Letterari), Eduardo Improta  (Stella di Bronzo al Merito Sportivo, Cavaliere al Merito della Repubblica, nonché Stella al Merito del Lavoro), Gabriella Carlucci (ex conduttrice ed ex politica, da anni imprenditrice nel mondo del cinema e degli eventi), Enrichetta Arci (presidente della Associazione Giampiero Arci).

 

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