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Per la Treccani è “fiducia” la parola del 2025, un bell'augurio anche per l'Anno Nuovo, di Massimo Milza

24/12/2025, 12:48 | Attualità
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L’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, dopo “rispetto” nel 2024, ha scelto “fiducia” come parola dell’anno del 2025 per la sua attualità e rilevanza sociale.
Una scelta che arriva puntuale, come ogni dicembre, non solo per registrare la temperatura lessicale del Paese .
Il Dizionario  Treccani definisce la fidùcia come “l’atteggiamento di tranquilla sicurezza che nasce da una valutazione positiva di una persona o di un gruppo di persone, verso altri o verso sé stessi”.
Dopo “rispetto”, la prola scelt lo scorso anno, optare per la parola “Fiducia” nel 2025 non è casuale. In un mondo digitale dove tutto può essere falsificato, la fiducia diventa la moneta più preziosa e scarsa.“colla” capace di tenere insieme una società sempre più frammentata.
. La fiducia non è una certezza scientifica; è, per definizione, un salto nel buio, un’apertura di credito che si concede all’altro senza avere garanzie assolute. È l’affidamento a qualcuno o a qualcosa.
L’Istituto, nella sua analisi, sottolinea come la fiducia sia il prerequisito invisibile di ogni nostra azione quotidiana. Prendiamo un aereo perché ci fidiamo del pilota e degli ingegneri; mangiamo al ristorante perché ci fidiamo di chi ha preparato il cibo; leggiamo una notizia perché ci fidiamo (o dovremmo fidarci) della fonte. Quando questo meccanismo si inceppa, la società si paralizza. E il 2025, in questo senso, rappresenta uno snodo cruciale
Se in passato parole come femminicidio avevano avuto il compito di denunciare un’emergenza, o termini legati alla pandemia avevano fotografato uno stato di crisi, “Fiducia” si pone su un piano diverso: quello della ricostruzione.
La scelta dell’Istituto Treccani per il 2025 ha tenuto conto anche del crescente interesse dei giovani.
Sul portale treccani.it, “fiducia” è risultata tra le parole più cliccate e ha registrato il maggior incremento percentuale rispetto all’anno precedente.
Per l’istituto, come si evidenzia in un comunicato, “la fiducia è oggi una parola fragile e insieme necessaria, soprattutto tra i giovani che sentono il bisogno di riannodare i legami e di credere in qualcuno o qualcosa senza temere delusioni. Solo quando ci si fida si è disposti ad aprirsi, a condividere pensieri, paure e progetti”.Radicata nel latino “fides” e “fidelitas” e sviluppata nel Medioevo, la “fiducia”, spiegano gli esperti della Treccani, è “uno dei termini più ricorrenti quando si parla di affidamento, confidenza, fedeltà, fede, responsabilità e speranza nell’avvenire”.
Fiducia erecti et confirmati”, nella fiducia edificati e confermati, scriveva nel Medioevo il teologo Adamo Scoto. In tempi più vicini a noi, Papa Giovanni Paolo II ha ricordato che “la fiducia bisogna meritarla con gesti e fatti concreti”.
Per questo l’Istituto Treccani che quest’anno festeggia il centenario della fondazione da parte dell’imprenditore ed editore Giovanni Treccani degli Alfieri e del filosofo Giovanni Gentile, “invita a considerare la fiducia non solo un sentimento, ma una pratica quotidiana: un patrimonio etico condiviso che nutre il vivere comune”.
Treccani sembra volerci dire che siamo arrivati a un punto di saturazione del sospetto. Il cinismo, la dietrologia sistematica e la sfiducia nelle istituzioni, nella scienza e nel prossimo, hanno creato un clima di isolamento. Scegliere “Fiducia” significa reagire alla tentazione di chiudersi nel proprio guscio. Significa tornare a credere nella competenza, nel patto tra generazioni e nella possibilità di un futuro condiviso. 

MASSIMO MILZA
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