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“Tacita Muta” per la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne

23/11/2021, 19:19 | Attualità

Nata per volere dell’ONU nel 1999 e celebrata ogni anno il 25 novembre, la “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”,  non deve essere una rettorica ricorrenza ma deve agire in profondità  contro gli stereotipi di genere che spesso alimentano la violenza, portando il nostro Paese anche a tristissimi primati di femminicidi.

La cultura è l’ambito in cui bisogna incidere con costanza e determinazione. Neria De Giovanni  con “Tacita Muta, la dea del silenzio” (Nemapress, Roma-Alghero, 10 euro), racconta di un mito del mondo classico, vera proiezione archetipica di violenza e stupro.
Il libro narra di Tacita Muta , la ninfa canterina a cui Giove tagliò la lingua per aver svelato a Giunone i suoi tradimenti.

Così da Lala, il suo vero nome, che in greco significa “colei che parla”,  divenne appunto Tacita Muta e condotta da Mercurio nel regno del silenzio eterno, nel regno dei morti. Ma lungo la strada, la ninfa fu violentata dal dio e da quello stupro nacquero i Lari, posti a tutela della famiglia.

Il mito dunque diviene teatro di violenza maschile contro la donna, che ha osato “parlare”, cioè appropriarsi di una facoltà pubblica che soltanto al maschio deve essere riservata. Inoltre la storia tragica di Lala-Tacita Muta manifesta ancora come la bellezza femminile sia utilizzata da scusante per  l’aggressione maschile.
 

Ma la scelta della ninfa di mettere al mondo due gemelli, frutto della violenza, che poi diverranno essi stessi protettori divini della famiglia, ci lascia intravedere un potere femminile superiore a quello violenza maschile, il potere della vita.
Nel libro, De Giovanni “Tacita Muta, la dea del silenzio” ripercorre con la consueta partecipazione emotiva il mito di questa dea che da vittima della violenza brutale si trasformò nel simbolo della libertà di parola. 

 

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