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Più Libri Più Liberi al Festival “Insieme”: poca luce e molte ombre, di Neria De Giovanni

06/10/2020, 12:39 | Attualità
Da sin. M.Milza. R.Levi, N.De Giovanni, E.Campo

Dopo un lunedì di riposo e riflessione, ecco le mie considerazioni come direttore editoriale della Nemapress  edizioni, marchio presente e Più libri più liberi fin dalla sua prima edizione.
 

Cosa non ha funzionato.
 

Innanzitutto l’aver messo insieme tre manifestazioni, per le motivazioni ovvie visto il difficile periodo che stiamo vivendo. Ma moltissimi visitatori e molti espositori si sono lamentati della poca visibilità data alla Fiera del libro, dicitura sparita anche a favore del termine “festival”.
La comunicazione non è stata efficace né tanto meno ha messo in evidenza il fatto che all’Auditoriun  non ci fossero soltanto i cosiddetti “vip” ma anche e soprattutto i coraggiosi (incoscienti?) operatori culturali del settore editoria con quattro giorni di fatica, noia (per lo scarso pubblico) , parole al vento e alla pioggia…
Insomma si è parlato molto dei “Soliti noti” che riempiono le sale, rendendo anche la cultura spettacolo da Festival, e pochissimo di Fiera.

 

Più libri più liberi è nata come Fiera dei piccoli e medi editori, per questo si differenziava da Torino e da altre manifestazioni fieristiche. Ad “Insieme” invece erano presenti anche i grandi marchi editoriali italiani Ciò se ha dato un segnale di “democrazia” (I gazebo erano tutti uguali per tutti gli editori, grandi e piccoli) però, a mio avviso, ha anche snaturato la ragione d’essere di Più libri più liberi.
 

Andiamo nello specifico organizzativo.
Ho presentato il libro “Ungarettiana” pubblicato da Nemapress a cura dell’Associazione internazionale dei Critici Letterari, uno dei pochissimi progetti editoriali per i 50 anni dalla morte del grade poeta. Ebbene la prenotazione alle sale, con posto gratuito, era attraverso il sito web che…non funzionava! Dava tutto esaurito quando non era vero…Quindi tanti lettori non si sono potuti iscrivere perchè, erroneamente ripeto, il sistema informatico avvertiva che non si poteva prenotare il posto perché era tutto esaurito. E non era vero! Molti amici della Nemapress sono comunque venuti e tenuti fuori dalla sala fino all’orario previsto per l’inizio. Sono potuti entrare soltanto quando si è capito dalle sedie vuote che il tutto esaurito per via telematica era, beffardamente, una bugia. Quindi il sistema informatico di prenotazioni non ha funzionato e non soltanto per noi visto che anche altri editori si sono lamentati per lo stesso disguido. Inoltre non c’è stato permesso di esporre il libro se non proprio in sala (cosa legittima) almeno nello spazio immediatamente vicino. No. I libri dovevano essere esposti molto lontano,  addirittura all’ingresso principale dell’Auditorium . Ma sua quale tavolo? Inesistente! Soltanto le lamentale vistose e reiterate del nostro amministratore hanno permesso che un tavolo , alla fine, apparisse ma il flusso del passaggio dei nostri ospiti era comunque perduto…Morale: un grave danno di immagine per la Nemapress.

Per concludere: gli addetti alla sorveglianza son stati molto ligi al loro dovere e ci ricordavano sempre l‘uso corretto e costante delle mascherine, l’igenizzazione delle mani e tutte le altre misure di attenzione personale anti-Covid. Un plauso a loro ma non altrettanto a chi doveva vigilare sulla pulizia . Infatti i bagni chimici posizionati accanto agli stand dei giardini pensili erano sporchissimi e senza luce di notte: allora mi sono domandata che senso abbia avuto pulirsi in continuo le mani con il gel, stare attenti al distanziamento, tenere in ordine il gazebo, se poi luoghi indispensabili come i bagni sono stati trascurati a tal punto da costringerci, noi confinati nei giardini pensili, a fare chilometri per scendere giù ai bagni dell’Auditorium fortunatamente più puliti di quelli allestiti in Fiera. Infatti è stata molto disagevole la collocazione di alcuni stand nei giardini pensili cosa che ha obbligato le persone a lunghe e faticose camminate.
 

I coraggiosi lettori che sono arrivati al nostro Stand è perché sono stati quasi tutti raggiunti dalle nostre mail private ed aziendali, per questo ringrazio giornalisti, autorità istituzionali e scrittori, nonché autori Nemapress che hanno comunque onorato con la loro presenza il nostro sforzo, anche pesantemente economico e con tanti disagi.
 

Insomma , appena possibile, ridateci  Più libri più liberi alla Nuvola!

 

FOTO. NEL CORPO DELL'ARTICOLO: Neria De Giovanni con Umberto Croppi e la presentazione nella Sala ospiti del libro Ungarettiana insieme ad Antonio Maria Masia

IN APERTURA DI ARTICOLO, DAVANTI ALLO STAND: della Nemapress Massimo Milza, il presidente AIE Ricardo Levi e l'ambasciatore Eugenio Campo

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