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Genova: una poesia per il Festival Internazionale delle Scienze

320 eventi nelle 70 locations si svolgeranno dal 24 ottobre al 2 novembre in una città sconvolta da un tempo meteorologico sconvolto

15/10/2014, 10:31 | Attualità
L'Ambasciatrice Catherine Colonna alla conferenza stampa di palazzo Fanese

Lo ha ricordato con un sorriso di compiacimento Vittorio Bo, direttore del Festival Internazionale della scienza di Genova: il catalogo ufficiale porta in apertura una lunga poesia di Giorgio Caproni Litania, di cui però si è pubblicato soltanto la prima strofa ma noi, per i nostri lettori, la riproduciamo per intero…

Litania cioè “mugugno” genovese per i mali inascoltati della bella città marinara troppo spesso trascurata come vera città d’arte. Ed è singolare che  a riscoprire le bellezze architettoniche ed artistiche sia proprio il Festival internazionale della scienza giunto quest’anno alla sua 12 edizione. Come dire, la scienza è una forma d’arte? Senz’altro lo è l’altissimo grado di comunicazione raggiunto per parlare e far parlare di scienza in eventi di caratura internazionale, insieme alla città che li ospita. Momento di comunicazione primario la Conferenza stampa che si è svolta a Palazzo Farnese ,sede dell’Ambasciata di Francia, Paese ospite del Festival.

Dopo i saluti della Signora Ambasciatore Catherine Colonna, tradotti in consecutiva con un poco di imprecisione, la presidente del Festival delle Scienze, Manuela Arata, con giusto orgoglio ha presentato questa dodicesima edizione che ha come filo conduttore il tempo.
E veramente per ironia o saggezza del destino gli oltre 320 eventi nelle 70 locations si svolgeranno dal 24 ottobre al 2 novembre proprio in una città sconvolta da un tempo meteorologico sconvolto!

Tutti hanno rammentato con emozione partecipata i terribili giorni che Genova “la Superba” sta vivendo. L’assessora genovese alla cultura,  raggiunta al telefono in viva voce, ha sottolineato come il Festival possa comunque svolgersi regolarmente proprio in quanto tutti i siti individuati teatri e sedi istituzionali, sono al sicuro dall’acqua e dal fango.
Ma l’ottimismo e la voglia di riemergere, ancora, si respira in ogni intervento del tavolo dei relatori: Genova si rialza grazie alla scienza, grazie a questo evento che già al centro dell’attenzione internazionale centrerà ancora di più l’attenzione sul dramma vissuto dalla Città ligure. Perché, come ha ricordato la Responsabile della fondazione Telecom cofondatore del Festival, veramente si è realizzato un evento che è insieme locale, cioè si svolge a Genova e ne mette in risalto tutte le bellezze, ma è al contempo globale, per la partecipazione di scienziati e istituti di ricerca di tutto il mondo. Insomma , un vero evento “glocal”!

Ricorda l’astronomo Giovanni Bignami che l’italiano e il francese sono le uniche lingue in cui il tempo atmosferico ed il tempo cronologico vengono chiamati con lo stesso termine: su questo doppio binario si “giocano” tutti gli interventi, dalle scienze mediche a quelle astronomiche all’informatica. Conferenze anche in collegamento via internet, mostre,  percorsi didattici, il mondo scientifico dimostra di voler uscire e pertanto investe nella comunicazione anche formando centinaia di giovani molti dei quali adesso, sono gli angeli del fango che aiutano Genova a ripulirsi e salvarsi dalle acque.

Roberto Cantone del Ministero Affari esteri rammenta la collaborazione del suo ministero con l’organizzazione di tre conferenze, sul CERN, sulla robotica e sullo spazio, auspicando che i governi non arrivino in ritardo rispetto alle necessità richieste dalla società civile.
Se è vero che ancora la maggioranza degli italiani credono che la terra giri intorno al sole in un mese, come scherzosamente ha ricordato Bignami, indispensabile è dunque il Festival Internazionale della scienza dove  la divulgazione non è a discapito della serietà scientifica.
Ma per riprendere il tema di questa dodicesima edizione, adesso è TEMPO di dare la parola al poeta:
Giorgio Caproni con la sua Genova di Litanìa:

Genova mia città intera.
Geranio. Polveriera.
Genova di ferro e aria,
mia lavagna, arenaria.
Genova città pulita.
Brezza e luce in salita.
Genova verticale,
vertigine, aria scale.
Genova nera e bianca.
Cacumine. Distanza.
Genova dove non vivo,
mio nome, sostantivo.
Genova mio rimario.
Puerizia. Sillabario.
Genova mia tradita,
rimorso di tutta la vita.
Genova in comitiva.
Giubilo. Anima viva.
Genova in solitudine,
straducole, ebrietudine.
Genova di limone.
Di specchio. Di cannone.
Genova da intravedere,
mattoni, ghiaia, scogliere.
Genova grigia e celeste.
Ragazze. Bottiglie. Ceste.
Genova di tufo e sole,
rincorse, sassaiole.
Genova tutta tetto.
Macerie. Castelletto.
Genova d'aerei fatti,
Albaro, Borgoratti.
Genova che mi struggi.
Intestini. Caruggi.
Genova e così sia,
mare in un'osteria.
Genova illividita.
Inverno nelle dita.
Genova mercantile,
industriale, civile.
Genova d'uomini destri.
Ansaldo. San Giorgio. Sestri.
Genova in banchina,
transatlantico, trina. Genova tutta cantiere.
Bisagno. Belvedere.
Genova di canarino,
persiana verde, zecchino.
Genova di torri bianche.
Di lucri. Di palanche.
Genova in salamoia,
acqua morta di noia.
Genova di mala voce.
Mia delizia. Mia croce.
Genova d'Oregina,
lamiera, vento, brina.
Genova nome barbaro.
Campana. Montale, Sbarbaro.
Genova dei casamenti
lunghi, miei tormenti.
Genova di sentina.
Di lavatoio. Latrina.
Genova di petroliera,
struggimento, scogliera.
Genova di tramontana.
Di tanfo. Sottana.
Genova d'acquamarina,
area, turchina.
Genova di luci ladre.
Figlioli. Padre. Madre.
Genova vecchia e ragazza,
pazzia, vaso, terrazza.
Genova di Soziglia.
Cunicolo. Pollame. Trilia.
Genova d'aglio e di rose,
di Pré, di Fontane Masrose.
Genova di Caricamento.
Di Voltri. Di sgomento.
Genova dell'Acquasola,
dolcissima, usignuola.
Genova tutta colore.
Bandiera. Rimorchiatore.
Genova viva e diletta,
salino, orto, spalletta.
Genova di Barile.
Cattolica. Acqua d'Aprile.
Genova comunista,
bocciofila, tempista. Genova di Corso Oddone.
Mareggiata. Spintone.
Genova di piovasco,
follia, Paganini, Magnasco.
Genova che non mi lascia.
Mia fidanzata. Bagascia.
Genova ch'è tutto dire,
sospiro da non finire.
Genova quarta corda.
Sirena che non si scorda.
Genova d'ascensore,
paterna, stretta al cuore.
Genova mio pettorale.
Mio falsetto. Crinale.
Genova illuminata,
notturna, umida, alzata.
Genova di mio fratello.
Cattedrale. Bordello.
Genova di violino,
di topo, di casino.
Genova di mia sorella.
Sospiro. Maris Stella.
Genova portuale,
cinese, gutturale.
Genova di Sottoripa.
Emporio. Sesso. Stipa.
Genova di Porta Soprana,
d'angelo e di puttana.
Genova di coltello.
Di pesce. Di mantello.
Genova di lampione
a gas, costernazione.
Genova di Raibetta.
Di Gatta Mora. Infetta.
Genova della Strega,
strapiombo che i denti allega.
Genova che non si dice.
Di barche. Di vernice.
Genova balneare,
d'urti da non scordare.
Genova di "Paolo & Lele".
Di scogli. Furibondo. Vele.
Genova di Villa Quartara,
dove l'amore s'impara. Genova di caserma.
Di latteria. Di sperma.
Genova mia di Sturla,
che ancora nel sangue mi urla.
Genova d'argento e stagno.
Di zanzara. Di scagno.
Genova di magro fieno,
canile, Marassi, Staglieno.
Genova di grige mura.
Distretto. La paura.
Genova dell'entroterra,
sassi rossi, la guerra.
Genova di cose trite.
La morte. La nefrite.
Genova bianca e a vela,
speranza, tenda, tela.
Genova che si riscatta.
Tettoia. Azzurro. Latta.
Genova sempre umana,
presente, partigiana.
Genova della mia Rina.
Valtrebbia. Aria fina.
Genova paese di foglie
fresche, dove ho preso moglie.
Genova sempre nuova.
Vita che si ritrova.
Genova lunga e lontana,
patria della mia Silvana.
Genova palpitante.
Mio cuore. Mio brillante.
Genova mio domicilio,
dove m'è nato Attilio.
Genova dell'Acquaverde.
Mio padre che vi si perde.
Genova di singhiozzi,
mia madre, Via Bernardo Strozzi.
Genova di lamenti.
Enea. Bombardamenti.
Genova disperata,
invano da me implorata.
Genova della Spezia.
Infanzia che si screzia.
Genova di Livorno,
Partenza senza ritorno.
Genova di tutta la vita.
Mia litania infinita.
Genova di stocafisso
e di garofano, fisso
bersaglio dove inclina
la rondine: la rima.

 


 

Neria De Giovanni
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