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Gennaro Sangiuliano, il “suo” Prezzolini ritorna, di Neria De Giovanni

24/07/2023, 19:20 | Arte e Cultura

Sarà perché ho studiato tanto “La Voce” di Giuseppe Prezzolini, sarà che mi sono laureata con una tesi sulle influenze europee nell’importante rivista, non ultimo sarà perché ho avuto una menzione speciale del Premio Renato Serra dell’Associazione Nazionale Critici Letterari proprio l’anno in cui il riconoscimento è stato assegnato a Lugano a Giuseppe Prezzolini.
Tutte queste motivazioni mi hanno indotta con felicità a rileggere il libro di Gennaro SangiulianoGiuseppe Prezzolini, l’anarchico conservatore” in questa nuova edizione per gli Oscar storia della Mondadori , con prefazione di Francesco Perfetti e postfazione di Vittorio Feltri.

Nonostante l’importanza indubbia dell’intellettuale Prezzolini (non voleva essere chiamato né critico né scrittore) questa di Sangiuliano rimane l’unica biografia su Giuliano il sofista, pseudonimo scelto da Prezzolini per firmare i suoi articoli sulla rivista “Leonardo" , in ricordo di Giuliano Sorel e Giuliano l’Apostata eroe stendhaliano de Il Rosso e il Nero.
Il poderoso volume di Sangiuliano, in prima edizione uscito con Mursia nel 2008, unisce ad una scrittura agile, propria del giornalista di rango, l’accuratezza e la precisione dello storico e del ricercatore.

Grazie a questa biografia, si viene a conoscenza dunque di aspetti personali, familiari, amicali, strettamente connessi con lo sviluppo della cultura del novecento. Anche le relazioni sentimentali vengono raccontate e descritte in maniera accurata ma sempre con grande rispetto. Tutti i nomi incrociati durante la vita di Prezzolini aprono capitoli interi sulla vita e sulla storia italiana e non solo. Papini, Croce, Gentile, Carducci, Soffici, Bergson, Marinetti, e troppi altri che riempirebbero da soli un’intera recensione.
Grazie a questo libro si conosce meglio anche il Prezzolini nel suo “vagabondare” tra Regioni, città e terre diverse. Dalla natia Perugia all’amata Firenze per approdare a Parigi, a New York, e tornare poi in un Meridione riscoperto a Vietri sul Mare e chiudere la sua centenaria vita a Lugano.

Durante la cerimonia al Quirinale per l’attribuzione del Premio la Penna d’oro, il 14 gennaio 1982 quando il Presidente della Repubblica Pertini gli domandò perché si fosse allontanato dall’Italia, Prezzolini con l’arguzia che lo contraddistinse tutta la vita rispose  che tornava in Italia ogni settimana per comprare la verdura.... Morì sei mesi dopo, il 14 luglio, appena in tempo per firmare l’ultimo articolo pubblicato il 15 luglio sul "Resto del Carlino" e "la Nazione".
Gennaro Sangiuliano non trascura niente dell’incredibile vita di relazioni e di “avventure culturali” di Giuseppe Prezzolini, mesi di lavoro e di ricerca per raccogliere tutte queste preziose indicazioni e notizie, intorno ad un intellettuale non facile ma proprio per questo affascinante. Il suo nome è indissolubilmente legato a quella “stagione delle Riviste”, dal Leonardo a La Voce, che fecero grande e veramente internazionale la cultura italiana del primo Novecento. Non cercò il potere ma la conoscenza; non aveva bisogno di titoli accademici, insegnò nell’università americana più prestigiosa senza avere la licenza liceale; fu Maestro di giornalismo senza iscrizione all’Ordine se non nell’albo dei pubblicisti a ottantasei anni.

Gennaro Sangiuliano ci regala un ritratto a tutto tondo di Prezzolini il cui intuito e “profezia” culturale dovrebbero godere di maggiore attenzione ancora oggi.
Il 21 settembre 1922 sulla rivista  “Rivoluzione liberarle”appare una lettera aperta di Prezzolini a Piero Gobetti dal titolo “Per una società degli Apoti”: Giuseppe-Giuliano auspicava la costituzione di una Congregazione degli apoti, di coloro che non la bevono, una società di uomini liberi e senza pregiudizi: “L’Italia potrebbe essere davvero un grande paese, se potesse per cinquant’anni scomparire dalla carta geografica, e riempirsi di scuole di ogni genere e svilupparsi e istruirsi e educarsi, per poi fare un bel giorno la sua ricomparsa nel mondo”. Una folgorante utopia culturale!
E Gennaro Sangiuliano, adesso Ministro della cultura, dedica giustamente a Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio dei Ministri, questa seconda edizione aggiornata del suo “Giuseppe Prezzolini, L’anarchico conservatore”. 

NERIA DE GIOVANNI
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