Giovedì, 08 Dicembre 2022 (Immacolata Concezione)

Sei in: News » Arte e Cultura » Il “prezioso”, nuovo romanzo di Lia Levi

  • mail

Il “prezioso”, nuovo romanzo di Lia Levi

Con “Il braccialetto” ha scelto la vita quotidiana di due adolescenti, Corrado ebreo e Leandro cattolico, per narrare le atrocità delle leggi razziali e della occupazione nazista di Roma.

11/01/2015, 18:06 | Arte e Cultura

Lia Levi è nata a Pisa  ma da molto tempo vive a Roma  dove ha diretto il mensile “Shalom”. Per questa sua appartenenza ci ha insegnato a conoscere il mondo ebraico per così dire dall’interno concentrando la sua attenzione soprattutto in quel periodo drammatico della nostra storia recente, dell’epoca fascista, le leggi razziali, la seconda guerra mondiale e l’immediato dopoguerra.

Lia Levi che si è conquistata un posto di prim’ordine tra la narrativa per ragazzi con i suoi romanzi per lo più pubblicati nella benemerita collana “Il battello a vapore” della Piemme, nel suo ultimo romanzo “per adulti”, come i precedenti per la romana E/O, “Il braccialetto” (pag.142, euro 15) ha proprio due ragazzi come protagonisti.

La scrittrice ha scelto la vita quotidiana di due adolescenti, Corrado ebreo  e  Leandro cattolico, per narrare le atrocità delle leggi razziali e della occupazione nazista di Roma.
Il fatto storico è purtroppo molto noto: i tedeschi chiedono alla comunità ebraica di consegnare chili d’oro per salvarsi ma nonostante gli ebrei abbiamo corrisposto alla richiesta, il ghetto romano viene chiuso e tutti gli ebrei vengono deportati.
L’orrore di questa vicenda è come sempre da Lia Levi narrato attraverso le vite quotidiane dei suoi personaggi che, ne “Il braccialetto”, come già ho notato, sono soprattutto due ragazzi che diventano amici. Si incontrano in una sala cinematografica quasi vuota: Leandro, giovane ricco ma solitario che vive con la nonna nobile e bizzarra si affeziona a Corrado l’ebreo che invece è immerso all’interno di una famiglia allargata, dove zii e cugini sono subito colti dalla narrazione  nella speranza “storica” dell’abolizione delle leggi razziali,  poichè  “Mussolini è stato arrestato dal re”.

Fedele alla caratteristica dei suoi romanzi che colgono dal di dentro delle storie minime la storia ufficiale, quella con la s maiuscola, anche in questo ultimo libro la Levi introduce dettagli apparentemente insignificanti che però servono a tracciare un’atmosfera, spesso addirittura a siglare segmenti temporali in cui anche il lettore può riscoprirsi. E’ il caso del motivetto di una canzone molto nota all’epoca dei fatti che canticchia  la portinaia dello stabile della famiglia di Corrado : “Voglio vivere così..”. Un altro romanzo di Lia Levi aveva addirittura per titolo, il titolo di una famosa canzone  “L’amore mio non può”, perché la scrittrice vuole rappresentare anche gli orrori cui è stata sottoposta la sua gente, descrivendo la vita di tutti i giorni in cui tali orrori si sono presentati come assurdamente normali.

Il braccialetto che da il titolo al libro è il monile che caratterizzava con il suo tintinnio la presenza della madre nel ricordo di Corrado fanciullo; proprio quel braccialetto sacrificato come tutto l’oro di famiglia nell’inutile e menzognero ricatto nazista ritornerà misteriosamente nel fondo di un cassetto a fine racconto…
In questo romanzo la Levi da ulteriore prova di letterarietà modellando personaggi a tutto tondo grazie a cui non solo ricostruisce un periodo drammatico della storia recente ma insieme descrive destini umani perfettamente riusciti.

Ecco dunque una scena di grande valore anche visivo, quella in cui la nonna nobildonna si avvia a donare i suoi gioielli in mezzo agli ebrei meravigliati ed attoniti; oppure la  descrizione fisica dei due ragazzi protagonisti, Corrado l’ebreo biondo e diafano accanto al moro Leandro che vogliono intrappolare in un ritratto fotografico questa loro diversità fisica per confondere le loro vere appartenenze.

Sono in molti a sostenere che con questo libro Lia Levi abbia scritto il suo capolavoro.

Ma dopo aver già ottenuto prestigiosi premi  tra cui l’Alghero donna per “La sposa gentile”e recentemente il Premio Pardès per la letteratura ebraica, credo che Lia Levi abbia ormai definitivamente ottenuto il riconoscimento più ambito, la fedeltà dei suoi numerosissimi lettori.

Neria De Giovanni
Foto (2)

Media

stilefashion
viverecongusto
terraecuore

Apri un portale

Newsletter



Lavora con noi

Contatti

redazione@portaleletterario.net

facebook twitter