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La ricerca del Parsifal di Enrico Fauro oltre il labirinto, di Neria De Giovanni

31/12/2022, 09:47 | Arte e Cultura

C’è voluto un po’ di tempo per far sedimentare le emozioni, le riflessioni, lo stupore che hanno suscitato in me le immagini e il testo del film Parsifal di Enrico Fauro.
Con la sua Associazione “Gli Argonauti Group” Enrico Fauro ha confezionato il suo secondo film, il primo era “Siegfried”, dopo la residenza culturale iniziata a Salisburgo in seguito al premio Vp-Sardinia, arti contemporanee e ricerca, inserito adesso nel progetto Austriamentis di Valentina Piredda, che recentemente ha ricevuto l’alto riconoscimento della Croce d’Onore per le Scienze e l’Arte della Repubblica d’Austria.

Parsifal è a tutti noi noto per la ricerca del Sacro Graal, protagonista del ciclo arturiano più famoso e suggestivo della letteratura medievale.
Ma, come ha spiegato bene Enrico Fauro prima della proiezione del film nella sala convegni del Quarter di Alghero, la ricerca del sacro Graal è in fondo un simbolo profondo della ricerca che ognuno di dovrebbe fare all’interno del proprio io, sul perché della nostra esistenza, sia collettiva, come umanità, sia individuale.
Il film ha quattro protagonisti:  ovviamente Parsifal e due guardiani ( Lorenzo Tanas, Giovanni Lubrano e Antonio Molle)  che lo seguono, lo indirizzano, lo terrorizzano, lo costringono a guardarsi dentro in un viaggio che non soltanto psicologico ma per la resa splendida del film anche fisico tra paesaggi indimenticabili.

Si va così dalla landa desolata dell’Islanda alla foresta vicino a Salisburgo al mare di Capo Caccia con la splendida isola Foradada. I tre giovani che fanno parte dell’associazione Gli Argonauti recitano in modo stentoreo e scultoreo insieme, lanciando sullo spettatore frasi icastiche e profonde di un testo scritto da Enrico Fauro cui auspichiamo una pubblicazione autonoma espressione di alta letterarietà. Accanto ai tre attori, quale filo conduttore appare una figura di uomo coperto con i sacri mantelli del profeta, dalla sembianze vagamente cristologiche: è lo stesso Enrico Fauro nella veste di attore.
Non si può riassumere la bellezza e la profondità di questo viaggio che gli spettatori  fanno con il Parsifal di Enrico Fauro.
Fauro ha scelto di condurci fino alle profondità del nostro essere producendo un film diviso in scene, apparentemente autonome, aperte da didascalie che come un percorso alchemico ne sintetizzano le finalità di ricerca.

L’uomo secondo il Parsifal di Enrico Fauro fa parte di un tutto universale e la ricerca arriva alla scoperta di questa unicità spirituale che bisogna accettare e approfondire, non avendo paura di entrare in contatto con l’anima vera del mondo, l’essenza stessa della vita che dagli astri più lontani manda la propria luce fin dentro il fondo buio di un pozzo. È il pozzo sacro di santa Cristina a Paulilatino che accoglie una delle sequenze più suggestive e importanti del messaggio dell’intero film.
Ma tra antro e astro c’è soltanto la differenza di una consonante…
L’uomo Parsifal si ribella alla ricerca quando appare troppo dolorosa e angosciosa, rappresentata plasticamente dai tanti labirinti disegnati da mani sapienti su sabbia plumbea e vulcanica non a caso.

 

Ma su sollecitazione dei guardiani Parsifal si rialza ogni volta per andare sempre più in fondo e scoprire la propria umanità nata da una scintilla divina e come dice Heidegger “buttata qui sulla terra” per trovare nuovamente la strada verso l’eternità. 
 

Assistendo a un ora e dieci di filmato e ascoltando il testo profetico e profondo di Enrico Fauro, mi si sono presentati alla mente riferimenti classici eterni come la teoria del tutto di Parmenide o l’ arché delle cose dei presocratici e ancora le estasi luminose del paradiso dantesco e più vicino a noi lo stile epigrammatico e oracolare di Ludwig Wittgenstein. 
 

Ben hanno colto tutto questo nei loro interventi, Valentina Piredda Alessandro Cocco, assessore alla cultura del comune di Alghero. La sala gremita de Lo Quartier era silenziosissima durante la proiezione quasi che un fiato di più, un semplice colpo di tosse, o un bisbiglìo avesse potuto interrompere la magia che si stava avverando.

La ricerca del sacro Graal di questo Parsifal di Enrico Fauro e dei suoi Argonauti, non è né vana né sterile ma produce l’uomo nuovo che mi auguro possa risplendere in questo Anno Nuovo

NERIA DE GIOVANNI
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