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Due saggi della Nemapress a inizio delle celebrazioni dantesche del 2021

09/12/2020, 11:56 | Arte e Cultura

A settembre dell’anno prossimo saranno i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri.
Anticipando l’importantissima ricorrenza che vedrà coinvolta la cultura italiana almeno per tutto il 2021, la Nemapress edizioni ha pubblicato due volumi sull’opera più importante del grande poeta.

Il libro di Gaetano SteaConversazioni sulla Divina Commedia di Dante” (collana Saggi, novembre 2020, pagg.108, € 12,00), raccoglie alcune tra le conferenze che Gaetano Stea ha tenuto anche presso l’università di Bari e all’interno del laboratorio intitolato “Le settimane di musica e filosofia”.
Il volume che gode di una prefazione di Pierfranco Bruni, vicepresidente del Sindacato libero scrittori italiani, e una postfazione di Neria De Giovanni, presidente dell’Associazione internazionale dei critici letterari, presenta pagine approfondite di quattro canti dell’Inferno, quattro del Paradiso e uno del Purgatorio per complessivi nove canti, numero simbolico non a caso scelto per accompagnare il lettore in questa notevole lettura dantesca. Come ricorda anche Pierfranco Bruni nella sua prefazione “Il numero nove non è un gioco. È un incastro fra le tre cantiche. Cominciare da Paolo e Francesca e finire con il dialogante specchio tra Maria e la presenza della grazia”.
Lo stesso Gaetano Stea indica nella sua introduzione, attraverso queste conversazioni-saggi “si è cercato di fornire un’interpretazione autentica dell’intera commedia di Dante anche allo scopo di rimarcare la sua dote precipua di “poeta veggente””.

L’originalità dell’approccio critico di Gaetano Stea che si concentra su personaggi molto noti come il conte Ugolino, Farinata, Pier delle Vigne, Paolo e Francesca, Ulisse, è rappresentata dalla concezione di Dante sulla vita e sulla società proiettate in una sorta di profezia anche sul nostro presente.
La leggibilità di questo libro e il suo grande interesse nasce anche dal fatto che come ricorda Neria De Giovanni nella postfazione, “queste conversazioni critiche di Gaetano Stea si evidenziano per il loro specifico rappresentato dall’essere nate per un pubblico reale pur non trascurando approfondimenti ed esegesi critiche scaturite da serio ed approfondito studio”.
Gaetano Stea nato a Bari vi esercita la professione di avvocato e vi ha svolto per venticinque anni le funzioni di console onorario dei Paesi Bassi per le circoscrizioni di Bari e Foggia.
Auspichiamo che da adesso fino a tutto l’anno delle celebrazioni dantesche, covid permettendo, si possa riprendere questa abitudine culturale delle letture dantesche pubbliche grazie alla grande esperienza di Gaetano Stea.

Il libro di Elvia Franco “Dante, nostro contemporaneo. I Canti dell’Inferno” (collana Saggi, novembre 2020, pagg. 151, € 15,00).
Nel mare magnum dei libri su Dante in particolare sulle interpretazioni e spiegazioni della Divina Commedia, molto rare sono le firme femminili quasi che il mondo dantesco possa essere analizzato soltanto dalla cultura maschile; pertanto ancora più importante è l'opera di Elvia Franco, docente friuliana, che propone sui Canti dell'Inferno il primo dei tre volumi sulla Commedia.
L'opera di Elvia Franco infatti si arricchirà nella primavera del 2021 del tomo dedicato alla lettura dei canti del Purgatorio e nell'autunno del 2021 quello sui canti del Paradiso.

La particolarità di questa lectura dantis è la grande leggibilità che pur nella rigorosa analisi versale, fa di ogni canto un vero e proprio reportage seguendo le orme di Dante e Virgilio. Elvia Franco nel primo volume utilizza anche la propria esperienza di docente che, anni addietro, aveva attuato concretamente questa lettura con gli studenti; da qui l'interpretazione generale di Dante come nostro contemporaneo, il cui viaggio morale è più volte dalla Franco proiettato sulle problematiche di oggi.
Il libro gode della prefazione di Rossana Becarelli, antropologa e filosofa della scienza.
L’importanza di questo volume, primo della trilogia, è già evidenziato in apertura della sua prefazione: “Non ho mai cessato di stupirmi che fra le innumerevoli e più celebri lecture dantis, dopo quella inaugurale di Giovanni Boccaccio nella chiesa di Santo Stefano in Badia a Firenze, non si siano levate alte e sonore voci femminili a interpretare l’opera che proprio Boccaccio designò Divina”.

In effetti a ben leggere i capitoli riguardanti tutti i trentaquattro canti dell’Inferno, riuscitissime risultano le pagine sui personaggi femminili.
Come la stessa Elvia Franco dichiara nella sua introduzione, i canti dell’Inferno di Dante catturano il lettore che voglia andare oltre le spiegazioni intellettualistiche e invece vedano in quest’opera una possibilità di riflettere anche sulla politica odierna.
In fondo come la stessa Franco sottolinea il fatto che il sommo poeta abbia elevato Beatrice ad appoggio e magistra ne legittima anche questa lettura di genere.
Elvia Franco, laureata in psicologia sperimentale a Padova, ha frequentato il gruppo Diotima di filosofia femminile presso l’Università di Verona. Per 35 anni ha insegnato nelle scuole elementari. Vive e lavora a Udine.

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