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RIFLESSIONI SU “L’INEVITABILE” DI KEVIN KELLY, DI MARCO BALBINA

05/05/2020, 13:31 | Arte e Cultura
Kevin Kelly

La natura umana è come una medaglia a tre facce. Voi direte: ma le medaglie ne hanno solo due. Perché tre? E’ vero, ma questa definizione rende l’idea della originalità dell’uomo nel panorama naturale. Vediamo di spiegare meglio. Una faccia possiamo pensarla divisa in due: il lato superiore, figurante Narciso, che simbolizza l’ego umano da vivente; nel lato inferiore, in rilievo, la figura di Erostrato, che simbolizza la ricerca della gloria post mortem. L’altra faccia, invece, è interamente occupata da una mano aperta sul palmo, che simboleggia la solidarietà.

Gli uomini sono narcisi ed erostrati, ma anche solidali. La solidarietà fa parte dell’istinto di sopravvivenza, senza il quale gli uomini non avrebbero potuto salvarsi dall’estinzione. Il punto è che queste tre dimensioni della natura umana non sono mai date allo stato puro, ma sempre in forma mista, spuria, e questo è ciò che  rende l’uomo un essere imprevedibile e pervaso da una ineliminabile doppiezza. Chi potrà mai dire, per esempio, che l’azione solidale non sia accompagnata anche da una inclinazione narcisistica, magari congiunta ad una nascosta aspirazione alla gloria, che può essere solo vanagloria?
Filosofi come Nietzsche, Freud, Marx, Focault, hanno messo in guardia dalla doppiezza che caratterizza il comportamento umano. Questo magma indistinto che è l’animo dell’uomo, sintetizza come meglio non potrebbe, la grande questione del Bene e del Male, che da più di 2000 anni angustia il vivere dell’umanità.

 

Da qui discende il pessimismo di molti circa la possibilità di “risanare” l’uomo per via politica-istituzionale o pedagogica. Ci sono alcuni filosofi che chiamano questo aspetto della natura umana “eterogenesi dei fini”. Facciamo degli esempi: la Chiesa delle origini, quella di Pietro e degli Apostoli, è diventata, in certi momenti, la Chiesa di Cesare Borgia, dell’Inquisizione, dello Stato Pontificio; i club illuministi dei Giacobini sono sfociati, dopo la Rivoluzione, in Robespierre e nel Terrore; i partiti socialisti e comunisti si sono trasformati, giunti al potere, da oggetto di liberazione in dittatura bolscevica. E se non ci sono riusciti Cristo, Voltaire e Marx, ovvero il Cristianesimo, l’Illuminismo e il Marxismo, con i valori dell’amore, della tolleranza e dell’uguaglianza, a cambiare l’uomo, allora l’uomo è irriformabile per via religiosa, politica e pedagogica

Queste ideologie partivano con le migliori intenzioni emancipative, ma poi sono state tutte sconfitte, nel XX secolo, da un’altra dall’inconfondibile sapore edonistico: il capitalismo. Perché? Perché il capitalismo è un mix delle due facce, è Bene e Male insieme, libera iniziativa e sfruttamento, progresso economico e schiavitù, crescita e inquinamento, esso mantiene l’uomo nella sua doppiezza, in un incerto e precario equilibrio, ma pur sempre in equilibrio. A un certo punto del percorso, però, è arrivata la Nuova Tecnologia, e ha cambiato le carte in tavola.

La Nuova Tecnologia, infatti, può cambiare l’uomo nel profondo, trasformarne la sua natura, fargli fare il salto di specie, facendolo uscire dal guado in cui si trova da quando è diventato quello che è: metà natura e metà uomo; metà naturale e metà artificiale, metà angelo e metà demone.
Questo significa perdere la fiducia nell’uomo? No, il contrario. La verità è che l’umanità è una storia di successo. Essa ha già dato quasi tutto ciò che poteva dare come specie: ha costruito strade e acquedotti, macchine e aerei, cattedrali e grattacieli, è andata sulla luna, ha costruito il villaggio globale con Internet, è giunta alla comprensione dell’infinitamente piccolo e, in parte, dell’infinitamente grande. Ora sta approntando una tecnologia che va oltre l’umano, che trasformerà il suo corpo e la sua mente, con l’adozione di una evoluzione auto-diretta, che potrebbe farla uscire dal mondo naturale dalla quale proviene. Ha capito che deve passare la mano, che si avvia verso una “naturale” obsolescenza. Bisogna avere paura? No, perché è scritto così nel nostro DNA, che ha come caratteristica di base il cambiamento continuo, l’evoluzione perpetua. Noi stiamo seguendo una traccia (forse divina), una direzione, e la nostra guida, il nostro GPS per giungere a destinazione, è l’apparato scientifico-tecnologico, la tecno-scienza che stiamo creando. La democrazia globale dovrà guidarla e fare il resto.

E’ questo l’Inevitabile di cui parla Kevin Kelly, sul quale dovremo tutti riflettere.

 

MARCO BALBINA
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