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Proserpina di Alda Merini ritorna e prega, di Neria De Giovanni

21/03/2020, 16:43 | Arte e Cultura

Nessuno di noi avrebbe sospettato, iniziando questo 2020, che il primo giorno di primavera ci avrebbe trovato così tristi, annichiliti, quasi storditi da una emergenza sanitaria mondiale.
 

Gli astronomi ci avevano detto che fino all'anno 2102, cioè per i prossimi 84 anni, l'equinozio di primavera non sararebbe stato il 21 marzo, ma il 20 o, qualche volta, il 19 (come il caso del 2044, prima volta in assoluto per questa data).

Quest'anno in particolare l'equinozio è stato il 20 marzo alle ore 22:58. La questione è legata al nostro calendario, quello gregoriano, che seppur accurato non rappresenta in modo identico l'anno siderale, ovvero il tempo che la Terra effettivamente impiega per compiere un'orbita attorno al Sole.
Esso infatti ci impiega 365 giorni, 6 ore, 9 minuti e 10 secondi a fronte dei "soli" dei 365 giorni del calendario.
Per mantenere sincronizzate le due misure ed evitare lo slittamento delle stagioni, è stato introdotto il sistema degli anni bisestili, che prevede l'aggiunta di un giorno alla fine di febbraio (in generale) in tutti gli anni non secolari (che non segnano il passaggio di secolo) divisibili per 4.
Nonostante tutta questa serie di aggiustamenti l'equinozio sta graduale slittando all'indietro, anticipando rispetto a quanto succedeva nei secoli passati.

 

Ecco spiegato scientificamente un evento astronomico.
Ma con il nostro portaleletterario.net vorrei ricordare un bellissimo evento poetico, la nascita di Alda Merini, proprio il 21 marzo del  1931. Lei stessa ci guida nel terreno misterioso ed immortale del mito e ci presenta Proserpina che piange e prega.

 

Proserpina era figlia di  Cerere; rapita da Plutone mentre raccoglieva fiori sulle rive del lago Pergusa a Enna e trascinata sulla sua biga. Divenne la sposa di Plutone e regina degli Inferi. Giove  mosso a compassione per la disperazione della madre, fece sì che Proserpina potesse trascorrere sei mesi ogni anno insieme a Cerere (sarebbero l'estate e la primavera), e che i sei mesi restanti vivesse insieme a Plutone (ovvero autunno e inverno). Al mito di Proserpina e all'ira di Cerere si fa risalire l'alternanza delle stagioni. Probabilmente il nome di Proserpina, la versione “latina” della dea greca Persefone, potrebbe derivare dalla parola proserpere ("emergere") a significare la crescita del grano. Quei “frumenti gentili” nella poesia di Alda Merini in cui Proserpina piange e le sue lacrime sono la sua preghiera.

Perchè piange Proserpina? Forse perché pur accanto alla madre, sulla terra fertile di Sicilia, le manca il marito, quel dio degli inferi che l’ha rapita e che lei ha imparato ad amare.
Ma adesso le sue lacrime si uniscono alle preghiere di tutte noi, con la sua potente voce di Dea, arrivata da lontano attraverso le parole di una grande poeta. 


Sono nata il ventuno a primavera

Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.
(da “Vuoto d’amore”)


 

Foto: Il Ratto di Proserpina, famosissimo grupo scultoreo di Bernini

         Alda Merini con Neria De Giovanni al premio Sileno d'oro di Gela del 1996

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