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A novant’anni dalla morte di Grazia Deledda: “Noi siamo sardi”? Facciamo chiarezza! di Neria De Giovanni
15/08/2026, 11:51 | Attualità
Nel centenario del Premio Nobel e a novant’anni dalla sua morte avvenuta il 15 agosto 1936, sono molto felice che tante persone si ricordino di Grazia Deledda.
Ma purtroppo lei e la sua opera, fino ad oggi quasi dimenticate, adesso rischiano la superficialità o una informazione imprecisa.
Oggi tutti si scoprono all’improvviso deleddiani, usano il suo nome per lanciare eventi, ne citano frasi per nobilitare o allargare l’audience della manifestazione, ne riesumano abitudini collegandole a Fiere, Rassegne estive che lanciano prodotti o una località turistica.
Povera Graziella: ricordo che suo nipote, Sandro Madesani Deledda, un giorno mi disse di essere inorridito nel sapere che qualcuno avrebbe voluto dare il nome di “nonna” ad una fornitura di salsicce!
E poi si sa, una bugia ripetuta con convinzione tante volte e da tante bocche diverse, alla fine diventa realtà.
E’ capitato per il discorso del Nobel che Grazia non ha mai pronunciato a Stoccolma e che persino RAI 3 in un importante documentario, attesta come presentato durante la cerimonia, informazione e testo rimbalzati senza pietà in Rete ad opera di tanti deleddiani di rimando…
Giovanotti ad Olbia ha fatto il pienone con il suo concerto di agosto, chiuso con una emozionante dedica al grande Andrea Parodi preceduta da una lettura, a sorpresa in un concerto musicale, della poesia di Grazia Deledda “Noi siamo sardi”.
Ma chi del suo Staff ha dato a Giovanotti questa errata informazione?
A dire il vero non è il solo che cita questo testo come poesia deleddiana.
Il 20 settembre del 2019 il quotidiano la Repubblica riprende una iniziativa della società Cagliari calcio che, dopo i “buu” razzisti a Lukaku nella partita contro l’Inter, in occasione della sfida con il Genoa, per sensibilizzare il pubblico della Sardegna Arena. ha consegnato migliaia di volantini con inciso il testo della “poesia” di Grazia Deledda “Noi siamo sardi”, interamente riprodotto nell’articolo.
Ancora: il 16 aprile 2022 è andata in onda la puntata di “Ulisse-Il piacere della scoperta” dedicata alla Sardegna. A pochi minuti dai titoli di coda, la Redazione ha inserito questo testo che da anni circola in Internet ma che non ha alcun riscontro testuale tra le fonti certe di penna deleddiana.
La Dinamo, la squadradi Basket di Sassari, nel 2018 ha usato questo testo per celebrare Sa die de sa Sardigna.
Milo Manara nel 2021 ricorda la poesia “Noi siamo sardi” per esprimere vicinanza al popolo sardo durante gli incendi.
Un noto social con il nome di Grazia Deledda, addirittura attribuisce il testo al giornalista e scrittore Tonino Oppes che ne avrebbe fatto una sorta di collage attraverso testi deleddiani famosi come “Canne al vento”. Non mi risulta alcun intervento in merito da parte di Tonino Oppes.
In un lunghissimo testo critico di Beatrice Fagan del 2021 pubblicato su Kinodromo.org, si arriva addirittura ad apporre la data del 1926 accanto a questo testo!
Saltellando qua e là nella Rete, adesso anche grazie all’Intelligenza Artificiale, ho persino scoperto che questo testo miscellaneo, fatto alla Frankestein con pezzi di parole deleddiane, è apparso nel web la prima volta nel 2008 e sarebbe frutto di un'internauta che scriveva da New York e che si firmava con il nome di "Ziama".
I versi vennero pubblicati all'interno di Forum Sardegna.
L'utente si identificava come una donna di origini sarde che viveva a New York da ormai 15 anni.
Nel post originale l'internauta Ziama aveva pubblicato quel testo poetico, ma sotto di esso anche le informazioni biografiche di Grazia Deledda. I lettori successivi hanno letto i due blocchi di testo come un'unica cosa come se la poesia fosse stata scritta dal Premio Nobel. Così dai primi anni Duemila, la poesia è stata copiata, incollata e condivisa milioni di volte sui social fino a ingannare persino festival, libri scolastici e programmi televisivi.
Che dire?
Rileggiamo Deledda, ha tante pagine vere da scoprire, ancora...









