Sono secoli che la figura della donna è immortalata da letteratura ed arte ad opera maschile e che nell’immaginario collettivo passa attraverso il desiderio, lo sguardo dell’uomo. A volte viene travisata a volte esaltata o demonizzata. Niente di strano dunque se uno scrittore d’oggi, Niky Marcelli, si cimenti in un romanzo in cui l’io narrate interno, chi dice “io” e racconta la sua storia, sia una donna, anzi, un ragazzina di sedici anni. Ma l’aspetto che vorrei subito mettere in risalto è che Niky Marcelli riesce subito nella operazione mimetico-linguistica uniformando la sua scrittura al parlare dei giovani, al loro contatto spesso gergale con il mondo degli adulti.
Questa volontà di comunicazione si presenta fin dalle prime pagine, al primo capitolo che ha per titolo proprio il nome della protagonista principale, Alessandra-salamandra, dove l’io narrate si rivolge direttamente al lettore interno, quello che in critica letteraria chiamiamo il narratario: “Avrete capito che Alessandra-salamandra sono io. Al secolo, Alessandra Bevilacqua, all’epoca dei fatti di anni sedici, professione studentessa presso il locale liceo linguistico Maria Concepita Interprete, delle Ancelle del Santo Vocabolario. Il nomignolo, che tollero a malapena, me l’ha dato il bisunto signore di cui sopra che, per la cronaca, è mio padre Vittorio, a causa della mia smodata passione per la tintarella.
A lei si uniscono quattro amiche inseparabili, Monica, Viviana-Mortiana, Chiara e Giorgia le gemelle. La cifra stilistica che ci accompagnerà per tutto il testo, è l’ironia che appartiene allo sguardo con cui Alessandra vede se stessa e il mondo, per esempio, fin da subito, nel chiamare il liceo linguistico con gli appellativi sopracitati.Eppure il titolo “Le ragazze sono in giro, Caravaggio, caos e altri casini” ci mette in guardia: le vicende sono comunque filtrate da un narratore altro, esterno all’io-narrante, che può avvertirci del pericolo : le ragazze sono in giro!Le cinque adolescenti scorrono davanti ai nostri occhi con i loro primi amori, l’angoscia della scuola, la tentazione proibita del “fumo”, l’aprirsi al mondo degli adulti con una freschezza ed ingenuità di chi crede sia tutto possibile. Ma anche uno sguardo critico, inquisitore, sempre velato con l’ironia del gergo giovanilesco, con cui le ragazze si rapportano agli adulti, genitori, professori, amici più grandi.
Ottimo esempio la descrizione della nonna materna che “a settant’anni giocava ancora a fare la fricchettona”. Quante donne, magari lettrici di questo libro, si potranno riconoscere in questa tipologia del femminile che non si arrende all’età. Proprio questo personaggio offre a Marcelli occasione per uno spaccato storico, ripercorrendo gli anni dalla lotta partigiana alle contestazione giovanile, una modalità narrativa con cui la storia “esterna” entra nella vicenda narrata: “Mia nonna è un personaggio su cui vale la pena di spendere due parole. Nata in una generazione di mezzo, si è ritrovata troppo piccola per aver fatto la partigiana (durante la guerra bagnava ancora il letto) e troppo vecchia per aver fatto il Sessantotto. Questo le ha creato dei grandissimi complessi e delle frustrazioni che si risolvono spesso con l’adesione incondizionata e insistente a miti ormai finiti nella polvere e rivelatisi sballati e a ideologie utopistiche che la portano a formarsi idee – paraocchiate, come le chiama mio padre – del tutto avulse dalla mera realtà dei fatti.”
Alla nonna è dedicato uno spassoso quanto molto realistico capitolo dal titolo “Come la nonna si fa le canne” : “La nonna prende lo spinello – solitamente generosamente fornito da una sua amica parimenti fricchettona, professoressa di matematica in pensione, che si rifornisce da un ex allievo frequentatore di centri sociali – e aspira come se fosse un folletto (inteso come aspirapolvere) bruciandone metà con una sola tirata.”
“Le ragazze sono in giro, Caravaggio, caos e altri casini” è un turbinio di personaggi che girano intorno, al “giro” delle ragazze, in un tempo infinito delle vacanze estive nella villa con piscina presa dal padre scrittore della protagonista, padre che sta immerso non nelle pagine di un libro o al computer, ma in garage tra oli e fumo, a rimettere apposto vecchie automobili con altrettanto vecchi motori! Arrivano nella vita delle ragazze, e nella fantasia di noi lettori, via via Veronica, che Alessandra chiama zia, amica da sempre del padre; poi la vera zia Gabriella-Gabry, romana, generosa, che conosce tutti gli artisti e i personaggi “famosi”, da Ligabue a Vasco Rossi, riempiendo di chiacchiere e gossip i pomeriggi oziosi.
Ma nel turbino di avvenimenti e vicende “a giro”, c’è spazio anche per una scossa di terremoto che permette a don Falcuccio, il prete del Borgo, di scoprire dietro una crepa che si è aperta sopra l’altare, l’affresco di Caravaggio che una leggenda voleva essere stato coperto dopo le disavventure penali del grande artista. Ancora donne: la Sovraintendenza per verificarne l’autenticità manda Isotta, un’esperta restauratrice che è stata il primo amore del padre-scrittore.Ma dentro le tante pagine di questo romanzo c’è anche altro, per esempio il piacere di descrivere, e vivere, scenari naturalistici e ambientali splendidi, tra Umbria, Toscana, la Maremma, il Borgo di Ribolla, Formello. Sempre attraverso l’io narrante e lo sguardo delle ragazze, ecco : “Una delle tante cose positive del vivere in campagna a nord di Roma, su una delle consolari che portano verso la Toscana, è la bellezza dei tramonti. I tramonti toscani, infatti, sia quelli sul mare che quelli sulla campagna, sono qualcosa di unico e di meraviglioso …”.In quest’estate interminabile, ricca di avvenimenti, di volti, storie vecchie e nuove, c’è spazio anche per il piacere della buona tavola, non soltanto birretta e spuntini al bar, ma la splendida pasta alla checca che il padre offre con orgoglio alla figlia e alle sue amiche.
Leggendo “Le ragazze sono in giro, Caravaggio, caos e altri casini”, con le dovute differenze stilistiche, mi è venuto in mente il romanzo d’esordio di Alba de Cespedes del 1938, “Nessuno torna indietro”, storia incrociata delle vita e dei destini di quattro amiche che frequentano lo stesso collegio e che la vita dividerà. In ultimo, perché bisognerebbe leggere questo romanzo di Niky Marcelli? Ci fa capire meglio i nostri giovani, la difficoltà, le speranze, l’allegria di essere adolescenti oggi, soprattutto per le donne, ma anche ci fa conoscere personaggi ed eventi che potrebbero essere della nostra vita, più o meno lontana nel tempo, al riparo dal video dello smartphone o del computer!

