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I 500 ANNI DI LEONARDO ALLA BIBLIOTECA NAZIONALE DI COSENZA

Clebrazione con le più alte istituzioni

02/10/2019, 18:32


Il Mibac ed Editalia con un convegno istituzionale e una mostra dedicano a Leonardo da Vinci le fasi conclusivi delle celebrazioni.

È la volta di Cosenza e della Biblioteca nazionale che con una mostra e un convegno siglerá un delle tappe fondamentali.  Perché continuo a discutere e a relazionare su Leonardo a 500 anni dalla morte? Figure istituzionali come il prefetto, il questore e dirigenti del mibac interverranno. Cosa é stato Leonardo nella nostra cultura? La seduzione è il cerchio magico nel cuore che si sposta tra gli sguardi e diventa attrazione. Quando si prende consapevolezza che “L’età, che vola, discorre nascostamente, e inganna altrui; e niuna cosa è più veloce che gli anni, e chi semina virtù, fama raccoglie” (Leonardo da Vinci), tutto diventa infinitamente possibile.

Quando la cultura scientifica si lega a quella umanistica il percorso della ricerca diventa onto-metafisico. In un tale contesto è il Rinascimento che ha maggiormente esplorato gli intagli del cielo della terra del fuoco dell'acqua e del vento. Questo significa che è necessario saper ascoltare e percepire.

Saper ascoltare significa possedere, oltre al proprio, il cervello degli altri.”, ovvero Leonardo da Vinci.

Leonardo di ser Piero da Vinci era nato ad Anchiano il 15 aprile del 1452. Muore ad Amboise il 2 maggio del 1519.

Il pensiero di Leonardo offre una visione dell'uomo nella sua centralità rinascimentale in cui la scienza e la metafisica sono processi dialoganti.

La dimensione dello sguardo è una proposta che riesce ad essere non solo profetica ma culturalmente rivoluzionaria.

Dalle scienze alle arti e dalla filosofia alla letteratura Leonardo resta sempre un innovatore e un inventore alla cui base il riferimento resta l'idea.

Il pensiero di Leonardo è rivoluzionario a cominciare dalle tensioni sulla concetto di tempo e di spazio.

È proprio la lettura dello spazio che innerva una ricerca tra l'esistente e la progressione di futuro. Sul limite della eresia ha sempre saputo usare l'elemento scientifico applicato alla interpretazione.

Le sue opere costituiscono la centralità della ricerca della bellezza. Non solo la "Gioconda".

Nelle rappresentazioni delle "madonne" insiste una visione chiaramente femmina in cui la ricerca della bellezza è l'incontro tra il religioso è la sensualità. Un processo artistico in cui il sopravvento non è più medioevale ma prettamente rinascimentale. Il Rinascimento come proiezione dello sviluppo tra l'umano ancestrale e il divino greco - romano. Si pensi alle “Vergini”.

Quella della roccia sulla quale Gabriele D’Annunzio fonda la sua percezione del suo romanzo “Le Vergini delle Rocce” e ogni atmosfera ha la bellezza e l’eleganza rinascimentale di Leonardo. Tutto il romanzo del 1895 di D’Annunzio è imperniato su Leonardo. “Io farò una finzione, che significherà cose grandi”. Ogni sezione del romanzo ha l’apertura leopardiana. Ma D’Annunzio scriverà anche sulla Leda e una tragedia per Eleonora Duse dal titolo “La Gioconda”.

Il sorriso delle donne di Leonardo hanno uno spiccato senso di ironia. Il sorriso di queste donne ha una visione di attesa, tanto da far dire a Valery: “Il ‘sorriso della Gioconda’ non pensa a nulla. Ella dice attraverso quel sorriso: ‘Io non penso a nulla – è Leonardo che pensa per me’”. Oltre al sorriso ci sono gli occhi, lo sguardo, il naso, ovvero la complessità espressiva dell’intero volto. Il volto ha una velatura espressiva toccante è la recita di donne madonne e cortigiane.

L'uomo Vitruviano porta Leonardonell'arcano del platonico modello aristotelico. Le sue "macchine"  sono tempo da leggere. Il dipinto sulle tavole ha lo sguardo degli occhi. Le donne - madonne sono ancora la tradizione medioevale. Leonardo è certamente oltre Dante. Oltre lo stesso umanesimo.  Non bisogna dimenticare che la sua è l'epoca di Machiavelli. Ovvero della "prassi" come pensiero forte.

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