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Malos Unidos: ma per Grazia Deledda forse la Biblioteca Universitaria di Sassari non basta!

A fine giugno il Ministero dei Beni Culturali dovrà decidere

02/06/2014, 13:05
Grazia Deledda

La Biblioteca Universitaria di Sassari cambia casa, si trasferisce il prossimo 23 giugno nel complesso monumentale del vecchio ospedale, restaurato grazie al Ministero per i Beni e le attività culturali e il Turismo.
La Biblioteca conta un patrimonio di 300.000 volumi, incunaboli, cinquecentine, edizioni del XVII, XVIII, XIX secolo, di migliaia di periodici, di preziose carte geografiche, di centinaia di manoscritti, tra i quali il Condaghe di San Pietro di Silki, L'edera e Il ritorno del figlio di Grazia Deledda. Grazia Deledda, appunto. Molto appropriatamente Dino Manca della Commissione Lingua e Cultura dell’Università di Sassari, ha lanciato una petizione su Internet per proporre di intitolare la Biblioteca a Grazia Deledda.
Scrive Manca: “Con la Deledda l’Isola entrò a far parte dell’immaginario europeo. Il libro le permise di oltrepassare la «finestra-limine» per proiettarsi nel mondo e con lei la terra-madre ritornò a essere centro e non più periferia, luogo mitico e archetipo di tutti i luoghi: «I libri e i giornali sono i miei amici e guai a me senza di loro». Per lei, prima donna nella storia d’Italia a vincere il premio Nobel e prima donna a essere candidata alle elezioni politiche quando alle donne non era stato ancora riconosciuto il diritto di voto, la scrittura divenne occasione di riscatto e di libertà: «Se vostro figlio vuole fare lo scrittore o il poeta sconsigliatelo fermamente. Se continua minacciatelo di diseredarlo. Oltre queste prove, se resiste, cominciate a ringraziare Dio di avervi dato un figlio ispirato, diverso dagli altri». Un vero esempio per tantissimi giovani”.
Sembrerebbe ovvio che una Biblioteca Universitaria sarda sia intitolata ad una scrittrice che portò all’Isola un così grande onore…Tanto ovvio da non aver bisogno di petizioni, appelli, richiami!
Il nome di Grazia Deledda sta coraggiosamente viaggiando su Internet mentre quello di un altro sardo, Enrico Berlinguer, riempie pagine dei giornali locali, richiama firme di intellettuali, docenti universitari, scrittori che manifestano il loro apprezzamento per il leader politico e ne caldeggiano il nome per l’intitolazione della Biblioteca.  In Sardegna, sempre “malos unidos”, come ebbe a dichiarare l’imperatore Carlos V durante la sua famosa visita ad Alghero… 
Senza nulla togliere alla grandezza ideologica e morale di Berlinguer, mi domando perché ancora il mondo accademico e “ufficiale” faccia fatica a incoronare, “senza se e senza ma”, una scrittrice che invece milioni di lettori (e critici fuori dell’Isola) da molto tempo riconoscono per il suo grande valore letterario. Ma, a pensarci bene, Grazia Deledda merita un luogo ancora più “alto”, più internazionale di quello rappresentato dalla Biblioteca di Sassari, seppure universitaria.
Speriamo che l’on. Dario Franceschini, il cui Ministero dovrà “battezzare” la Biblioteca, sappia decidere con coerenza “culturale”.
 

Neria De Giovanni

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