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VERSO IL CENTENARIO DELLA NASCITA DI SAN GIOVANNI PAOLO II, IL PAPA POETA

26/06/2019, 14:39

 “Prendete in mano la vostra vita e fatene un capolavoro”.  Cento anni fa nasceva  Giovanni Paolo II, ovvero Karol Józef Wojtyła. Era nato a Wadowice, il 18 maggio 1920  e morto in  Città del Vaticano il  2 aprile 2005. Il giorno di San Francesco di Paola.
 

Voglio qui raccontare un episodio realmente accadutomi consapevole di questo suo concetto: “La grandezza del lavoro è all'interno dell'uomo”,  perché “La libertà non consiste nel fare ciò che piace, ma nell'avere il diritto di fare ciò che si deve”. Ero in partenza per Santo Domingo. Alla Fiera internazionale del Libro del 2005. Dovevo rappresentare la cultura italiana in quella “piazza” del mondo e i miei interventi erano stati già programmati: da Prezzolini alla poesia del Novecento, Da Dante nel Novecento alla mia esperienza di scrittore. Ci fu un cambio di programma repentino. Venni chiamato dal Ministero (dei beni culturali) e mi chiesero di sviluppare alcune relazioni su Giovanni Paolo II poeta e letterato. Avevo come tempo per preparare le mie relazioni lo spazio tra Roma, Parigi e Santo Domingo.
 

Fu una esperienza dolce e inquietante. Doveva, infatti, parlare di Giovanni Paolo II poeta. Arrivato all’aeroporto di Santo Domingo, con un fuso orario da capogiro, mi sono trovato tra le mani fogli sparsi pieni di appunti e un poemetto che avevo scritto lungo le ore del viaggio. Santo Domingo fu la prima città oltre l’Europa che accolse nella festa della vita Giovanni Paolo II.
Da quegli appunti nacque il mio libro su Giovanni Paolo II dal titolo “Canto di Requiem”. Fu così! Sono trascorsi dieci anni dalla morte di Giovanni Paolo II. Ma cosa è stata quella lettura, quelle conversazioni dalla mattina alla sera? Cosa è la poesia del Santo Giovanni Paolo II?
Un andare lento, con passi leggeri, nella geografia di un’anima che dipana misericordia e bellezza senza mai disperdere i tocchi della vita, una vita con i suoi sguardi e i suoi silenzi e sorrisi, che è nel passato ed è nel presente: “Luogo del mio passare-/così legato al luogo della nascita…/Nei volti dei passanti v’è il disegno di Dio,/ed il suo abisso scorre dietro la vita quotidiana…”.

Sono versi di Giovanni Paolo II. Un Papa poeta il cui tracciato nella storia dell’uomo, delle civiltà e dei popoli resta indelebile. Il sacro e la parola. Diceva spesso:  “Al di fuori della misericordia di Dio non c'è nessun'altra fonte di speranza per gli esseri umani”.

PIERFRANCO BRUNI, RESP. Letteratura e Etnìe MIBACT

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