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"Dal Sud per l’Italia. La Chiesa di Papa Francesco, i cattolici, la società", di Massimo Milza

Massimo Milone ci guida in una rilettura cattolica della “questione meridionale”

03/07/2017, 11:38 | Politica
Massimo Milone

E’ da circa 20 anni, (cioè pressappoco dalla scomparsa della Democrazia Cristiana, partito che al di là delle sue compromissioni laiciste, manteneva nel suo dna l’ispirazione cristiana), che si discute delle forme e dei modi dell’impegno dei cattolici italiani in politica, vuoi per rimarcare l’esigenza di una rinascita di un contenitore partitico del voto cattolico, vuoi per sottolineare l’esigenza di distinguere l’appartenenza politica dall’impegno dei cattolici nel sociale. L’ascesa al soglio pontificio di tre Papi “stranieri” negli ultimi 30 anni sembra aver definitivamente reciso i fili dell’intreccio tra la gerarchia vaticana e le istituzioni politiche, anche se si è tutt’altro che persa nel nostro Paese l’influenza delle posizioni della Chiesa sulle scelte dei partiti che, anzi, da questa diaspora dei cattolici in politica sembrano vieppiù attratti dalla tentazione di intercettarne il voto. L’avvento di Papa Francesco, poi, ha rafforzato ancora di più questa tendenza, per l’enorme influenza mediatica che sta avendo il suo insegnamento, con l’esortazione alla carità e alla vicinanza agli “ultimi” della società e del mondo.

Queste riflessioni possono ben adattarsi a commento dell’ultimo libro di  Massimo Milone, già presidente della Unione Cattolica della Stampa italiana e, attualmente, direttore di Rai Vaticano, che affronta il tema dell’impegno dei cattolici nel nostro Mezzogiorno: impegno che affonda in una tradizione antica, dal magistero dello stesso Don Sturzo, fino al dopoguerra, con il manifesto “I problemi del Mezzogiorno”,  firmato da numerosi Vescovi del Sud,  per arrivare, quarant’anni dopo, nel 1989, al documento “Sviluppo nella solidarietà – Chiesa italiana e Mezzogiorno”, che vede nella questione del Sud , con le sue implicazioni economiche, sociali e morali, “la più grande questione nazionale degli anni Novanta”. Nel febbraio 2010 i Vescovi italiani sono tornati sulla questione, con il documento “Per un Paese solidale. Chiesa italiana e Mezzogiorno” che, rifacendosi ai documenti precedenti, conferma la volontà di non rassegnarsi alla disfatta del Mezzogiorno in termini di povertà economica, culturale e morale.

Il libro di Milone che, paradigmaticamente si intitola “Dal Sud per l’Italia, la Chiesa di Papa Francesco, i cattolici, la società” offre “una riflessione sulla possibilità che i cattolici impegnati nel Mezzogiorno, da cittadini, da lavoratori, da professionisti, da uomini di cultura o di solo buon senso, possano ritrovare pieno diritto di cittadinanza e di proposta recuperando, dal Sud e per il Sud, per l’Italia, identità, idee, proposte, una visione di futuro”.

Il Saggio raccoglie varie interviste e contributi di esponenti impegnati nella società meridionale, dal Cardinale Crescenzio Sepe, Arcivescovo di Napoli, al Presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, all’imprenditore Giancarlo Abete, al giurista Giuseppe Acocella, presidente dell’Osservatorio sulla legalità, nonché all’economista Carlo Borgomeo, Presidente della Fondazione Con il Sud, e a esponenti delle professioni, quali il notaio Roberto Cogliandro, il presidente del Movimento Cristiano Lavoratori di Napoli, Michele Cutolo, il banchiere Daniele Marrama.

In tutti gli interventi c’è la preoccupazione per un Mezzogiorno disastrato, dove molte risorse sono state dilapidate dalla incuria e dalla immoralità dei comportamenti pubblici, spesso accoppiati ai fenomeni di criminalità organizzata, e dove le classi dirigenti sono state incapaci di uscire dalle logiche gattopardesche, riuscendo persino ad accentuare il dualismo economico con il Nord del Paese. Emblematico, al riguardo, il richiamo del Cardinale Sepe alle parole di Papa Francesco che, in un discorso alla Congregazione Generale dei gesuiti ebbe a dire: “In generale, l’opinione che sento è che i politici sono caduti in basso. Mancano quei grandi politici che erano capaci di mettersi sul serio in gioco per i loro ideali e non temevano né il dialogo né la lotta, ma andavano avanti con intelligenza ed il carisma proprio della politica. La politica è una delle forme più alte della carità: la grande politica.”

Ecco, Papa  Francesco ha fatto più volte una distinzione tra due diversi approcci alla politica: quella che è mera gestione del consenso, pronta a piegarsi alla convenienza del momento e quella che si pone al servizio del bene comune. Ed è con riferimento alle grandi emergenze del Sud: povertà, disoccupazione, emigrazione, che il Prof. Acocella, nel suo contributo al volume, afferma perentoriamente: “Occorre senza infingimenti chiedersi dunque quanto pesi su questo quadro la irresponsabilità di una porzione significativa della classe politica meridionale, allorché in specie essa induca di fatto, con le compromissioni e le complicità che gravano sul tessuto economico-sociale a beneficio della illegalità….la diffusione di comportamenti asociali e anomici fino alla corruzione nei più diversi strati sociali della popolazione”.

Anche l’economista Carlo Borgomeo non si sottrae al problema: “Chiediamoci, seriamente, se ciò che rende così lontani il Nord e il Sud del Paese sia solo una questione economica, di reddito, o se riguardi il livello di coesione sociale, di senso comunitario, di cultura della legalità diffusa e, più precisamente, di qualità della convivenza civile” e conclude: “E’ qui che dobbiamo intervenire, è questo il divario che va recuperato”.
 

L’auspicio che emerge dalle pagine del libro  è che la Chiesa di Papa Francesco e l’impegno dei cattolici tutti del Mezzogiorno abbiano la forza di debellare queste piaghe  antiche  della società meridionale e di puntare su una nuova progettualità in grado di promuovere la definitiva emancipazione civile, morale ed economica del nostro Sud.

MASSIMO MILZA
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