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Ferdinando Maddaloni si aggiudica il Germany International Film Festival 2018

Continua la sua marcia trionfale dopo Hollywood, Porto, Montreal, Rio de Janeiro

11/09/2018, 19:26 | Dal Mondo

Ferdinando Maddaloni, con la sua seconda docufiction “Non cercare la logica dove non l’hai messa tu” ("Never look for logic if it’s not your logic") prodotta da Artisti Civili (con il patrocinio di Amnesty International e il contributo del Nuovo Imaie)  si è aggiudicato il Premio nella categoria “miglior documentario” al Germany International Film Festival  2018
 

La cerimonia di premiazione si è svolta il 6 settembre 2018 presso l’Hotel Hilton Park di Monaco di Baviera.

La docufiction in precedenza ha vinto anche il Premio Hollywood International Independent Documentary Awards 2016, il  Portugal International Film Festival 2017, il Canada Indipendent Film Festival 2018 ed il Brazil International Film Festival  2018.

“ Il Germany International FF2018 era al suo primo anno, ma ha sfruttato l'esperienza di un gruppo di professionisti seri capitanati dal direttore artistico Josè Claudio Silva” afferma Maddaloni “Una delle iniziative più interessanti è stata sicuramente la diretta su Facebook, che ha permesso a tuti, parenti e amici compresi,  di tribolare e poi gioire con me in tempo reale per il premio! In uno dei suoi interventi, la direttrice Eliane Maciel” conclude Maddaloni “ha sottolineato che il festival è rivolto a tutti coloro che amano e credono nelle potenzialità del cinema e meritano di vedere valorizzati i loro sacrifici. Ed ora, con un altro lavoro mi attende l’ennesima sfida a Porto, sabato 15 settembre”
 

Il documentario dedicato alla memoria di Andrei Mironov si avvale del montaggio di Stefano Imperato; tra i protagonisti lo stesso Maddaloni (che nel monologo “(in) Visibili segnali di protesta” fa rivivere spietati parallelismi tra Grosny ed Auschwitz rievocando i drammatici appelli del giornalista freelance Antonio Russo),  assieme alle attrici Paola Sini e Katia Nani, quest'ultima intensa interprete della giornalista Natalia Estemirova.
 

Il finale è affidato alle vibranti corde vocali di Carmen Femiano, interprete del brano “Vulesse” di Francini&Lattanzio. «Alla base di tutto c’è la promessa fatta sulla tomba di Anna Politkovskaja a Mosca nel gennaio 2009: raggiungere Beslan e prendersi cura dei piccoli sopravvissuti alla strage del 2004. Anna non aveva potuto farlo perché fu avvelenata mentre era in viaggio verso l’Ossezia del Nord durante l’assedio. Ne parlammo con Andrei. "Si può fare" fu la sua risposta. Nacque così il nostro progetto "BeslaNapoli. Una videoteca per Beslan".

 

Nella foto all'interno dell'articolo: Katia Nani in Natalia Estemirova

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