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"Il Premio Italia diritti Umani 2017" della FLIP compie sedici anni

A Roma, la Free Lance International Press con un convegno e un premio ricorda il vicepresidente Antonio Russo. giornalista ucciso in Cecenia

17/10/2017, 12:52 | Attualità
Ferdinando Maddaloni e Katia Nani durante la loro performance teatrale

Grande successo a Roma del “Premio Italia diritti umani 2017”, giunto alla sua 16.ma edizione.

La manifestazione della consegna dei premi si è svolta Domenica 15 ottobre 2017 a Roma, nell’Aula Magna della facoltà valdese di teologia. Il Premio organizzato dalla Free Lance International Press presieduta da Virgilio Violo , con la collaborazione di Amnesty International (sezione italiana) e Cittanet, è nato per dar voce agli ultimi.

Neria De Giovanni, Presidente dell’Associazione Internazionale dei Critici Letterari, è stata la moderatrice e presentatrice del premio. Gli interventi sono stati di Antonio Cilli, Cittanet founder, network di siti locali sparsi un po’ in tutta Italia, il quale ha svolto una relazione su gli” infomakers”; Dario Lo Scalzo, redattore dell’agenzia di stampa internazionale Pressenza, ha parlato del “Giornalismo militante e la lotta per il rispetto dei Diritti Umani “;di Giorgio Fornoni, vice presidente della Free Lance International Press e pilastro della trasmissione Report di Rai 3, dopo una breve proiezione di un video su Antonio Russo e alcune testimonianze prima del suo barbaro assassinio mentre indagava sulla tragedia cecena nel 2000, dallo stesso fornito, e aver parlato sulle tematiche della libera informazione, ha voluto leggere in pubblico le accuse rivoltegli dall’ordine dei giornalisti della Lombardia che gli imputava la colpa di promuovere la vendita del tesserino della la Free Lance International Press perché ritenevano avesse le caratteriche simili a quello dell’ordine e la conseguente sentenza assolutoria da parte del consiglio disciplinare di questo, accusa dalla quale era già stato assolto con formula piena lo stesso presidente dell’associazione Virgilio Violo, e quindi ha voluto rimarcare il “fumus persecutionis” da parte di quest’ultimo nei confronti dell’associazione, nonostante i dettami costituzionali. Ha concluso parlando fortemente dei valori umani citando la collega Anna Politkovskaja e Andrei Mironov, anche lui iscritto alla Flip, suoi amici, che hanno dato la vita per la ricerca della verità. A seguire si è avuto l’intervento del portavoce in Italia di Amnesty International, Riccardo Noury, che ha svolto una relazione sulla “Crisi nell’aria mediterranea”.

Dopo un generoso buffet, accompagnato dal vino gentilmente offerto dalle aziende “Tenuta Fontana” di Pietrelcina, di Benevento,il Cancelliere” di Pizza Rita di Montemerano, di Avellino, “azienda agricola Monti Cecubi”, di Latina, e l’azienda Fontana Vecchia, di Benevento, l’associazione Artisti civili ha presentato un estratto dal “Concerto per voci solitarie” dal titolo “Una vacanza finita male. Un’inchiesta finita peggio”, dedicato al caso Ilaria Alpi. Superba e toccante l’interpretazione di Ferdinando Maddaloni e Katia Nani.

Il premio è nato dall’esigenza, da parte delle associazioni coinvolte, di volere dare un giusto riconoscimento a coloro che per la loro attività si sono distinti, con abnegazione, nel campo dei diritti umani. In un mondo in cui il profitto sembra essere lo scopo ultimo di ogni intento, occorre sostenere chi lotta veramente, sacrificando gran parte (o del tutto) la propria esistenza per aiutare il prossimo. I mass media spesso non prestano la dovuta attenzione al tema dei diritti umani, se non in maniera superficiale. E’ giunto quindi il momento, non solo di dare un giusto riconoscimento a chi lotta per la difesa dei più deboli, ma anche di parlare su come possano essere tutelati meglio questi diritti che, anche in paesi come l’Italia oltre che all’estero,sono sistematicamente violati, soprattutto nei confronti dei più deboli. Le motivazioni dei premiati sono:
 

Andrea Caschetto,
“Andrea Caschetto ha dichiarato guerra alla tristezza e alla rassegnazione che nascono dal sentirsi abbandonati, dal sentirsi senza importanza, privi di significato, soli e senza speranza. Il suo programma politico è far nascere sorrisi sui volti dei bimbi meno fortunati, quelli di cui il mondo spesso si occupa solo per rinchiuderli, allontanarli, dimenticarli.
Il suo obiettivo è far sbocciare il sorriso sui volti di tutti i bambini di tutti gli orfanatrofi del mondo, donando loro un sussulto di gioia, come il frangersi del sole, dopo una pioggia estiva, sui petali di un fiore. Le sue armi sono una inesauribile creatività e operatività ludica, un’immensa carica di affettività, uno sconfinato serbatoio di emotività autenticamente e travolgentemente empatica. La sua arma segreta e più potente è il sorriso.
L’hanno definito “l’ambasciatore del sorriso” e “moderno Peter Pan”, sempre in giro, di continente in continente, a sfidare malinconia e dolore. Per tutti i sorrisi donati, per tutti i piccoli cuori fatti palpitare di allegria, per tutta la fiducia nel cuore dell’uomo e nel destino del mondo che sa seminare in tutti noi,si conferisce ad Andrea Caschetto il Premio Italia Diritti Umani 2017”.

Legge la motivazione l’attrice Roberta Procida, dona una sua opera la pittrice Isabella Scucchia. Il suo quadro rappresenta delle ‘melagrane’.
 

Andrea Spinelli Barrile,
nato nel 1985, da sempre appassionato della libertà e della scrittura, ha imparato a coniugare le due cose nel lavoro più bello del mondo: quello del giornalista. Studi umanistici, università lunga e mai terminata, mette tutto se stesso nel difficile ruolo di chi cerca di dare voce a chi non ce l'ha: vicino per sentimento agli ultimi ed agli invisibili, amante delle minoranze e della forza umana che le contraddistingue, ha trovato in America Latina e in Africa gli spaccati di civile umanità più caldi e sinceri che si possano trovare. Cinico pentito, ha trovato il senso delle cose nella prima visita in un carcere italiano, da dove è cominciato un lungo percorso che gli ha fatto comprendere l'importanza non di sperare ma di essere speranza. Si occupa principalmente di politica estera, con focus particolare sull'Africa e i diritti umani, si batte per lo stato di diritto e contro lo stato d'emergenza. Ha un libro all'attivo: "Esperanza - La Vera Storia Di Un Uomo Contro Una Dittatura Africana", e poi un progetto editoriale da sviluppare, "Slow News", e tante storie ancora da raccontare. Negli ultimi anni ha contribuito insieme ad Amnesty International a far conoscere due storie di italiani detenuti all'estero: Roberto Berardi in Guinea Equatoriale e Christian Provvisionato in Mali. Se ora sono in Italia e possono narrare le violazioni dei diritti umani subite è anche merito di Andrea Spinelli Barrile. Per questi motivi gli viene conferito il Premio Italia Diritti Umani 2017.”
Legge la motivazione l’attrice Katia Greco, dona una sua opera il pittore Sergio Quarra.

Enrico Malatesta Ripanti
“Il 24 agosto 1917, da poco scoccate le 20 e trenta, per tutta Roma una micidiale esplosione riecheggiò violenta. Si scoprirà che quell’esplosione riguardava la Caserma dell’Appia Nuova che, altro non era, che il Vecchio Forte dell’Acqua Santa, ovvero il deposito carburanti per Aerostati e Dirigibili. In estrema segretezza, e fuori del recinto murario del Forte, erano stati approntati due enormi capannoni attrezzati per la fabbricazione di bombe da lanciare proprio da mezzi d’aria come aerostati o palloni sulle trincee nemiche.
In seguito a ciò, dalle autorità militari ci fu una serie di “omissis” più utili a coprire “segreti” nostrani che la pericolosa azione di sabotaggio degli “007” degli imperi Germanico ed Austro-Ungarico. La lista dei caduti non comparve nella sentenza del Tribunale Militare ma, al contrario, fu resa pubblica da una sentenza del Tribunale civile, finalizzata alla “sola trascrizione” dei morti, dichiarati nel numero di 79, tutti Aerostieri e Dirigibilisti.
Malatesta incrociando i documenti militari con altri, altrettanto sconosciuti e segretati della Questura di Roma, scopre che i morti del Forte dell’Acqua Santa, alias Caserma Appia, sono più di 240 e tutti ragazzi tra i diciassette ed i  vent’anni, analfabeti e soldati di bassa forza, senza la minima cognizione di competenze di artificieri, cui invece segretamente era ciò che facevano per armare bombe, granate ed altri proiettili, con polveri anche scadenti. Di questi, a tutt’oggi, non se ne conoscono ancora né nome, né cognome. 
Per la passione e la costanza con cui racconta storie di diritti umani, privilegiando il punto di vista e l'esperienza umana, di sofferenza e di lotta, di chi non ha voce, di chi non ha potere e lotta quotidianamente per la riaffermazione dei propri diritti e della propria dignità, si conferisce a Enrico Malatesta Ripanti il Premio Italia Diritti Umani 2017.”

Legge la motivazione l’attore Ivan Castiglione, dona la sua opera la pittrice Elisabetta Piccirillo, il titolo del suo dipinto è:‘L’Armonia degli Opposti’.

La menzione speciale è andata a Michela Lipari
Michela Lipari, nata a Novara, si trasferisce a Roma dal 1980, già Funzionario del Ministero del Tesoro e successivamente della Corte dei Conti.
Esperantista dal 1966 è attiva nel movimento giovanile italiano - membro del consiglio direttivo -ed internazionale – membro del comitato – sino al 1975.
Successivamente è nel Movimento esperantista internazionale come membro del comitato per due decenni, segretario generale dell’associazione mondiale per 12 anni.
E’ stata segretario dei concorsi letterari (poesia, prosa, saggistica, teatro, libri per l’infanzia) per successivi 12 anni.
Dal 2014 presidente della Federazione Esperantista Italiana recentemente riconfermata nel prestigioso incarico.
La Federazione Esperantista Italiana è stata fondata a Firenze nel 1910. Ente Morale dal 1956.
Partecipa regolarmente alle campagne organizzate dall’associazione mondiale per aiutare gli esperantisti vittime di disastri ambientali o di guerre nelle varie regioni del mondo.
Contribuisce alla campagna dell’UNESCO “serie oriente-occidente” per fa conoscere i capolavori letterari delle varie culture all’estero, con la traduzione dall’italiano in esperanto di opere quali
La Divina Commedia di Dante, Il principe di Machiavelli, I Malavoglia di Verga, I promessi sposi di Manzoni, Vita di un uomo di Ungaretti, I Canti di Leopardi, Myricae di Pascoli, ed altri ancora.
Vengono proposti anche al pubblico italiano alcuni capolavori del mondo esperantista, quali Robinson in Siberia e Ballo in maschera a Budapest, di Tivador Soros, La specie bambina di William Auld, La via Zamenhof di Roman Dobrzynski ed altri ancora.
Tra gli scopi statutari della FEI si legge: “ispirandosi agli ideali dell’esperanto, promuove iniziative solidaristiche tendenti a favorire una più profonda integrazione culturale tra uomini e popoli di lingue diverse”.
Principi e scopi condivisi dal Premio diritti Umani 2017 della Free Lance International Press che intende così riconoscerne il valore con una menzione speciale alla Presidente italiana della FEI, Michela Lipari.”

Legge la motivazione l’attrice Katia Nani, dona una sua opera Roberto Fantini

Al termine della manifestazione ci sono stati i saluti di tutta la dirigenza della Free Lance International Press unitamente, dato il successo della manifestazione, alla promessa di rinnovare il premio per il prossimo anno.

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