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Strega 2017: grazie alla Federazione Unitaria Italiana Scrittori si premia anche l’attività del traduttore, di Neria De Giovanni

07/07/2017, 14:04 | Attualità
Il prof. Natale A.Rossi consegna il premio alla traduttrice Ada Vigliani

Premio Strega Giovani,  Premio Strega Europeo, Premio Strega al traduttore: il  Premio Strega 2017 si è triplicato in un tourbillon di eventi a conclusione di molti mesi di lavoro e letture. La Fondazione Bellonci e “Gli amici della domenica” come di consueto il primo giovedì di luglio hanno riportato la manifestazione nello splendido scenario del Chiostro di Villa Giulia.

La classifica finale dello Strega ha visto Paolo Cognetti con Le otto montagne (Einaudi ) vincitore con 208.  Seguono Teresa Ciabatti con La più amata (Mondadori), 119 voti; Wanda Marasco con La compagnia delle anime finte (Neri Pozza), 87 voti;  Matteo Nucci, con È giusto obbedire alla notte (Ponte alle Grazie), 79 , Alberto Rollo con Un’educazione milanese (Manni), 52 voti. Questo risultato comprende i voti dei 400 Amici della domenica, di 40 lettori forti selezionati da librerie indipendenti italiane associate all’ALI e di 20 voti collettivi provenienti da Biblioteche di Roma, scuole e università. Da quest’anno si sono aggiunti 200 voti espressi da studiosi, traduttori e intellettuali italiani e stranieri selezionati da 20 Istituti Italiani di cultura all’estero, per un totale di 660 aventi diritto.

E’ singolare che a vincere lo Strega sia lo stesso libro, lo stesso autore, proclamato vincitore anche del Premio Strega Giovani: infatti con 58 preferenze su 374,  “Le otto montagne” è stato il più votato da una giuria di ragazze e ragazzi tra i 16 e i 18 anni, in rappresentanza di 50 licei e istituti tecnici in Italia e all’estero (Berlino, Bucarest, Parigi, Bruxelles). «Avevo l’età dei ragazzi che mi hanno votato — ha dichiarato  l’autore — i capelli lunghi, gli orecchini che non ho mai tolto quando ho pensato che volevo fare lo scrittore. Sembrava un sogno che non si poteva realizzare e invece oggi sono la prova vivente che può diventare realtà».

Acutamente è stato rilevato da molti giornalisti che lo Strega è vinto sempre dai grandi Editori, Mondadori, Rizzoli, oggi diventato Mondadori-Rizzoli, ma nelle ultime edizioni soprattutto Einaudi.

Subito dopo la proclamazione, Cognetti ha ringraziato la casa editrice romana Minimum Fax con la quale ha esordito e pubblicato, la stessa casa editrice che aveva promosso l’opera di Nicola Lagioia, arrivato allo Strega nel 2015 anche lui con l’Einaudi per il romanzo “La ferocia” . Una casa editrice piccola e indipendente vincerà mai lo Strega?

Nell’edizione 2017 molti cambiamenti nell’organizzazione, nel back office del Premio, ad iniziare dall’Ufficio Stampa.
Ma a Villa Giulia si respirava il medesimo clima di festa, con un controllo severissimo per raggiungere i tavoli rigorosamente e nominalmente assegnati; la diretta televisiva su RAI3 condotta dalla giornalista Eva Giovannini ha reso un poco surreale lo svolgersi dell’evento: le interviste ai finalisti, il commento di Philippe Daverio, lo spoglio dei voti con il relativo appunto sulla tradizionale lavagna (ma perché non calcare di più col gessetto, per rendere più visibili i numeri…) il tutto mentre ci si saluta con gli amici, si discorre di cultura e “anche” dei libri in gara...

Mi sembra che una vera e meritoria novità ci sia stata all’interno della Giuria del Premio Strega Europeo, giunto alla quarta edizione che sceglie tra i volumi, pubblicati in italiano, che hanno vinto nei loro paesi i premi più prestigiosi.  
La vincitrice , proclamata sul palco del Festival delle Letterature di Roma, è stata la tedesca Jenny Erpenbeck con il romanzo “Voci del verbo andare” (Sellerio Editore). Una narrazione su chi accoglie e chi si rifugia, sul futuro e l’attesa.
La Federazione Unitaria Italiana Scrittori FUIS ha avuto modo di inaugurare la sua collaborazione con la Fondazione Bellonci e il Premio Strega assegnando un premio di 1.500 euro a Ada Vigliani,  traduttrice italiana del romanzo vincitore. Il premio è stato consegnato dal prof. Natale Antonio Rossi presidente della FUIS  che ha ricordato come l’obiettivo sia quello di valorizzare la figura del traduttore, così spesso trascurata della filiera della produzione letteraria, pur trattandosi di un ruolo che, per complessità e valore dell’apporto artistico, è del tutto assimilabile a quello dell’autore/scrittore. I traduttori sono la voce italiana degli autori stranieri che leggiamo.

NERIA DE GIOVANNI
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