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Una lettura "bollente" per questi giorni bollenti...

Undici tra i migliori autori di “giallo napoletano” raccontano la “napolanità” con i colori del giallo e del nero,

02/07/2016, 16:34 | Attualità

 

Napoli - con i suoi vicoli, i suoi sotterranei, i suoi leggendari ed esoterici misteri; e gli psicopatici naïf, i killer della camorra, i piccoli e grandi addetti all’illecito - è una città che sembra mostrare il suo volto più nero anche in pieno giorno. Col caldo, poi, la gente impazzisce, e allora anche la circostanza più banale e fortuita può diventare teatro per un vero e proprio spargimento di sangue…

C’è un sole che si muore”, a cura di Diana Lama e Paolo Calabrò (Il Prato Publishing House, 2016), mette insieme undici tra i migliori autori di “giallo napoletano”: dai curatori Diana Lama, Premio Alberto Tedeschi-Giallo Mondadori nel 1995, tradotta in sette Paesi, e Paolo Calabrò, autore dei Gialli del Dio perverso, a Sibyl von der Schulenburg, vincitrice dei Premi Luzi e Pannunzio nel 2015 e Francesco Costa, dalle cui opere di narrativa - pubblicate con i principali editori italiani - sono stati tratti ben due film (uno con Angela Luce; l’altro, L’imbroglio nel lenzuolo, con Maria Grazia Cucinotta). E ancora: Vittorio Del Tufo, Piera Carlomagno, Alessandra Pepino e Riccardo Fabrizi. Una raccolta di racconti inediti che intende colmare una lacuna attualmente presente nel noir napoletano: parlare finalmente non solo di quella Napoli-capoluogo che ha fatto la fortuna di certo immaginario ormai in buona parte stereotipato e da cartolina, ma delle tante città, campagne, coste e periferie, pur esse intrise di quella lingua, di quella mentalità, di quel modo d’essere tipico e unico: la “napoletanità”…

Patrocinio speciale per questa pubblicazione da parte di NapoliNoir - Associazione di scrittori fondata oltre dieci anni fa con l’obiettivo di promuovere l’aggregazione e il confronto tra gli autori del giallo d’area napoletana - qui presente in maniera massiccia, oltre che nei curatori, con le firme di Luciana Scepi, cofondatrice e presidentessa emerita, e di Ugo Mazzotta, premiato autore che scrive tanto per la carta quanto per la televisione.
A chiudere il volume Diego Lama - con il racconto La casa triste, prima sua pubblicazione dopo il romanzo d’esordio - vincitore del Premio Alberto Tedeschi Giallo Mondadori per il 2016.
Diana Lama, ricercatrice universitaria nell’ambito della cardiochirurgia e vincitrice del Premio Alberto Tedeschi-Giallo Mondadori nel 1995 con Rossi come lei (insieme a Vincenzo De Falco), scrive e pubblica thriller con le maggiori case editrici italiane (Piemme, Newton Compton), tradotti in sette Paesi. Fondatrice e Presidente di NapoliNoir, la sua opera è stata oggetto di una tesi di laurea in Letteratura italiana all’Università di Salerno. Il suo ultimo romanzo è 27 ossa (ed. Newton Compton). www.dianalama.com
Paolo Calabrò, laureato in Scienze dell’informazione e in Filosofia, gestisce il sito ufficiale in italiano del filosofo francese Maurice Bellet e coordina la terza edizione del Premio Letterario Scrittori Dentro, rivolto a detenuti di varie carceri italiane. Oltre a due volumi di argomento filosofico, sul pensiero di Raimon Panikkar (2011) e di Maurice Bellet (2014), ha pubblicato L’intransigenza. I gialli del Dio perverso (ed. Il Prato, 2015), noir ambientato sul litorale casertano. È membro dell’associazione di scrittori NapoliNoir.

 

 

 

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