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Priorità Cultura: il nuovo impegno di Francesco Rutelli

"Siria, splendori e drammi" è la mostra frutto della collaborazione tra l'Associazione Priorità cultura e la Missione Archeologica Italiana in Siria diretta da Paolo Matthiae

23/06/2014, 10:35 | Attualità


Siria, splendori e drammi”:  non solo una mostra, ma un’esperienza che lascerà il segno è quella che si è inaugurata presso i Saloni Monumentali di Palazzo Venezia, via del Plebiscito 118, Roma, e  sarà aperta a ingresso libero per tutti i visitatori dal 20 giugno fino al 31 agosto 2014.
L’Associazione Priorità Cultura e la Missione Archeologica Italiana in Siria diretta da Paolo Matthiae, con questa esperienza vogliono illustrare lo straordinario ruolo che le culture millenarie della Siria hanno avuto nello sviluppo storico dell’umanità, e mettere in luce i danni già avvenuti e i rischi in corso per il patrimonio culturale della Siria: secondo il principio che umanità, paesaggio e cultura sono elementi inscindibili di una catena che deve essere protetta e salvaguardata.

A Francesco Rutelli, presidente dell’associazione Priorità Cultura e già Ministro per i Beni culturali abbiamo rivolto qualche domanda sul suo impegno in questo settore.

D. “Priorità Cultura” vuol significare il Suo passaggio dall’attività più propriamente politica a quella squisitamente “culturale”?
R.  Tutt’altro. Il mio obiettivo è far sì che questa priorità, consacrata nella nostra Carta costituzionale lo sia davvero per i Governi, la politica, l’economia.
Tutti, a parole, sono d’accordo nel dire che la cultura vale di più; ma, nei fatti, si continua a ridimensionarla e ad impoverirla.
Poniamo la cultura, finalmente e concretamente, tra le priorità del Paese!

D. Lei è anche Presidente dell'Institute for Cultural Diplomacy di Berlino, un’organizzazione internazionale non governativa che promuove la diplomazia culturale come approccio alle relazioni internazionali tra gli Stati: un antidoto allo “scontro di civiltà” che alcuni politologi profetizzano come elemento caratterizzante di questo secolo?
R. L'obiettivo finale di ICD è quello di promuovere la pace globale e la stabilità attraverso il rafforzamento e il sostegno delle relazioni interculturali a tutti i livelli. Questo, a sua volta, porta ad una migliore comprensione e ad una maggiore fiducia tra le culture, previene incomprensioni, migliora la comunicazione e la cooperazione e contribuisce a ridurre la probabilità di conflitti socio-culturali.
ICD vede nella ricerca, nella promozione e nello sviluppo del patrimonio della diplomazia culturale una parte integrante della sua missione.

D. Come si colloca l’Italia nel contesto delle relazioni interculturali?
R. L’Italia è un primattore a livello globale nella cultura, la moda, il gusto, il design.
Chi ama la Cultura immagina che non si debba attaccare ad ognuno di questi contenuti un cartellino del prezzo, ma ha compreso da tempo anche il suo valore per la tenuta e la crescita civile della società italiana, le sue grandi potenzialità economiche, la sua importanza per l’occupazione, il suo rilievo per il ruolo internazionale dell’Italia
La lingua italiana, le identità e tradizioni culturali nazionali e locali si confrontano creativamente con i mutamenti internazionali e le migrazioni. Il turismo culturale è un fenomeno di massa, con esigenze e potenzialità crescenti. Molti soggetti privati sarebbero pronti a dare e fare di più per la cultura italiana, ma non li si incentiva in modo adeguato.

D. In conclusione, cosa chiederebbe al nuovo Governo sulla politica della Cultura?
R. Una proposta mi sento di avanzare: varare, sotto la guida del MIBACT, un Programma nazionale per gli investimenti per la cultura, in cui far confluire – sotto stringente coordinamento amministrativo ed operativo e l’obbligo di rispettare i  tempi prestabiliti– i lavori pubblici riguardanti il Patrimonio. Vanno stabilite le stazioni appaltanti, gli organismi di vigilanza e controllo, i responsabili attuativi, con la convergenza  di risorse dello Stato, degli enti territoriali, delle Regioni, dell’UE, dei privati.  Dopo che il Ministro Franceschini ha effettivamente mantenuto la promessa di far approvare dal Consiglio dei Ministri nuove norme per incentivare il contributo dei privati per la Cultura, siamo impegnati per sostenere il lavoro che il Governo ha annunciato di voler condurre, “perché quello della Cultura  sia il primo Ministero economico del Paese.”
 

a cura di Massimo Milza

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