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Ocean of Inspirations. David Lachapelle firma il manifesto di Spoleto62, di Denis Curti

La scrittrice Anna Manna dedica una poesia alla nuova edizione del Festival

23/04/2019, 16:38 | Attualità

L’oceano è un talismano impalpabile e David Lachapelle è uno sciamano contemporaneo. Le sue fotografie sono il risultato di un incontro necessario, il frutto di un dialogo armonico. Offrono la possibilità di toccare con mano incantesimi e accadimenti congelati come attimi, doni della natura e delle più nobili espressioni dell’uomo. David Lachapelle ci chiede di guardare le sue immagini per ciò che sono: invenzioni capaci di compattare le emozioni, parole rovesciate, tempi sospesi. Le sue immagini ci invitano a considerare il dubbio come referenza culturale, perché questo mare immenso va guardato oltre la superficie, solo così si può scoprire che è un concentrato di relazioni. In questo contesto la fotografia di Lachapelle traduce le suggestioni del Festival di Spoleto: l’oceano è fonte continua di ispirazioni, è contenitore di bellezza, è luogo capace di sommare la potenza dei diversi linguaggi artistici. Qui c’è una sirena che sfila senza sosta, spostando continuamente i confini, e che ci conquista con quei richiami affascinanti e irresistibili che si trasformano in sentimenti universali.

L’oceano è un riassunto accogliente dove è possibile sospendere il giudizio e finalmente ascoltare storie che restano per sempre e che danno qualità alle nostre vite. Quel moto continuo funziona come uno specchio dentro il quale ognuno di noi si può ritrovare. Questo è il mestiere di Lachapelle e la sua fotografia si fa immediatamente metafora di un linguaggio trasversale che non passa attraverso il filtro della razionalità e proprio per questo diventa emozione.
Di fronte a questa fotografia dobbiamo prepararci a guardare le forme di una nuova e rinnovata liturgia. Quella di Lachapelle è un’azione visuale che trova la sua sintesi in una serie di immagini pensate e costruite fin nei minimi dettagli, così da arrivare a tutti in modo diretto, senza mediazioni o sottrazioni. Prepariamoci insomma a celebrare un rito collettivo senza ideologie, senza colpe, senza scandali. Prepariamoci a guardare la sua opera come se fossimo di fronte a un regesto della contemporaneità. Perché porsi di fronte alla sua produzione significa imparare a confrontarsi con un periodo storico intimamente segnato dall’affermazione dell’immagine come principale strumento di comunicazione. E’ questa l’idea che mi sono fatto della fotografia di David Lachapelle, della sua consapevolezza, della sua progettualità, della sua capacità di inventare un nuovo mondo a partire dall’interiorità. Le sue fotografie sono l’occasione per il recupero della nostra umanità. E’ da qui che la nostra spiritualità può ripartire: dentro questo oceano salvifico il mondo intero si definisce e si fa unica entità.
- DENIS CURTI

 

Anna Manna

A SPOLETO L’OCEANO

Le statue tacciono

Piazza del Duomo arde nel silenzio

 

L’acqua delle fontane
s’accuccia nelle fonti


una partita di tennis
s’appropria del silenzio
mentre la siesta
fiacca le ginocchia 


rimbalza l’ipotesi
avanza il dubbio
come la palla
della partita a tennis della vita


la brezza è lieve
coinvolge soltanto i fiori più fragili
le foglioline sprovvedute


Come sei docile
sembri soltanto una brezza umida
d’acqua
e sei OCEANO


Sembri giocare con la nuova stagione del mondo
e ti stai giocando l’anima


Sento qualcosa in lontananza
come un  fremere d’acque
ecco adesso un boato
d’azzurro mare della mente


spruzzi di mare su Spoleto
un’acqua nuova
forse un lavaggio dell’anima
del mondo


una finestra sbatte
una forza sta arrivando
volano nell’aria petali di rose ,
le spine ammansite dall’Arte.

Ecco avanza
lo sento
sei mare nel cielo del Duomo
marea nella mente
sei nembo
sei tuono
s’adedensa il presente
nel lampo
su Monteluco che avvampa
di luce

un fulmine rischiara le piazze
scompaiono porte e cancelli
è tempesta di chiavi
freme la terra madre
di tutti e tutti fremono
dello stesso brivido
di pace


Ali all’Oceano
Ali per volare
Acqua per un lavaggio universale
dalle guerre
dall’odio
dalle vendette


Ali all’Oceano
È un vortice di spuma
Anelli giganti
Buchi neri dei secoli
Non vedo l’orizzonte
Non vedo limiti
Al dialogo
Non vedo limiti
Alla Speranza

Che avanza avanza avanza.................................

 


Tra le vie di Spoleto
il cicaleccio denso della cultura
incontri e confronti
come sirene le proposte e le ipotesi
di vita nuova
avvolgono le mani intorpidite
e scroscia l’applauso
ai nuovi mondi che avanzano
capaci di solcare l’Oceano!

 

 

DENIS CURTI e ANNA MANNA
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