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All'Angolo della poesia: omaggio a Cecco Angiolieri, di Paolo Montanari

24/07/2018, 17:08 | Attualità

Tanta gente nel giardino della Musica di Palazzo Ricci per la prima serata dell'Angolo della Poesia ideata e curata da Giuseppe Saponara.

La manifestazione culturale durerà ogni sera fino a sabato 28 luglio ed è in collaborazione con l'Accademia Mondiale della Poesia, Comune di Pesaro, Labirinto cooperativa sociale e Regione Marche.

Il tema di questa rassegna ha sottolineato Giuseppe Saponara è la contestazione intesa anche come ribellione, che si può esprimere in tante situazioni e circostanze. Perchè, ad esempio poche persone possono gestire la cultura? L'Angolo della Poesia ha dimostrato in questi anni, il contrario, fornendo un prodotto culturale accessibile a tutti comn personalità di livello internazionale. Il tema dunque è quello della contestazione che fa riferimento al Cinquatesimo anniversario del 1968, ma nella nostra manifestazione abbiamo voluto vederlo da parte dei contestati e non dei contestatori.

Non per nulla il primo poeta, il senese Cecco Angiolieri è uno dei protagonisti della poesia della contestazione. Noi viviamo, ha proseguito Saponara, in una realtà fatta di regole, spesso sottese, disattese e interpretate. L'attore pesarese Giuseppe Scherpiani ha letto due sonetti di Cecco, il primo è un ontrasto con Becchina, la donna amata dal poeta e il poeta stesso, in cui ogni verso è diviso in due: la prima metà di Cecco e la seconda metà di Becchina. Nel secondo sonetto, Giuseppe Scherpiani, ha presentato la personalità di Cecco diviso fra amore, vino e dadi. E' stato poi il professor Giuseppe Marrani dell'Università di Siena a presentare con una buona sistematicità Cecco Angiolieri, poeta senese del 1200 di cui conosciamo poco le notizie della nascita e della morte.

Sappiamo solo che è della stessa generazione di Dante. Di Cecco ci sono rimasti circa 30 manoscritti non originali, copie di testi rimaneggiati, sonetti circa un centinaio irregolari e spesso eversivi. Eppure Cecco è di famiglia ricca , gli Angiolieri e da parte di madre i Salimbeni. Bisogna fare una riflessione che coinvolge il teatro e la poesia medievale, per comprendere la poesia giullaresca del tempo, praticata dagli stessi notabili senesi e in gran parte della Toscana. Siena ghibellina in particolare risente di queste forze anche eversive nei confronti di Firenze. Ma Cecco Angiolieri non è un poeta di corte e giullare. E' forse il primo poeta maledetto della storia della letteratura. La sua è una poesia di malinconia e di rabbia che si rivolge a quattro persone: il babbo, la figura paterna è odiata dal poeta, Becchina la donna amata e la detestata madre. Perchè Cecco odia i genitori? Perchè non ammette le loro regole.

Becchina è la donna amata, ma è diverso il rapporto verso la donna amata del Dolce stil novo, di dante e Petrarca. Becchina è una donna costruita. In Cecco vi è semmai forte l'influenza della lauda medievale sacra, Il Cantico delle Creature di San Francesco, che nasce con forme anche selvagge. Di fronte a queste fratture, la disgrazia di Cecco è vera o falsa? E' vera ma ha un contesto storico ben determinato: Gli Angiolieri e i Salimbeni ormai sono verso la decadenza e al loro posto vi è una borghesia emergente, dei mercanti.

La serata ha avuto anche degli splendidi momenti musicali con un grande arpista Vincenzo Zitello.

FOTO DI GLORIA OMICCIOLI

PAOLO MONTANARI
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