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A cosa serve la poesia? a Civitavecchia la prima edizione della Festa della Poesia italiana, di Francesco Agresti

19/05/2018, 13:01 | Attualità
Civitavecchia, alla fine della manifestazione, il Gruppo dei poeti

La poesia è più viva che mai. In tante città italiane si rincorrono i Premi e Concorsi letterari, i recital e le manifestazioni pubbliche di poesia.

La poesia è ritornata tra la gente, prepotentemente.

In questi giorni in cui tanto si è parla di "Contratto di governo" con le buone intenzioni di una futura amministrazione del nostro Paese, noi del portaleletterario.net ci domandiamo quale sia il posto assegnato alla cultura, quella vera, partecipata e amata dalla gente.

Speriamo che le tante iniziative sparse per l'Italia, in cui importanti personalità offrono la loro professionalità e cultura spesso anche gratuitamente, faccia riflettere la futura classe governativa dell'importanza di una "educazione culturale" alla bellezza e alla letteratura, veri veicoli di civiltà. E ne abbiamo molto bisogno.

A tal proposito, pubblichiamo di seguito le osservazioni del poeta e organizzatore culturale Francesco Agresti ideatore della Manifestazione "Festa della Poesia Italiana" realizzata a Civitavecchia presso la ex Chiesa di san Giovanni di Dio.   

"A cosa serve la poesia. La poesia è un prodotto aleatorio, non serve all’economia, non risolve problemi, non è quasi mai divertente e spesso ti obbliga persino a pensare quando non ne hai voglia.
    Detta così, potremmo tranquillamente affermare che la poesia non serve assolutamente a niente. Ma, forse, è proprio la sua assoluta inutilità che ce la rende preziosa.
    La poesia è come un paesaggio che non ci obbliga a nulla e spesso serve solo a riempirci l’anima.
    La sua bellezza, senza scopo apparente, è lì che ti aspetta paziente e senza chiederti niente ti possiede.
    Insomma, la poesia, parafrasando Emily Dickinson, è la bellezza che non ha causa. Esiste, inseguila e sparisce, non inseguirla e rimane.
    Ne sanno qualcosa i poeti Francesco Agresti, Corrado Calabrò, Ennio Cavalli, Cinzia Demi, Vincenza Fava, Giancarlo Peris, Lina Rizzo e Gabriella Sica convenuti a Civitavecchia, presso l’ex chiesa di San Giovanni di Dia, in piazza Luigi Calamatta, per dar vita ad un momento di magia collettiva fortemente voluto dall’Amministrazione comunale di Civitavecchia per lanciare i suoi tentacoli poetici verso tutte le città del Mediterraneo, la cui civiltà, alcuni millenni orsono, è stata partorita proprio dalla fantasia dei poeti.
    “Questa Prima Festa della Poesia - ha dichiarato l’Assessore alla Cultura Enzo D’Antò intervenendo alla manifestazione – vuole essere solo un primo momento per avvicinare la nostra Città al mondo più vasto della poesia internazionale”.
   

C’era raccoglimento nell’ex chiesa di San Giovanni di Dio. E man mano che i poeti leggevano le loro poesie aumentava il silenzio dei numerosi presenti.
    Carichi di tensione i versi proposti da tutti i poeti intervenuti. Toccanti quelli della ebolitana Lina Rizzo declamati per la sua Eboli. Un canto d’amore per quel Centro storico lacerato dalle ferite ancora aperte dei bombardamenti alleati del 1943.

    Piacevole e molto apprezzato l’intervento fuori programma dei due poeti civitavecchiesi Sandro Cozzi e Vittorio Viti, che hanno recitato loro poesie in vernacolo

    A condurre la serata la bravissima Neria De Giovanni, egregiamente coadiuvata dalla voce impareggiabile dell’attrice Tiziana Bagatella, che ha voluto ricordare il poeta di Tarquinia Vincenzo Cardarelli recitando alcune sue poesie.
   

La manifestazione gode del Patrocinio dell’Istituto Dante Alighieri ed è stata realizzata in collaborazione con l’associazione culturale Gli Amici del Mare e la Biblioteca comunale Alessandro Cialdi."

FRANCESCO AGRESTI
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