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E si dimette anche la segretaria del Premio Nobel : “ ci sono altre cose da fare nella vita”, di Neria De Giovanni

13/04/2018, 13:58 | Attualità
Sara Danius, segretaria permanente Accademia svedese

Ma che sta succedendo al Premio Nobel, il premio forse più famoso (e ricco..) del mondo?

L’ultima notizia sono le dimissioni di Sara Danius, la segretaria permanente dell’Accademia svedese, l’ente che assegna il premio Nobel per la Letteratura.

La Danius, professoressa di letteratura, fa parte dell’Accademia dal 2013 e ne era diventata segretaria permanente nel 2015, prima donna a capo dell’ente.

Le sue dimissioni sono collegate al grave scandalo per molestie sessuali per cui avevano “congelato” la loro attività altri tre membri dell’Accademia. Sì perché, per regolamento, gli Accademici del Nobel non si possono dimettere ma restano in carica fino alla loro morte. Alcune delle decisioni che vanno prese dall’Accademia hanno bisogno di un quorum di 12 votanti: ora l’Accademia è rimasta con dodici membri, che passerebbero a undici se anche la scrittrice Sara Stridsberg decidesse di dimettersi, ovvero di non partecipare ai lavori,  come aveva annunciato. Ma in questa situazione, con le regole tuttora in vigore, sarebbe impossibile per l’Accademia eleggere nuovi membri in caso di morte di uno di quelli attuali.

Lo scorso novembre 18 donne hanno accusato di molestie sessuali il fotografo franco-svedese Jean-Claude Arnault,  marito della poetessa Katarina Frostenson, che dal 1992 è un membro dell’Accademia svedese. Dopo le accuse, l’Accademia aveva avviato un’indagine da cui era emerso che Arnault dal 1996, per sette volte, aveva lasciato trapelare delle informazioni riservate riguardo la scelta dei vincitori dei Nobel. L’Accademia aveva deciso così di interrompere i finanziamenti ad un centro culturale del fotografo ma le raccomandazioni finali dell’indagine non erano state seguite e questo aveva portato alle dimissioni di tre dei suoi membri già la settimana scorsa.

Che dire? Le molestie sessuali sulle donne stanno emergendo in ogni settore della vita pubblica, oltre che, purtroppo, sempre più spesso, in quella privata.

Se come ha scritto la segretaria del Nobel nel suo comunicato di dimissione che «ci sono altre cose da fare nella vita», bisogna energicamente pretendere che queste cose le donne le possano fare senza timori di ricatti sessuali. O peggio di violenze

NERIA DE GIOVANNI
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