Martedì, 25 Settembre 2018 (S. Giuseppe Pign.)

Sei in: News » Attualità » L'omicidio e quella rosa bianca sulla tomba della letterata Ellen Rose Gilles, di Ilaria Muggianu Scano

  • mail

L'omicidio e quella rosa bianca sulla tomba della letterata Ellen Rose Gilles, di Ilaria Muggianu Scano

quanta attualità purtroppo in questo delitto avvenuto a Sassari il 15 gennaio del 1914...

01/03/2018, 18:53 | Attualità

Nasceva nel marzo di 144 anni fa a Philadelphia Ellen Rose Gilles, una studiosa destinata a incarnare l'icona dell'emancipazione femminile, quella disturbante, quella che non é tollerata dal la famiglia da cui si congeda presto per conquistare l'Italia e la Sardegna, quell' emancipazione che non é tollerata dalla famiglia aristocratica sassarese del suo giovane amante, non é tollerata, a quanto scrive il Washington Post, dai protagonisti di un'indagine sulla faida orgolese che la geniale ed eclettica studiosa conduceva da tempo.

Quella stessa insofferenza che armò la mano di chi la uccise, ormai cento anni fa in terra sarda, dove il mistero tragico venne liquidato presto come un suicidio ma in America la stampa più accreditata proseguì per lungo tempo indagini e congetture sul cold case che appassionò l'opinione pubblica per anni e anni. Ad oggi solo una certezza su Ellen Rose Gilles: la perdita precoce di un'ottima studiosa e quella rosa bianca sulla tomba nel cimitero sassarese che quotidianamente un misterioso sconosciuto deposita pietoso in memoria dell' ardimentosa amante del sapere. È un caso questo sospetto oblio? Ellen è una ricca ereditiera amante delle lettere, passione che estenderà presto alle scienze filosofiche, all'antropologia, interessi e studi che convergeranno nel suo lavoro di gornalista documentarista.

Ellen Rose, figlia di George Giles, nasce nel 1874. Il padre, morto quando lei è ancora giovane, è uno dei maggiori protagonisti dell'alta finanza americana, figura di spicco di Chesnut Street, cuore pulsante del movimento finanziario del nuovo continente che solo a fine secolo si sposterà nella newyorchese Wall Street. "Il caso Giles" dettagliata biografia di Ellen Rose, scritta a quattro mani da Alberto Mario Pintus e Maria Giovanna Cugia, edito dall' Associazione Storica Sassarese, aiuta a ricostruire gli ultimi anni dell'impavida americana, quelli in cui Ellen, dovunque passi crea grande ammirazione e invidia, ad un tempo, delle autoctone per quella donna che ammalia una terra intera con la sola forza della passione per la cultura unico veicolo di progresso per la donna europea, come presto si persuade Ellen."Nel mondo raffinato di Philadelphia la famiglia Giles era sicuramente ben introdotta. Anche dopo la morte di George, la famiglia mantenne un tenore di vita dispendioso, viaggiava da un continente all'altro, aveva sempre disponibilità di cifre anche elevate in contanti. Alla sua morte, Ellen lasciò una grossa somma di denaro, 40.000 dollari, una cifra enorme per l'epoca. Queste erano solo le disponibilità liquide, che andavano sommate alle varie proprietà immobiliari di famiglia, senza considerare i gioielli. Al momento della morte le vengono trovate 300 lire italiane".

La vocazione primaria di Ellen Rose é viaggiare. Conclude i suoi studi nel prestigioso college Bryn Mawr di Philadelphia e si trasferisce  dapprima a New York poi a Firenze. Riesce a trasfondere il suo entusiasmo pr la conoscenza al suo clan interamente femminile: madre, nonna e sorelle. È il 1906 quando l'indomito animo nomade di Ellen viene sedotto dalla Sardegna. Si trasferisce stabilmente a Sassari ma misteriosamente manterrà per tutta la vita la propria rsidenza a Firenze. Analogamente si comporterà sua madre Anna Rose, che vivrà per sempre in Sardegna, morendo molto anziana. La curiosa vicenda della madre di Ellen prosegue dopo la morte della figlia, nel 1937, con il trasferimento a casa del parroco di Ollolai, don Onnis, nella Barbagia più profonda, conosciuto durante un incontro con il pittore Carmelo Floris. Secondo gli autori della biografia tale convivenza risulta quanyo meno bizzarra dal momento che Anna Rose non era e non fu mai cattolica. Sembrò, a tutti gli effetti la misteriosa ricerca di un terreno franco di protezione personale.

L'amicizia della madre di Ellen con il celebre artista sardo è testimoniata da un fitto carteggio. Sulla permanenza ad Ollolai rimane poco a causa dell' altrettanto enigmatica distruzione dell'archivio parrocchiale. Rimane traccia invece del singolare antagonismo artistico che incrinò, dapprima i rapporti tra Anna e il Floris e, successivamente, persino con la figlia, dalla quale, da quel momento, iniziò un progressivo allontanamento. Notizie sulla singolare condizione familiare sono addirittura riportare su una delle prime testate nazionali, il "Giornale d'Italia", che riportava della lite fra mamma e figlia per la vicendevole accusa di plagio di un'opera. Alcuni dei disegni di Anna Rose possono essere ancora ammirati  nella Biblioteca Universitaria di Sassari.

Per il censo americano madre e figlia risultano essere, rispettivamente, letterata e artista. Mentre Ellen, abbastanza disinteressata al denaro,  si fermerà stabilmente a Sassari, fidandosi di un consulente uropeo, sarà Anna, scaltra e guardinga nella gestione degli affari gestirà sempre personalmente gli interessi economici facendo la spola da un continente all'altro.
Dopo la prima laurea Ellen frequenterà le Università di Berlino e della Sorbona. Intanto aveva raggiunto un'ottima conoscenza di numerose lingue che parlava fluentemente: italiano, francese, tedesco, spagnolo, arabo, cinese e un discreto controllo del latino e del greco.
Continua a studiare e viaggiare tra la Germania, la Francia, la Toscana, l'Africa, l'Australia e il medio Oriente "dove si trattiene per gli scavi di antiche civiltà. In questo periodo le verrà riconosciuta un'elevata competenza nella traduzione delle iscrizioni dell'antica civiltà babilonese, per le quali era considerata un'autorità assoluta. Quando giunse nell'isola per la prima volta, decise di raggiungere Sassari da Caliari in groppa ad un cavallo da lei acquistato.

Dove si trovano oggi gli studi di Ellen Rose Gilles? "Quando sarà finita l'opera mia e dovrò tornare in America per pubblicare il mio libro per le cui traduzioni in italiano ed in altre lingue ho già ricevuto varie proposte" rispondeva Ellen al cronista de La Nuova Sardegna che, nel 1907, le chiedeva quando avrebbe abbandonato la Sardegna. Il manoscritto però  non vedrà mai la luce. Dopo lunghe e minuziose ricerche, Alberto Mario Pintus e Maria Giovanna Cugia, ritrovano in America le ricerche di Ellen inserite nell'opera "Sardinian painting" dell'antropologa Georgiana Goddard King, e alcune fotografie relative alla tonnara di Carloforte che la Giles inviò all'archivio del Bryn Mawr College.Sono, tuttavia, davvero numerosi gli articoli che la giornalista letterata corrisponde a varie riviste americane su costume e cultura italiana.

Ellen viene assassinata alle 8 di sera del 15 gennaio 1914, in via Roma n. 87 a Sassari. la luce morente del focolare illumina una rivoltella abbandonata sul pavimento. È l'arma che Ellen ha acquistato pochi giorni prima e che ora le ha tolto la vita. La Nuova Sardegna titola con "Impressionante suicidio", di ben altro avviso il New York Times, il Washington Post e il resto della stampa americana secondo i quali "Una ragazza del Bryn Mawr è stata uccisa in Sardegna". Il suicidio però non spiegherebbe perché l'ogiva del proiettile ha trapassato le carni senza lacerare gli abiti di Ellen. Non sappiamo che fine abbia fatto il testamento della vittima e cosa veramente fosse a conoscenza della cameriera, Maria Filippa Rovetti. Chi è il giovane nobile sassarese che lasciò la città la notte in cui morì la studiosa e che tutti dicevano suo amante? Se dovessi fare un bilancio direi che siamo appena ad un 60% delle ricerche. Il mistero è davvero grande. Come fitto è il mistero attorno all'identità della persona che, all'indomani della pubblicazione della biografia di Ellen, si reca una volta alla settimana a posare un fiore bianco sulla tomba di un'appassionata amante della Sardegna, che l'isola ha ammirato, talvolta invidiato ma che non ha saputo riamare con lo stesso ardore.

 

Foto dall'opera "Il caso Giles" (ed. Associazione Storica Sassarese) di Alberto Mario Pintus e Maria Giovanna Cugia

ILARIA MUGGIANU SCANO
Foto (3)

Media

stilefashion
viverecongusto
terraecuore

Apri un portale

Newsletter



Lavora con noi

Contatti

redazione@portaleletterario.net

facebook twitter