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Una sorella allunga la vita. La letteratura si é accorta prima di tutti, di Ilaria Muggianu Scano

Da uno studio dell'Ohio State University agli esempi letterari più famosi

19/02/2018, 16:10 | Attualità
Le sorelle Bronte

Ormai è certo, secondo la scienza avere una sorella allunga la vita. Secondo uno studio della Ohio State University: "I maschi anziani che hanno una sorella in vita si sentono più sicuri, mentre le femmine si sentono maggiormente spronate nella vita quotidiana con una sorella accanto". La ricerca non si riferisce alle numerose telefonate giornaliere che descrivono una routine quotidiana, gli studiosi precisano infatti: "La frequenza delle interazioni non ha nessuna connessione con il benessere che viene dal sapere che il rapporto c'é ancora, esiste, é a portata di mano". L' esito dello studio è confermato dall' analisi statistica condotta dalla Bringham Young University su un campione di oltre quattrocentomila famiglie e secondo il quale: "La presenza di una sorella aiuta gli adolescenti a sentirsi meno soli e spaventati".

Non solo, l' esistenza di sorelle inciderebbe positivamente sulla vita sentimentale dei maschi, secondo lo studio, infatti: "i ragazzi con sorelle maggiori sono più a loro agio con le donne". Questo aspetto è stato successivamente corroborato dall' Università del Missouri - Columbia secono la cui analisi le sorelle "incoraggiano i fratelli a intraprendere esperienze sessuali sicure e protette", i maschi, infatti "condividono con le sorelle le loro storie sentimentali con maggiore facilità rispetto ad un fratello". La School of Psychology dell' Università inglese di Ulster, si spinge verso esiti dalla portata onnicomprensiva.

"Le sorelle sono la chiave di una famiglia felice" assicura il coordinatore dello studio, Tony Cassidy. La componente d' empatia generato dalle sorelle, che assicura apertura al dialogo e crea un ponte affettivo tra i vari membri della famiglia, "favorisce la buona comunicazione e coesione e questi elementi possono rivelarsi molto importanti nei momenti di dolore e di angoscia come ad esempio nei casi di divorzio tra i genitori". La fascinazione dell' universo sororale, propriamente chiamato in sociologia rapporto di sororità, da soror, sorella in latino, affonda le proprie radici nell' Esodo biblico, quando Miriam, sorella di sangue di Mosè, lo spinge a prendere le redini della rivolta del popolo contro il faraone. Il primo legame di sororità descritto in letteratura è dunque addirittura uno strumento divino, indispensabile alla fuga del popolo d' Israele dall' Egitto. Meno idilliaco il rapporto evangelico tra Marta e Maria, sorelle di Lazzaro, poi riconciliate da Cristo.

Il rapporto di sororità che farà la storia della letteratura di formazione è la tetralogia semi biografica di Louisa May Alcott, "Piccole donne", arrivato alle sue 150 primavere. Le sorelle March ricalcano la felice esperienza di sorellanza delle quattro sorelle Alcott, figlie della suffragetta Abby May che combatte con le figlie contro lo sfruttamento degli schiavi di colore, favorendone la fuga e l' espatrio clandestino, durante la guerra di Secessione. Il rapporto sorella-sorella, sorella-fratello sarà il filo conduttore di tutta la poetica di L. M. Alcott.

Lontana dai tipi sociologici, individuati dalla scienza moderna, dell' ape regina, donna in carriera spregiudicata e noncurante della solidarietà femminile, e dal profilo anciliare della donna vittima del carisma di pesonalità femminili forti e decise, la donna capace di sororità sembra sedurre, anno dopo anno, palinsesti televisivi e cinematografici, con ottima risposta di pubblico. Recente il successo di fiction come "Sorelle" o "Sirene", o ancora "Seven sisters" per il grande schermo.

Anche l' editoria, italiana e non solo, non nasconde grande e progressiva attenzione per una svolta antropologica che sembra condurre dal femminismo metropolitano e rampante del "Sex and the city" di Candace Bushnell a quello più rassicurante dello sister system. Opere come "Le tre sorelle" di Anton Checov e "Ragione e sentimento" di Jane Austen trovano ggi numerosi epigoni in continuo aumento. Per citare solo alcuni titoli che affollano le librerie: "La custode di mia sorella" (Corbacci), "L' Usignolo" (Mondadori), "Fangirl" (Piemme), "La vita segreta delle api" (Mondadori), "L' altra donna del re" (Pickwick), "Le sorelle" (Tea), "La gemella silenziosa" (Garzanti), "La sorella" (Sperling&Kupfer), la saga de "Le sette sorelle" (Giunti), numerosi dei quali vantano una trasposizione cinematografica. L'ultimo arrivato in termini di tempo è l'affascinante saggio "Sorelle e sorellanza nella letteratura e nelle arti" (Franco Cesati Editore).Potremmo proseguire ulteriormente solo con i titoli più recenti.

Chi ha una sorella, insomma, trova un tesoro, senza neppure andarlo a cercare.

ILARIA MUGGIANU SCANO
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